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Sulmona, sanità svuotata: il NurSind denuncia scelte che penalizzano i reparti

Giuseppe Provinzanodi
Giuseppe Provinzano
Pubblicato il: 26/04/2026

AbruzzoNurSind dal territorio

Personale tolto agli ospedali per strutture ancora incomplete: infermieri al limite e assistenza ridotta, il NurSind L’Aquila denuncia una strategia che mette a rischio assistenza e sicurezza


di Giuseppe Provinzano

"Non è il racconto di un disservizio. È la descrizione di un sistema che si regge togliendo da una parte per coprire dall’altra, fino a lasciare scoperti i punti più delicati: i reparti e i pazienti".


Sulmona, 26/04/2027. Nel reparto di Urologia dell’ospedale di Sulmona l’assenza degli OSS non rappresenta un episodio isolato, ma il risultato di una precisa direzione organizzativa. Gli infermieri si trovano a coprire funzioni multiple, andando ben oltre il proprio ruolo, in un contesto già segnato da sottodimensionamento cronico.

Il dato politico, prima ancora che sanitario, è che questa situazione era stata segnalata. Il NurSind aveva formalizzato le criticità già a metà marzo, chiamando in causa la direzione aziendale su più livelli. Nessun intervento, nessuna inversione di rotta.

“Non è un problema imprevisto, ma la conseguenza di scelte precise.”

Il nodo centrale riguarda la redistribuzione del personale. Mentre gli ospedali faticano a garantire standard minimi, risorse vengono dirottate verso le Case di comunità previste dal PNRR. Strutture che, nella realtà operativa, non sempre risultano pronte né pienamente funzionanti.

Qui il NurSind individua una linea chiara: non si tratta di sviluppo della sanità territoriale, ma di uno spostamento forzato che indebolisce l’ospedale senza rafforzare davvero il territorio.

“Si stanno rispettando scadenze e finanziamenti, ma non i bisogni assistenziali reali.”

Il segretario territoriale, Antonio Santilli, mette in evidenza una dinamica che va oltre il singolo presidio sanitario e assume un valore più ampio.

“Si sottrae personale ai reparti, già in difficoltà, per sostenere strutture che non hanno ancora una piena operatività. È una scelta che crea squilibri evidenti.”

La conseguenza è un sistema che non distribuisce risorse in base ai bisogni, ma in base alle urgenze amministrative. E questo produce effetti immediati: carichi di lavoro insostenibili, riduzione dell’assistenza e aumento dei rischi.

“Gli operatori vengono lasciati soli a garantire servizi essenziali in condizioni sempre più difficili.”

Il paradosso, denunciato dal sindacato, è che mentre nei reparti si lavora in emergenza, altrove il personale non riesce a essere impiegato in modo efficace.

“Ci sono contesti dove si resta in servizio senza attività concreta, mentre in ospedale mancano le risorse minime.”

Una fotografia che, per il NurSind, non può essere ridotta a criticità temporanea, ma rappresenta il segnale di una gestione che necessita di una revisione profonda.

“La sanità non può essere governata solo per non perdere finanziamenti.”

La chiusura del comunicato mantiene un tono che è allo stesso tempo formale e fortemente politico.

“Grazie Signor Direttore Generale!”

Una frase che non è un ringraziamento, ma una presa di posizione netta.