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Aggressione in ospedale a Pescara, infermiera colpita nella notte. Il NurSind: 'Serve più sicurezza'

Maria Luisa Astadi
Maria Luisa Asta
Pubblicato il: 28/03/2026

AbruzzoNurSind dal territorio

 

PESCARA – Un nuovo episodio di violenza ai danni del personale sanitario scuote l’ospedale “Spirito Santo”. Nella notte, intorno alle 4:00, un’infermiera in servizio presso il reparto di Neurologia d’urgenza/Stroke Unit è stata aggredita da un degente mentre svolgeva regolarmente il proprio turno.

La professionista, colpita durante l’assistenza ai pazienti, è stata costretta a ricorrere alle cure del Pronto Soccorso nelle ore successive. Le sue condizioni non sono state rese note nel dettaglio, ma l’episodio riaccende i riflettori su un fenomeno ormai sempre più frequente nelle strutture sanitarie.

A intervenire con fermezza è il NurSind Pescara, che esprime piena solidarietà alla collega coinvolta. «Non è più accettabile che chi dedica la propria vita alla cura degli altri debba temere per la propria incolumità fisica durante il turno di lavoro», dichiara Antonio Argentini, segretario territoriale NurSind Pescara. «Siamo di fronte all’ennesimo episodio di violenza che ferisce non solo la singola lavoratrice, ma l’intera categoria e il concetto stesso di assistenza sanitaria».

Il sindacato chiarisce che la denuncia non è rivolta alla Direzione Strategica della ASL, riconosciuta per aver già avviato iniziative e protocolli contro le aggressioni. Tuttavia, secondo il NurSind, gli interventi messi in campo non sono ancora sufficienti.

«Il problema è sociale e sistemico», prosegue Argentini. «Chiediamo che la sicurezza negli ospedali torni al centro del dibattito pubblico. La Stroke Unit, come ogni altro reparto di emergenza-urgenza, deve essere un luogo sicuro. Non possiamo permettere che l’ospedale diventi un “territorio di frontiera” dove tutto è permesso».

L’organizzazione sindacale ribadisce la necessità di rafforzare le misure di protezione per il personale sanitario e promuovere un cambiamento culturale più ampio, che restituisca rispetto e tutela a chi opera quotidianamente in prima linea.

«Continueremo a vigilare e a collaborare affinché ogni operatore sanitario possa entrare in turno con la certezza di tornare a casa incolume», conclude Argentini, «ribadendo che la violenza non è mai giustificabile, sotto nessuna circostanza».