Lodi, aggressione al SerD: panico tra sanitari. NurSind: ''Serve più sicurezza subito''
Lite violenta tra utenti in via Pallavicino, paura tra operatori. L’ASST annuncia braccialetti collegati alle forze dell’ordine, ma il NurSind chiede interventi strutturali e tutela reale per il personale sanitario
di Giuseppe Provinzano
"C’è una linea sottile che separa il diritto alla cura dal diritto alla sicurezza di chi quella cura la garantisce ogni giorno. Quando quella linea si spezza, non siamo più davanti a un episodio isolato, ma a un segnale preciso che il sistema deve cambiare passo".
Lodi, 29/04/2026. Momenti di forte tensione e paura al Servizio per le Dipendenze di Lodi, dove una violenta lite tra due utenti ha riportato al centro dell’attenzione il tema, sempre più urgente, della sicurezza degli operatori sanitari.
L’episodio si è verificato nella mattinata di ieri, intorno alle 10, nella struttura di via Pallavicino. Due uomini, entrambi quarantenni e già protagonisti in passato di scontri, si sono ritrovati negli ambulatori del servizio e, dopo un acceso diverbio, sono arrivati alle mani. La situazione è rapidamente degenerata in un parapiglia, con danni anche alla struttura, tra cui una porta abbattuta.
L’intervento dei carabinieri è stato necessario per riportare la calma, mentre uno dei due è stato trasportato in pronto soccorso. Nel frattempo, tra gli operatori e gli altri utenti presenti si sono vissuti attimi di forte apprensione, a testimonianza di quanto questi contesti possano trasformarsi in ambienti ad alto rischio nel giro di pochi istanti.
L’ASST di Lodi ha annunciato un rafforzamento delle misure di sicurezza, con l’intenzione di dotare il personale di circa cinquanta dispositivi elettronici collegati direttamente alle forze dell’ordine. Si tratta di braccialetti di emergenza che potranno essere attivati in caso di pericolo, andando ad affiancare il sistema già esistente di allerta tramite pulsante collegato al 112.
Tuttavia, sul tema interviene con forza il NurSind, che da tempo mantiene alta l’attenzione su una problematica che non può più essere affrontata solo in termini emergenziali.
“L’azienda ha dimostrato attenzione agli aspetti della sicurezza – spiega Dario Impiccichè – sia attraverso il servizio di prevenzione e protezione sia con l’impegno della direzione generale. Le aggressioni si concentrano soprattutto nell’area psichiatrica, mentre nei reparti la situazione è più sotto controllo.”
Il quadro che emerge, però, resta preoccupante. Nel solo 2025 si sono registrati 46 episodi di aggressione ai danni del personale sanitario dell’ASST, circa la metà dei quali di natura fisica. I contesti più esposti risultano essere il pronto soccorso e il dipartimento di salute mentale e dipendenze, confermando una criticità ormai strutturale.
Il NurSind richiama anche l’attenzione su aspetti spesso trascurati ma fondamentali per la sicurezza quotidiana degli operatori, soprattutto delle lavoratrici.
“Abbiamo già segnalato in passato criticità legate ai percorsi esterni – sottolinea Impiccichè – in particolare nelle ore notturne. Ci sono aree poco illuminate che espongono il personale a ulteriori rischi.”
L’episodio di via Pallavicino non è quindi un caso isolato, ma l’ennesimo campanello d’allarme che evidenzia come il tema della sicurezza debba essere affrontato con interventi organici, investimenti mirati e una strategia condivisa tra istituzioni, aziende sanitarie e rappresentanze sindacali.
Il NurSind ribadisce la necessità di andare oltre le soluzioni tampone, come i dispositivi di allerta, per costruire un sistema realmente capace di prevenire le aggressioni e garantire condizioni di lavoro dignitose e sicure per tutti i professionisti della sanità.
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