Andes virus, l’OMS pubblica nuove linee guida: sorveglianza attiva e quarantena fino a 42 giorni
L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha pubblicato l’8 maggio 2026 una guida operativa straordinaria per la gestione dei contatti legati ai casi di Andes virus (ANDV) registrati a bordo della nave da crociera MV Hondius.
Il documento introduce criteri uniformi di classificazione dei casi, protocolli di quarantena e un sistema di monitoraggio attivo quotidiano che coinvolgerà le autorità sanitarie di numerosi Paesi.
La decisione arriva dopo la conferma di otto casi di infezione da virus Andes a bordo della nave, con tre decessi e un paziente in condizioni critiche. La MV Hondius, partita dall’Argentina il 1° aprile, ha attraccato alle Canarie, dove è iniziata la complessa operazione di sbarco e rimpatrio dei passeggeri verso i rispettivi Paesi di origine, tra cui Italia, Spagna, Regno Unito, Francia, Stati Uniti, Paesi Bassi, Belgio e Turchia.
Cos’è l’Andes virus e perché allarma le autorità sanitarie
L’Andes virus appartiene alla famiglia degli hantavirus, normalmente trasmessi dai roditori all’uomo. A differenza di altri ceppi, però, l’ANDV ha mostrato in passato una limitata ma documentata capacità di trasmissione interumana, soprattutto attraverso contatti stretti e prolungati.
Il periodo di incubazione può variare da una a sei settimane, anche se nella maggior parte dei casi i sintomi compaiono tra la seconda e la quarta settimana dopo l’esposizione. La durata media stimata è di 18 giorni.
Tra i sintomi iniziali figurano:
- febbre superiore a 38°C;
- dolori muscolari;
- brividi;
- nausea, vomito e diarrea;
- dolore addominale;
- tosse;
- difficoltà respiratoria;
- dolore toracico.
L’Oms evidenzia un elemento particolarmente delicato: la fase di massima contagiosità coincide con il periodo prodromico, cioè quando i sintomi sono ancora vaghi e facilmente confondibili con una normale sindrome influenzale.
Secondo il documento, pur non essendo stata dimostrata formalmente una trasmissione presintomatica, esistono segnalazioni di positività PCR nel sangue prima della comparsa dei sintomi. Per questo motivo, l’Oms raccomanda di identificare i contatti a partire da due giorni prima dell’insorgenza clinica del caso confermato o probabile.
La nuova definizione di caso
Uno dei punti centrali della guida riguarda l’introduzione di definizioni operative uniformi che gli Stati membri dovranno adottare per standardizzare la sorveglianza epidemiologica internazionale.
Caso sospetto
Viene definito “caso sospetto” chiunque abbia condiviso o visitato un mezzo di trasporto dove era presente un caso confermato o probabile di Andes virus e presenti febbre pari o superiore a 38°C, oppure anamnesi di febbre, associata a sintomi compatibili con l’infezione.
Tra i sintomi considerati rilevanti:
- mialgia;
- brividi;
- nausea;
- vomito;
- diarrea;
- dolore addominale;
- tosse;
- mancanza di respiro;
- dolore toracico;
- difficoltà respiratoria.
Caso probabile
È definito “caso probabile” un soggetto con sintomi compatibili, valutato da un operatore sanitario, con un legame epidemiologico noto con un caso confermato o probabile, ma senza ancora una conferma di laboratorio disponibile.
Caso confermato
Il “caso confermato” è invece una persona risultata positiva tramite test RT-PCR o esami sierologici specifici per il virus Andes.
“Non caso”
Il documento introduce anche la categoria di “non caso”: soggetti inizialmente sospetti o probabili che risultano negativi ai test. Tuttavia, se sviluppano sintomi compatibili entro il massimo periodo di incubazione dopo l’ultima esposizione, devono essere nuovamente testati e riclassificati.
La definizione di “contatto”
L’Oms definisce “contatto” una persona esposta a un caso confermato o probabile durante il periodo infettivo, attraverso esposizione a secrezioni respiratorie, saliva, sangue o altri fluidi corporei.
Rientrano nella definizione:
- contatto fisico diretto;
- assistenza o caregiving;
- contatti intimi;
- condivisione del letto;
- permanenza entro due metri per oltre 15 minuti;
- pasti condivisi;
- esposizione in spazi chiusi o cabine comuni;
- prossimità dei sedili in aereo;
- esposizione sanitaria senza dispositivi di protezione individuale.
Tutti i passeggeri della MV Hondius classificati “ad alto rischio”
Applicando il principio di precauzione, l’Oms considera tutti i passeggeri e membri dell’equipaggio presenti sulla MV Hondius come contatti ad alto rischio.
Tra le situazioni classificate ad alto rischio figurano:
- condivisione della stessa cabina;
- utilizzo dello stesso bagno;
- contatto diretto con fluidi corporei;
- permanenza ravvicinata per oltre 15 minuti;
- pasti condivisi;
- assistenza sanitaria senza DPI;
- esposizione durante procedure che generano aerosol;
- personale di cabina con contatti ripetuti;
- manipolazione di biancheria o rifiuti biologici senza protezione.
Sono invece considerati a basso rischio:
- passeggeri senza interazioni prolungate;
- contatti brevi in porto o durante il transito;
- persone presenti in spazi aperti senza contatti stretti;
- operatori sanitari correttamente protetti.
Sorveglianza attiva quotidiana per 42 giorni
La misura più rigorosa introdotta dal documento riguarda il monitoraggio dei contatti ad alto rischio.
Le autorità sanitarie dovranno effettuare un follow-up quotidiano per 42 giorni dall’ultima esposizione nota. Non si tratta di una semplice raccomandazione informativa: il documento prevede un vero sistema di sorveglianza attiva, con contatti giornalieri tramite telefono, messaggistica, telemedicina o visite dirette.
Ogni giorno dovranno essere registrati:
- temperatura corporea;
- eventuale febbre;
- stanchezza o malessere;
- dolori muscolari;
- mal di testa;
- sintomi gastrointestinali;
- sintomi respiratori.
L’Oms ha allegato al documento un modulo standardizzato per il monitoraggio quotidiano dei sintomi, che dovrà essere utilizzato da tutti gli Stati membri per uniformare la raccolta dei dati epidemiologici.
La logica sanitaria alla base della misura è chiara: il rischio massimo di trasmissione si concentra proprio nella fase iniziale della malattia, quando i sintomi sono aspecifici e il soggetto potrebbe continuare inconsapevolmente a interagire con altre persone.
Quarantena e restrizioni ai viaggi
Per i contatti classificati ad alto rischio, il protocollo prevede anche misure restrittive molto severe:
- quarantena domiciliare o in strutture dedicate;
- permanenza in stanza separata rispetto ai conviventi;
- sospensione dell’attività lavorativa;
- uso obbligatorio di respiratori FFP2 o N95 in caso di contatti inevitabili;
- limitazione di tutti i viaggi non essenziali per 42 giorni.
Lo spostamento internazionale potrà essere autorizzato soltanto per motivi umanitari o emergenze mediche, previo coordinamento tra le autorità sanitarie coinvolte attraverso i canali del Regolamento Sanitario Internazionale.
Qualsiasi soggetto che sviluppi sintomi compatibili dovrà essere immediatamente isolato, sottoposto a valutazione clinica e testato.
Contatti a basso rischio: auto-monitoraggio ma nessuna restrizione
Per i contatti a basso rischio l’approccio resta più flessibile. L’Oms richiede auto-sorveglianza quotidiana per 42 giorni, con registrazione della temperatura e dei sintomi principali.
Non sono previste limitazioni alle attività lavorative o ricreative, ma qualsiasi sintomo dovrà essere immediatamente comunicato alle autorità sanitarie locali.
Le novità introdotte dall’Oms
Rispetto alle indicazioni precedenti, il documento introduce diversi elementi innovativi:
- identificazione dei contatti a partire da due giorni prima dei sintomi;
- riconoscimento della fase prodromica come momento di massima contagiosità;
- distinzione netta tra monitoraggio attivo e passivo;
- definizione uniforme del calcolo dei 42 giorni dalla data di sbarco alle Canarie;
- introduzione di checklist e moduli standardizzati per la raccolta dei dati.
Uno scenario sotto stretta osservazione internazionale
L’Oms ha chiarito che continuerà a monitorare l’evoluzione epidemiologica legata alla MV Hondius e aggiornerà le linee guida in caso di nuovi sviluppi scientifici o sanitari. In assenza di cambiamenti significativi, il documento provvisorio scadrà un anno dopo la pubblicazione.
Il caso della MV Hondius rappresenta oggi uno dei più delicati test internazionali di gestione coordinata di un focolaio da hantavirus con possibile trasmissione interumana, in un contesto caratterizzato da mobilità globale e rimpatrio simultaneo di centinaia di passeggeri verso diversi continenti.
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