Iscriviti alla newsletter

730 e Fondo Perseo Sirio: l’errore che molti iscritti rischiano di commettere

Maria Luisa Astadi
Maria Luisa Asta
Pubblicato il: 26/05/2026

Previdenza

Con l’avvio della stagione delle dichiarazioni dei redditi, molti lavoratori iscritti a Fondo Perseo Sirio si pongono una domanda ricorrente: i contributi versati al fondo pensione devono essere inseriti nella dichiarazione fiscale? La risposta non è uguale per tutti e dipende soprattutto dalle modalità con cui i versamenti sono stati effettuati durante l’anno.

In particolare, occorre distinguere tra i contributi trattenuti direttamente in busta paga e quelli versati volontariamente tramite bonifico bancario. Una differenza che può avere conseguenze pratiche nella compilazione del modello 730 o del modello Redditi e che rende fondamentale verificare la documentazione corretta.

Contributi trattenuti in busta paga: in genere non serve fare nulla

Per la maggior parte degli iscritti a Fondo Perseo Sirio, i contributi alla previdenza complementare vengono versati direttamente attraverso trattenute sullo stipendio.

In questi casi, il datore di lavoro agisce come sostituto d’imposta e tiene già conto dei versamenti effettuati nel calcolo fiscale annuale. I contributi risultano infatti nella Certificazione Unica (CU), il documento che riepiloga i redditi percepiti e le ritenute fiscali applicate nel corso dell’anno.

Ciò significa che, nella maggior parte delle situazioni, non è necessario indicare nuovamente tali contributi nella dichiarazione dei redditi. Il reddito riportato nella Certificazione Unica è già stato determinato considerando i versamenti effettuati alla previdenza complementare.

Per questo motivo, la Certificazione Unica rappresenta il documento principale da controllare prima di presentare la dichiarazione. Sarà inoltre il riferimento utilizzato dal CAF, dal consulente fiscale o dall’intermediario abilitato incaricato dell’assistenza.

Versamenti volontari: attenzione alle ricevute dei bonifici

Diversa è la situazione per chi ha effettuato versamenti volontari aggiuntivi al fondo pensione.

Molti iscritti scelgono infatti di integrare la contribuzione ordinaria effettuando bonifici bancari direttamente a favore della propria posizione previdenziale. Questi versamenti non transitano attraverso la busta paga e, proprio per questo motivo, non vengono automaticamente riportati nella Certificazione Unica.

In tali circostanze diventa essenziale conservare la documentazione che dimostra l’avvenuto pagamento, in particolare la distinta o ricevuta del bonifico, dalla quale risultino l’importo versato e la data dell’operazione.

Questa documentazione può rivelarsi necessaria in diverse occasioni:

  • durante la compilazione della dichiarazione dei redditi;
  • per l’eventuale indicazione delle somme nel modello 730 o nel modello Redditi;
  • in caso di controlli successivi da parte dell’Amministrazione finanziaria.

La corretta conservazione delle ricevute rappresenta quindi una tutela importante per il contribuente e consente di documentare in modo puntuale i versamenti effettuati.

Il caso dei familiari fiscalmente a carico

Particolare attenzione va riservata ai contributi versati a favore di familiari fiscalmente a carico.

In queste situazioni il trattamento fiscale può variare in funzione delle caratteristiche specifiche del contribuente e della posizione previdenziale interessata. Non esiste quindi una regola valida per tutti i casi.

Per questo motivo è consigliabile rivolgersi al proprio CAF o a un professionista abilitato per verificare come gestire correttamente tali versamenti nella dichiarazione dei redditi.

Anche la possibilità di beneficiare delle agevolazioni fiscali previste per la previdenza complementare deve essere valutata individualmente, tenendo conto dei limiti stabiliti dalla normativa vigente per l’anno d’imposta di riferimento e della situazione fiscale complessiva del contribuente.

Cos’è la Certificazione Unica e perché è così importante

La Certificazione Unica, comunemente chiamata CU, è il documento che il datore di lavoro rilascia annualmente ai dipendenti.

Al suo interno sono riportati:

  • i redditi da lavoro dipendente percepiti nell’anno precedente;
  • le ritenute fiscali operate;
  • eventuali contributi versati alla previdenza complementare tramite trattenuta in busta paga.

Generalmente la CU viene resa disponibile entro il mese di marzo dell’anno successivo a quello di riferimento. Chi non l’avesse ricevuta o avesse difficoltà a reperirla può richiederla direttamente all’ufficio del personale o al proprio datore di lavoro.

Un aspetto spesso sottovalutato riguarda i lavoratori che nel corso dell’anno hanno cambiato impiego. In questi casi è fondamentale verificare di possedere tutte le Certificazioni Uniche rilasciate dai diversi datori di lavoro, poiché ciascun documento contiene informazioni necessarie per una corretta dichiarazione fiscale.

La regola da ricordare

In sintesi, per chi versa i contributi a Fondo Perseo Sirio esclusivamente tramite trattenuta in busta paga, la verifica principale da effettuare riguarda la Certificazione Unica, che normalmente contiene già tutti i dati necessari.

Chi invece ha effettuato versamenti volontari tramite bonifico deve conservare con cura le ricevute di pagamento e valutare con il proprio consulente fiscale o con il CAF le modalità di indicazione nella dichiarazione dei redditi e l’eventuale accesso ai benefici fiscali previsti dalla normativa.

Una distinzione semplice ma fondamentale per evitare errori e affrontare con maggiore serenità gli adempimenti della stagione fiscale.