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L’infermieristica italiana cambia passo: al CECRI dibattito su specializzazione e nuove competenze

Andrea Tirottodi
Andrea Tirotto
Pubblicato il: 05/06/2026

Professione e lavoroSocietà scientificheStudi e analisi

Il XV Congresso Internazionale del CECRI si è tenuto il 28 maggio 2026 a Roma, nella sede del Ministero della Salute, riunendo autorità, ricercatori, docenti, dirigenti infermieristici e ospiti internazionali attorno a un tema centrale: il futuro dell'infermieristica specialistica e la sua evoluzione per una migliore qualità assistenziale.

 

Il Centro di Eccellenza per la Cultura e la Ricerca Infermieristica dell'OPI di Roma ha scelto per questa XV edizione una cornice istituzionale di grande rilievo, a testimonianza del riconoscimento raggiunto dalla ricerca infermieristica italiana nel panorama scientifico internazionale.

A dare il tono all'intera giornata è stato il discorso di apertura del Direttore Scientifico del CECRI, Gennaro Rocco, che ha ripercorso sedici anni di lavoro collettivo con toni insieme solenni e programmatici.

"Non può esistere una professione forte senza una solida produzione di conoscenza scientifica. Non può esistere innovazione assistenziale senza ricerca. Non può esistere qualità delle cure senza infermieri capaci di produrre evidenze, interpretarle e tradurle nella pratica clinica", ha dichiarato Rocco, sottolineando come quella scommessa originaria si sia rivelata lungimirante. Il Direttore ha poi posto l'accento su un risultato che considera forse ancora più importante dei numeri prodotti: la crescita di una nuova generazione di studiosi infermieri. "Molti di loro oggi sono professori universitari, ricercatori strutturati, coordinatori di progetti internazionali, protagonisti della crescita della disciplina infermieristica nelle università italiane ed europee", ha detto, definendo questo patrimonio umano uno dei lasciti più significativi del Centro.

 

Sul piano scientifico, il congresso ha affrontato alcuni dei nodi più urgenti che i sistemi sanitari globali si trovano ad affrontare. Il primo riguarda le trasformazioni demografiche: l'invecchiamento della popolazione, l'aumento delle patologie croniche e la crescente complessità assistenziale rendono, secondo i relatori, l'infermieristica specialistica non più una prospettiva futura ma una necessità strategica. Come ha sottolineato Rocco nel suo intervento, "l'inverno demografico impone una profonda trasformazione dei modelli organizzativi e professionali".

Un focus specifico è stato dedicato ai linguaggi infermieristici standardizzati, tema che ha trovato ampio spazio nel programma. Rendere visibile, tracciabile e misurabile il lavoro infermieristico attraverso terminologie codificate, come la tassonomia NANDA-I, è stato presentato come un passaggio imprescindibile per costruire sistemi sanitari orientati agli esiti assistenziali e per attribuire finalmente valore scientifico, organizzativo ed economico all'assistenza. In questo contesto è stato citato il caso della Regione Lazio, unica in Italia ad aver reso obbligatorio l'uso del PAI (Professional Assessment Instrument) basato sui criteri NANDA-I, un primato che posiziona il territorio laziale come laboratorio di riferimento nazionale.

 

Sul versante internazionale, l'evento ha sancito ufficialmente la collaborazione scientifica tra il CECRI e l'INKA, l'International Nursing Knowledge Association, alla cui cerimonia era presente anche l'amministratore delegato di NANDA International. Una partnership che consolida il posizionamento del Centro romano come interlocutore riconosciuto nel dibattito scientifico mondiale sull'infermieristica. A riguardo, vi è da sottolineare il contenuto dell'itervista rilasciata dal Presidente Opi Roma a Panorama della Sanità Maurizio Zega sulla nuova partnership con Inka. Zega spiega che da anni il Cecri lavora sull'introduzione del linguaggio infermieristico standardizzato, in particolare la tassonomia Nanda-I per le diagnosi infermieristiche, e ha sviluppato un software per aiutare gli infermieri a usarlo nella pratica clinica.

L'obiettivo è portare questo linguaggio nella Regione Lazio e colmare il divario tra ricerca scientifica e pratica clinica quotidiana. Zega sottolinea che usare un linguaggio standardizzato non è lobbbismo professionale ma un bene per la salute pubblica: garantisce un inquadramento scientifico appropriato del paziente, riduce i tempi di degenza e la mortalità, e permette di misurare i risultati dell'assistenza infermieristica. Attualmente il 92,5% dell'assistenza domiciliare è fatta da infermieri ma non c'è riscontro misurabile nei dati.

Il congresso ha anche affrontato il tema del task shifting e del task sharing, ovvero la redistribuzione intelligente delle funzioni tra professionisti sanitari e la valorizzazione delle competenze avanzate infermieristiche. Su questo punto Rocco ha insistito sulla necessità di "superare definitivamente modelli organizzativi rigidi e frammentati", richiamando l'esigenza di integrazione interprofessionale e di capacità di lavorare oltre i tradizionali silos disciplinari.

 

Il nuovo centro di ricerca con Inka avrà due scopi: produrre evidenze sugli outcome dei pazienti e misurare l'impatto reale dell'assistenza infermieristica con dati oggettivi, per supportare scelte organizzative e formative basate su evidenze scientifiche.

 

I numeri presentati durante la giornata raccontano la traiettoria di crescita del CECRI dal 2010 a oggi: 756 articoli scientifici pubblicati, 569 progetti di ricerca attivi, 1.230 outcome clinici prodotti e 41 premi nazionali e internazionali ricevuti. Per la sola call 2026 sono stati approvati 40 nuovi progetti di ricerca, distribuiti lungo linee prioritarie che spaziano dall'infermieristica specialistica e avanzata ai big data applicati all'assistenza, dalla continuità ospedale-territorio all'etica nelle trasformazioni sanitarie, fino all'innovazione didattica.

 

Nel corso del congresso è stato valorizzato anche il lavoro del Centro JBI, afferente al IV Polo del CECRI, che ha costruito una rete di collaborazioni con istituzioni di primo piano come il Policlinico Gemelli, il Campus Bio-Medico, l'Università UniCamillus e l'Istituto Dermopatico dell'Immacolata. Collaborazioni che, secondo Rocco, "testimoniano il riconoscimento scientifico raggiunto dal CECRI e dimostrano come la ricerca infermieristica sia oggi interlocutrice autorevole nei processi di innovazione clinica, organizzativa e formativa".

 

A chiudere il cerchio, l'invito del Direttore Scientifico rivolto ai ricercatori presenti, giovani e meno giovani: "Abbiate il coraggio di proporre nuove idee, nuovi progetti, nuove traiettorie di ricerca. Il CECRI è pronto ad accompagnarvi con competenza scientifica, supporto metodologico e sostegno istituzionale." Un messaggio che sintetizza la missione che il Centro si è dato per i prossimi anni: trasformare il patrimonio costruito in sedici anni in una piattaforma permanente di innovazione, leadership scientifica e produzione di conoscenza al servizio della salute delle persone.