Sulmona, reparti svuotati e infermieri lasciati soli: esplode la protesta NurSind
Il NurSind L'Aquila denuncia la grave carenza di infermieri e OSS nel reparto di Urologia del Presidio Ospedaliero di Sulmona: «Basta spostamenti discutibili, servono interventi immediati».
di Giuseppe Provinzano
"Un reparto ospedaliero non può sopravvivere facendo affidamento esclusivamente sul senso di responsabilità dei suoi professionisti. Quando la carenza di personale diventa cronica e le criticità vengono ignorate, il rischio non riguarda soltanto chi lavora in corsia: riguarda la sicurezza delle cure e la fiducia che i cittadini ripongono nel servizio sanitario pubblico".
SULMONA, 18/06/2026 - La pazienza degli operatori sembra essere arrivata al limite. Il NurSind L'Aquila torna a puntare i riflettori sulla situazione dell'Unità Operativa di Urologia del Presidio Ospedaliero di Sulmona, denunciando una condizione che il sindacato definisce ormai non più sostenibile, aggravata da una persistente carenza di personale infermieristico e sociosanitario che, nonostante le ripetute segnalazioni, non avrebbe trovato adeguate risposte da parte della Direzione della ASL 1 Abruzzo.
Secondo la segreteria territoriale guidata da Antonio Santilli, il reparto sarebbe stato progressivamente impoverito delle figure di supporto, con la sostanziale assenza degli Operatori Socio Sanitari e un inevitabile sovraccarico di attività a carico degli infermieri.
«Assistiamo con sdegno a una situazione che denunciamo da tempo e che continua a essere sottovalutata. Reparti ospedalieri chiamati a garantire assistenza quotidiana vengono privati delle risorse necessarie, mentre personale infermieristico e OSS viene destinato a strutture territoriali che, ad oggi, non esprimono ancora una piena operatività assistenziale.»
Per il NurSind, la conseguenza più evidente è il crescente fenomeno del demansionamento, con infermieri costretti a dedicare tempo ed energie ad attività che li allontanano dalle funzioni assistenziali e terapeutiche proprie del loro profilo professionale.
Una condizione che non si limita a incidere sul benessere degli operatori ma che rischia di ripercuotersi direttamente sulla qualità dell'assistenza erogata ai pazienti. Il sindacato riferisce infatti che, in occasione dell'accompagnamento dei ricoverati verso servizi diagnostici e terapeutici, il reparto potrebbe trovarsi temporaneamente privo di adeguata copertura assistenziale.
Un quadro che solleva interrogativi importanti sul piano organizzativo e della sicurezza delle cure.
Le critiche del NurSind investono anche la gestione complessiva del personale. La segreteria territoriale contesta infatti modalità di assegnazione delle risorse che ritiene poco trasparenti e non sempre coerenti con i regolamenti aziendali in materia di mobilità interna.
«Le decisioni che riguardano il personale devono essere improntate a criteri di equità, merito e trasparenza. Non possono essere percepite come il risultato di logiche estranee all'interesse pubblico e ai bisogni reali dei servizi assistenziali.»
Il sindacato non nasconde la propria preoccupazione per quella che considera una deriva organizzativa sempre più evidente e rivolge un appello alla Direzione aziendale affinché si intervenga senza ulteriori rinvii.
«Non resteremo in silenzio davanti a una gestione che rischia di compromettere la sicurezza dei pazienti e la dignità dei professionisti. Chiediamo il ripristino delle dotazioni organiche, il rispetto delle norme e una programmazione del personale fondata sulla responsabilità e sul buon senso.»
Per il NurSind L'Aquila, il caso di Sulmona non rappresenta una criticità isolata, ma il simbolo di una sanità che fatica a trovare il giusto equilibrio tra assistenza territoriale e ospedaliera. Un equilibrio che non può essere costruito sottraendo risorse ai reparti che ogni giorno garantiscono cure, presenza e risposte ai cittadini.
di