Due direzioni generali affidate in Veneto ad infermieri
Il Veneto entra nella storia della sanità italiana diventando la prima regione del Paese ad avere contemporaneamente due direttori generali di aziende sanitarie con una formazione e una carriera radicate nella professione infermieristica. Si tratta di Achille Di Falco, alla guida dell'Aulss 1 Dolomiti, e di Mauro Filippi, alla guida dell'Aulss 5 Polesana.
In un articolo dell’ottobre del 2022, facendo un parallelo storico con un vecchio ospedale diretto da infermiere, ci chiedevamo proprio quando sarebbe accaduto ai tempi nostri; non pensavamo di poter parlare addirittura della direzione generale di una azienda. Altre nomine come in Lombardia, Lazio e Sardegna, dimostrano che i tempi sono oltremodo maturi e che trovare infermieri ai vertici non sarà più una notizia. Personalmente spero di vederne presto qualcuno nel ruolo di direttore Sanitario di azienda o di presidio.
La nomina di Di Falco è stata firmata il 30 giugno 2026 dal presidente della Regione Veneto Alberto Stefani, con decorrenza dal 1° luglio e contratto triennale. Di Falco, nato a Foggia nel 1973, arriva dall'Aulss 8 Berica, dove era direttore dei Servizi Socio-Sanitari, e subentra a Giuseppe Dal Ben, la cui direzione era stata prorogata in forma commissariale fino al 30 giugno per garantire continuità organizzativa in vista delle Olimpiadi e Paralimpiadi di Milano-Cortina 2026. Il suo percorso professionale è interamente costruito dentro la professione infermieristica: ha iniziato come infermiere turnista in Anestesia e Rianimazione all'Azienda Ospedale-Università di Padova, per poi diventare coordinatore infermieristico, responsabile dell'area sale operatorie e, dal 2014, direttore delle Professioni Sanitarie. In seguito ha guidato la Formazione ed ECM di Azienda Zero e l'unità formazione dell'Agenas a Roma. Sul piano accademico ha conseguito la laurea in Scienze Infermieristiche e Ostetriche e la laurea magistrale in Economia a Roma, oltre a un master in Project Management e al percorso di formazione manageriale per direttori generali di aziende sanitarie.
Mauro Filippi, nato nel 1963 a San Donà di Piave, ha un percorso per certi versi analogo: ha iniziato come dipendente della allora Asl 10, diventando poi direttore dell'unità operativa complessa Professioni sanitarie, e ha insegnato Management e Organizzazione delle aziende sanitarie all'Università di Padova. È stato nominato per la prima volta direttore generale nel 2021, alla guida dell'Aulss 4 Veneto Orientale, diventando così il primo infermiere in Veneto e il secondo in Italia a raggiungere quel ruolo in un'azienda pubblica, dopo Marinella D'Innocenzo all'Asl di Rieti. Lo scorso 28 febbraio 2026 è stato spostato alla guida dell'Aulss 5 Polesana, succedendo a Pietro Girardi.
La coincidenza delle due nomine ha spinto il Coordinamento regionale degli Ordini delle Professioni Infermieristiche del Veneto (Opi Veneto) a diffondere una nota di apprezzamento. Il presidente del coordinamento, Giacomo Sebastiano Canova, ha commentato che le nomine sono motivo di soddisfazione per l'intera professione infermieristica veneta, non per una lettura corporativa dell'incarico, ma perché dimostra come le competenze infermieristiche, unite a esperienza organizzativa e visione gestionale, possano contribuire pienamente al governo strategico della sanità. Secondo Canova, il Veneto manda così un segnale importante: la professione infermieristica non è solo indispensabile nell'assistenza quotidiana, ma parte attiva nella costruzione delle politiche sanitarie del futuro.
Parole di apprezzamento sono arrivate anche dal presidente della Regione, Alberto Stefani, dall'Aulss 8 Berica, dal mondo economico locale e dalle organizzazioni sindacali locali.
Il significato di queste due nomine va oltre la cronaca regionale. Negli ultimi anni la normativa italiana ha progressivamente aperto ai laureati in professioni sanitarie non mediche, inclusi gli infermieri con adeguata formazione manageriale, la possibilità di accedere agli incarichi di direttore generale delle aziende sanitarie, ruoli tradizionalmente riservati a medici o a laureati in discipline economico-giuridiche. Il fatto che il Veneto abbia oggi, per la prima volta in Italia, due direttori generali con un percorso professionale nato in corsia rappresenta per la categoria un riconoscimento simbolico importante: la prova che la competenza clinica, se accompagnata da adeguata formazione manageriale e da esperienza organizzativa, può tradursi in una leadership sanitaria a tutti gli effetti, non più un'eccezione isolata ma un percorso di carriera concretamente praticabile. Per le decine di migliaia di infermieri italiani, molti dei quali negli ultimi anni hanno investito in lauree magistrali e master di secondo livello proprio in vista di ruoli dirigenziali, la doppia nomina veneta assume quindi il valore di un precedente: un segnale che le porte dei vertici del management sanitario pubblico, finora attraversate da pochissimi colleghi, possono aprirsi anche altrove.
Credo che questi riconoscimenti dovrebbero far riflettere su quanto sia ancora anacronistico che il corpo infermieristico non abbia una collocazione contrattuale propria, nel frattempo, congratulazioni e auguri di buon lavoro ai colleghi.
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