Ostetrica di comunità, primo sì della Camera: cosa cambia nella sanità territoriale
Un passo avanti verso una sanità sempre più vicina ai cittadini passa anche dalla valorizzazione dell'ostetrica di comunità. È questa una delle novità emerse dall'esame del disegno di legge delega sulle professioni sanitarie da parte della Commissione Affari Sociali della Camera, che ha concluso l'esame delle 66 proposte emendative rimaste accantonate, approvando una serie di modifiche destinate a incidere sull'organizzazione del Servizio sanitario nazionale (SSN).
Tra gli emendamenti approvati spicca il 5.38, presentato dalla deputata Marta Morgante (Fratelli d'Italia), che introduce un principio destinato a rafforzare la presenza dell'ostetrica di comunità nei servizi territoriali, riconoscendone il ruolo strategico nell'assistenza alla donna lungo tutto il percorso della maternità e nel periodo successivo al parto.
L'emendamento prevede infatti che, nell'esercizio della delega legislativa, il Governo valorizzi la professione sanitaria dell'ostetrica anche all'interno dei presìdi territoriali di comunità. Una figura chiamata a operare con piena autonomia professionale, in stretta cooperazione con gli ospedali e con i servizi sanitari del territorio, per la prevenzione, la cura e la tutela della salute della donna, della gravidanza e del puerperio.
La misura punta inoltre ad aggiornare e razionalizzare i percorsi formativi, adeguandoli all'evoluzione dei modelli assistenziali e alle nuove esigenze della sanità territoriale. L'obiettivo è rafforzare una presa in carico continuativadelle donne, favorendo l'integrazione tra ospedale e territorio e garantendo una maggiore prossimità dei servizi.
L'introduzione del riferimento all'ostetrica di comunità si inserisce nel più ampio processo di potenziamento dell'assistenza territoriale previsto dalla riforma del Servizio sanitario nazionale e rappresenta un riconoscimento istituzionale di una figura professionale sempre più centrale nella promozione della salute femminile, nella prevenzionee nell'accompagnamento delle famiglie durante la gravidanza, il parto e il periodo postnatale.
Nel corso della stessa seduta, la Commissione Affari Sociali ha approvato anche altri emendamenti significativi. Tra questi, il riordino del lavoro flessibile dei medici specializzandi, con l'obiettivo di razionalizzarne l'impiego nel Servizio sanitario nazionale e migliorare la programmazione del fabbisogno di specialisti; il riordino delle specializzazioni della professione di psicologo e l'aggiornamento della disciplina delle figure ausiliarie delle professioni sanitarie.
L'approvazione dell'emendamento dedicato all'ostetrica di comunità rappresenta tuttavia uno dei segnali più rilevanti nella prospettiva di una sanità di prossimità, sempre più orientata alla prevenzione e all'integrazione tra ospedale e territorio. Il riconoscimento di questa figura rafforza infatti il modello di assistenza territoriale, puntando su un professionista in grado di accompagnare la donna lungo tutto il percorso della salute riproduttiva, contribuendo alla continuità delle cure e alla riduzione delle disuguaglianze nell'accesso ai servizi sanitari.
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