118 ASL 1, il NurSind L'Aquila: ''Le criticità denunciate non sono mai state risolte''
Il sindacato delle professioni infermieristiche torna a denunciare le criticità organizzative del servizio di emergenza-urgenza dopo i recenti fatti di cronaca e chiede che la ASL 1 garantisca un sistema fondato su personale sanitario formato e mezzi adeguati.
di Giuseppe Provinzano
"La sicurezza del sistema di emergenza territoriale torna al centro del dibattito in Abruzzo. A riaccendere l'attenzione è il NurSind L'Aquila, che rilancia le proprie denunce sulla gestione del servizio 118 della ASL 1, sostenendo che le criticità più volte segnalate negli ultimi mesi non abbiano ancora trovato risposte concrete. Il sindacato punta il dito contro un modello organizzativo che, a suo giudizio, rischia di compromettere la tempestività e l'appropriatezza degli interventi nelle situazioni di maggiore gravità".
NurSind: "La ASL 1 cambi rotta, il sistema 118 così non garantisce sicurezza"
L'AQUILA, 29/07/2026 - Il NurSind torna a chiedere un cambio di rotta nella gestione del servizio di emergenza-urgenza della ASL 1 Abruzzo, denunciando quella che definisce una situazione sempre più preoccupante sotto il profilo organizzativo. Secondo la segreteria territoriale dell'Aquila, le criticità già evidenziate in passato non sarebbero state affrontate, nonostante le ripetute segnalazioni rivolte all'Azienda sanitaria.
Al centro delle contestazioni vi è la scelta di ricorrere, attraverso procedure di appalto, alle associazioni di volontariato per garantire una parte rilevante del servizio 118, invece di rafforzare l'organizzazione interna con personale sanitario dipendente, adeguatamente formato e stabilmente inserito nella rete dell'emergenza territoriale.
La recente tragedia che ha coinvolto Abderrahim Fakir riporta inevitabilmente l'attenzione sul funzionamento del sistema. Il NurSind richiama anche le dichiarazioni del presidente della Società Italiana Sistema 118, Mario Balzanelli, secondo cui, nei casi classificati con codice di massima gravità, l'invio di un mezzo privo di personale sanitario strutturato rappresenterebbe un elemento di forte criticità rispetto agli standard organizzativi dell'emergenza.
Secondo il sindacato, le problematiche non si limiterebbero agli episodi più recenti ma riguarderebbero l'intero assetto del servizio. In particolare viene contestata la decisione aziendale di affidare all'esterno anche le nuove postazioni previste per rafforzare la rete dell'emergenza nelle aree periferiche della provincia.
Sempre secondo il NurSind, il risultato ottenuto sarebbe ben distante dagli obiettivi programmati: delle venti postazioni individuate come necessarie per migliorare la copertura territoriale, soltanto una parte sarebbe stata effettivamente attivata, mentre numerose zone continuerebbero a rimanere prive di un presidio adeguato. Una situazione che, evidenzia il sindacato, rischia di tradursi in tempi di risposta incompatibili con le esigenze assistenziali dei cittadini.
"Continuiamo a sostenere che il servizio di emergenza territoriale non possa essere organizzato facendo affidamento quasi esclusivamente su soluzioni esterne. Il 118 rappresenta uno dei pilastri del sistema sanitario pubblico e deve poter contare su personale medico e infermieristico dipendente, specificamente formato e costantemente aggiornato. È una garanzia per gli operatori, ma soprattutto per i cittadini che, nei momenti più drammatici della loro vita, hanno diritto a ricevere un'assistenza tempestiva e qualificata."
A preoccupare il sindacato è anche il mancato completamento della rete delle nuove postazioni previste per le aree interne e periferiche. Una circostanza che, secondo il NurSind, potrebbe lasciare scoperti territori particolarmente vulnerabili, dove i tempi di percorrenza rappresentano già un elemento determinante nella gestione delle emergenze tempo-dipendenti.
"Quando vengono individuate esigenze assistenziali così importanti, l'organizzazione deve essere in grado di garantire una risposta concreta. Se le postazioni previste restano sulla carta o vengono attivate solo parzialmente, il rischio è che a pagarne le conseguenze siano i cittadini. È necessario che la ASL riveda il modello organizzativo e investa nella costruzione di un servizio pubblico realmente efficiente."
Il NurSind L'Aquila annuncia inoltre di aver già interessato le competenti autorità giudiziarie affinché venga mantenuta alta l'attenzione sulle eventuali conseguenze derivanti da possibili carenze organizzative del servizio, ribadendo che la tutela della salute pubblica deve rappresentare una priorità assoluta.
Per il sindacato è giunto il momento di superare soluzioni emergenziali e costruire un modello stabile, fondato su investimenti nel personale, programmazione e pieno rispetto degli standard previsti per il sistema dell'emergenza territoriale. Una richiesta che, secondo il NurSind, non riguarda soltanto gli operatori sanitari ma la sicurezza dell'intera collettività.
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