Per la prima volta due infermieri italiani entrano nell'élite mondiale della ricerca
La American Academy of Nursing ha annunciato il 25 giugno 2026 la propria Class of Fellows 2026, un gruppo selezionato di leader internazionali riconosciuti per il loro contributo significativo all'evoluzione delle scienze infermieristiche, della ricerca e delle politiche sanitarie globali. Tra i nominati figurano due ricercatori italiani, entrambi afferenti al CECRI, il Centro di Eccellenza per la Ricerca Infermieristica con sede a Roma: la professoressa Maddalena De Maria e il professor Ippolito Notarnicola.
La professoressa Maddalena De Maria è professore associato presso l'Università degli Studi Link di Roma. Notarnicola è invece professore associato presso l'Università degli Studi di Enna "Kore". Entrambi appartengono a quella generazione di accademici italiani che negli ultimi anni ha lavorato per costruire una ricerca infermieristica rigorosa e riconoscibile sul piano internazionale, e la loro elezione a Fellow dell'AAN ne costituisce il riconoscimento più autorevole finora ottenuto.
La Fellowship dell'American Academy of Nursing non è un premio simbolico. L'Academy sottolinea come i nuovi Fellow rappresentino professionisti capaci di trasformare i sistemi sanitari attraverso leadership, innovazione e ricerca, con impatto internazionale. Essere eletti Fellows significa entrare a far parte di una comunità ristretta di professionisti che orientano le politiche sanitarie, producono conoscenza ad alto impatto e formano le generazioni future. È, in sostanza, il riconoscimento più alto che la comunità infermieristica internazionale possa assegnare a un accademico.
Le parole dei due studiosi, nel commentare la nomina, restituiscono bene il senso di questa responsabilità. De Maria ha descritto il riconoscimento come un momento di gioia e riconoscenza, sottolineando che esso non riguarda soltanto i risultati già raggiunti ma rappresenta anche un impegno a continuare a servire attraverso la scienza. Ha voluto ricordare il contributo di coloro che hanno accompagnato il suo percorso, colleghi, studenti, mentor, pazienti e caregiver, nella convinzione che un traguardo simile appartenga alla comunità scientifica più che al singolo individuo.
Notarnicola ha definito la sua elezione a Fellow qualcosa di molto più di un traguardo personale, rimarcando come essa rappresenti un impegno continuo nello sviluppo della scienza infermieristica, della leadership e dell'innovazione nei sistemi sanitari. Ha espresso gratitudine verso colleghi, studenti, ricercatori e partner internazionali, riconoscendo nel lavoro collettivo e nella collaborazione scientifica transnazionale la condizione necessaria per raggiungere risultati di questa portata. E ha chiarito con nettezza che questo riconoscimento non è un punto di arrivo: è piuttosto l'inizio di una responsabilità accresciuta, quella di contribuire alla produzione di conoscenza, rafforzare le collaborazioni internazionali e formare le nuove generazioni di infermieri e leader sanitari.
Per l'infermieristica italiana, la notizia ha un significato che va ben oltre la soddisfazione dei singoli. La disciplina infermieristica nel nostro Paese ha a lungo sofferto di una marginalizzazione nel contesto accademico e scientifico internazionale, faticando a far riconoscere la propria produzione scientifica con lo stesso peso di altri ambiti delle scienze della salute. L'ingresso di due ricercatori italiani nella Class of Fellows 2026 dell'AAN segnala che questo percorso sta producendo frutti concreti. Significa che la ricerca condotta in Italia viene oggi letta, valutata e premiata dai pari internazionali con gli stessi criteri applicati ai colleghi delle università americane, australiane o asiatiche presenti nella stessa lista.
Il CECRI, struttura che ospita entrambi i ricercatori e che opera in collegamento con l'OPI di Roma, si afferma così come uno dei centri di riferimento della ricerca infermieristica italiana, capace di esprimere studiosi competitivi su scala globale. Non è un dettaglio secondario: le istituzioni che costruiscono ricerca di eccellenza attirano talenti, risorse e collaborazioni, e contribuiscono ad alzare il livello complessivo della disciplina nel sistema nazionale.
L'infermieristica italiana ha ancora molta strada da percorrere per colmare il divario con i sistemi accademici dei paesi anglosassoni, dove la disciplina vanta una tradizione scientifica più consolidata. Ma notizie come quella di questi giorni dimostrano che la direzione è quella giusta, e che l'investimento in ricerca e formazione accademica di alta qualità produce risultati riconoscibili anche negli ambienti più autorevoli della comunità scientifica internazionale.
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