Decreto PA, sì ai DRG più alti: nessuna proroga per i gettonisti dopo il 31 luglio
L'articolo 4 della bozza approvata dal Consiglio dei ministri prevede un incremento del 3,68% delle tariffe ospedaliere, modifica alcuni riferimenti normativi e istituisce un commissario per la gestione dei materiali Covid. Nel testo, però, non compare alcuna proroga per il ricorso ai medici gettonisti, nonostante il termine fissato dalla normativa sia scaduto il 31 luglio 2026.
Il Consiglio dei ministri ha approvato la bozza del nuovo Decreto Pubblica Amministrazione che contiene anche alcune disposizioni urgenti in materia sanitaria. L'articolo 4 interviene principalmente sul finanziamento delle prestazioni ospedaliere, sulla gestione dei materiali acquisiti durante l'emergenza Covid e su alcuni adeguamenti normativi, ma nel testo manca una misura particolarmente attesa dalle aziende sanitarie: la proroga del ricorso ai medici cosiddetti "gettonisti".
La circostanza assume particolare rilievo perché la disciplina vigente consentiva il ricorso a queste forme di reclutamento soltanto fino al 31 luglio 2026, termine ormai scaduto senza che il nuovo provvedimento introduca, almeno nella bozza approvata dal Governo, alcuna estensione della scadenza, che invece era stata annunciata per il 30 giugno 2027.
Tariffe DRG aumentate del 3,68%
Il primo intervento contenuto nell'articolo 4 riguarda la remunerazione delle prestazioni di ricovero ospedaliero.
Nelle more dell'aggiornamento definitivo delle tariffe nazionali, il Governo dispone un incremento del 3,68% delle tariffe massime previste dal decreto ministeriale 18 ottobre 2012 per le prestazioni di assistenza ospedaliera per acuti, sia in regime ordinario sia in day hospital.
L'aumento decorrerà dal 1° luglio 2026 e sarà finanziato utilizzando le risorse già stanziate dalla legge di bilancio 2025.
La norma precisa inoltre che tale incremento ha carattere transitorio e potrà essere riassorbito nel prossimo aggiornamento sistematico delle tariffe nazionali, che dovrà essere completato entro il 31 dicembre 2027.
Un commissario per chiudere la gestione dei materiali Covid
La parte più consistente dell'articolo riguarda invece la fase conclusiva della gestione dei materiali acquistati durante l'emergenza pandemica.
Il Governo prevede la nomina di un Commissario straordinario, individuato con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri su proposta del Ministro della Salute, al quale sarà affidato il compito di completare tutte le attività residue relative ai materiali acquisiti dal Ministero della Salute durante l'emergenza Covid.
Tra le funzioni assegnate rientrano il deposito, la custodia, la movimentazione, l'organizzazione dei trasporti, la dismissione e lo smaltimento dei materiali ancora presenti nei magazzini.
Il Commissario dovrà possedere comprovata esperienza nella gestione di strutture complesse, nella logistica, nei contratti pubblici e nella normativa ambientale relativa allo smaltimento dei rifiuti.
L'incarico terminerà comunque entro il 31 marzo 2027, data entro la quale dovranno essere concluse tutte le operazioni.
Per accelerare le procedure, il testo consente al Commissario di derogare, nei limiti strettamente necessari, ad alcuni adempimenti procedurali previsti dalla normativa ambientale, nel rispetto dei principi dell'ordinamento nazionale e del diritto dell'Unione europea.
Al termine dell'incarico dovrà essere presentata una relazione conclusiva al Ministro della Salute.
Nessuna proroga per i medici gettonisti
Tra gli aspetti che maggiormente attirano l'attenzione figura però ciò che non compare nella bozza approvata.
L'articolo 4 non contiene infatti alcuna disposizione che proroghi il termine entro il quale le aziende sanitarie possono continuare a ricorrere ai medici gettonisti.
La normativa vigente fissava tale scadenza al 31 luglio 2026, termine ormai superato.
Nella bozza approvata dal Consiglio dei ministri non è presente alcun intervento che estenda questa possibilità né vengono introdotte disposizioni transitorie per consentire alle aziende sanitarie di proseguire l'utilizzo di tali professionisti.
Si tratta di un elemento destinato a suscitare particolare attenzione tra le Regioni e le aziende sanitarie, molte delle quali hanno fatto ricorso ai gettonisti negli ultimi anni per garantire la copertura dei turni, soprattutto nei Pronto Soccorso e nelle aree caratterizzate da maggiore carenza di personale medico.
Resta ora da verificare se, nel corso dell'iter parlamentare del decreto, potranno essere presentati emendamenti destinati a colmare questa assenza oppure se il Governo interverrà con un successivo provvedimento dedicato.
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