Piemonte, NurSind: ''Oltre un milione trattenuto agli operatori. Siano restituite subito le somme''
Il sindacato contesta la tassazione applicata agli arretrati dell’indennità di Pronto Soccorso: coinvolti oltre 3mila professionisti. Coppolella (NurSind): "Dai 300 ai 700 euro a lavoratore"
di Giuseppe Provinzano
Una questione fiscale che rischia di trasformarsi in una nuova vertenza per la sanità piemontese. Al centro ci sono gli arretrati dell’indennità di Pronto Soccorso e il regime di tassazione applicato dalle aziende sanitarie. NurSind Piemonte denuncia trattenute che, complessivamente, avrebbero superato il milione di euro, con conseguenze economiche per oltre tremila operatori dell’emergenza-urgenza. Il sindacato chiede adesso alle ASL e alle aziende ospedaliere di ricalcolare le posizioni fiscali e restituire le somme che ritiene indebitamente trattenute. Sullo sfondo resta il nodo delle differenti indicazioni interpretative che hanno accompagnato la vicenda.
"Trattenute fino a 700 euro: NurSind chiede la restituzione"
Oltre un milione di euro complessivamente trattenuto e più di tremila operatori sanitari coinvolti, con differenze in busta paga che, secondo le stime sindacali, oscillerebbero tra 300 e 700 euro per ciascun lavoratore.
Sono i numeri al centro della denuncia di NurSind Piemonte, che torna sulla tassazione degli arretrati relativi all’indennità di Pronto Soccorso e contesta la scelta di assoggettare quelle somme alla tassazione ordinaria anziché al regime della tassazione separata.
Una vicenda che il sindacato considera tutt'altro che una semplice controversia tecnica. Per NurSind, infatti, il regime fiscale adottato avrebbe prodotto un danno economico concreto e immediatamente visibile nelle buste paga di migliaia di professionisti impegnati nell'emergenza-urgenza.
A ricostruire la posizione sindacale è Francesco Coppolella, segretario regionale NurSind Piemonte, che punta il dito contro le indicazioni fornite a livello regionale e contro le conseguenti decisioni delle aziende sanitarie.
"A fronte di una norma del TUIR già chiara e lineare, la Direzione Regionale Sanità è intervenuta fornendo un'interpretazione del tutto antitetica. Un'ingerenza fuori luogo, considerato che la Regione non è il sostituto d'imposta dei lavoratori".
Secondo la ricostruzione del NurSind, il sindacato aveva già trasmesso note di chiarimento e, successivamente, diffide formali alle aziende sanitarie, chiedendo di applicare agli arretrati il regime fiscale ritenuto corretto.
Le aziende, tuttavia, avrebbero continuato a seguire le indicazioni provenienti dalla Direzione regionale.
"Le Aziende Sanitarie si sono trincerate dietro le indicazioni della Direzione Regionale, rifiutandosi di applicare il regime fiscale corretto. Questa scelta ha sottratto complessivamente oltre un milione di euro dalle tasche degli operatori sanitari del Piemonte che operano nell'emergenza-urgenza".
Il nuovo interpello e la posizione del NurSind
A cambiare nuovamente lo scenario sarebbe intervenuto un successivo interpello dell'Agenzia delle Entrate. Un pronunciamento che, secondo NurSind, rafforzerebbe la tesi sostenuta dal sindacato fin dall'inizio: gli arretrati dell'indennità di Pronto Soccorso avrebbero dovuto essere sottoposti a tassazione separata.
Il nuovo elemento è arrivato proprio mentre il sindacato stava avviando le prime vertenze per tutelare i professionisti coinvolti.
"Proprio mentre stavamo depositando le prime vertenze legali è arrivato un nuovo e decisivo interpello dell'Agenzia delle Entrate che pare abbia spazzato via ogni dubbio, confermando la bontà delle nostre tesi. Gli arretrati andavano tassati in modo separato".
Non si tratterebbe, dunque, di differenze marginali. Secondo i dati riferiti dal NurSind, ogni lavoratore avrebbe subito una maggiore trattenuta compresa indicativamente tra 300 e 700 euro.
Una cifra che assume una dimensione ancora più rilevante considerando la platea interessata, indicata in oltre tremila operatori sanitari piemontesi.
Il sindacato sottolinea inoltre che gli effetti potrebbero non esaurirsi nella singola busta paga, poiché l'applicazione della tassazione ordinaria potrebbe aver inciso anche sul reddito complessivo attribuito ai lavoratori, generando ulteriori conseguenze fiscali.
Per questo la richiesta alle aziende sanitarie è netta.
"Le Aziende Sanitarie non hanno più alcuna scusa: devono procedere immediatamente al ricalcolo delle posizioni fiscali e restituire fino all'ultimo centesimo quanto indebitamente trattenuto".
NurSind pronto a proseguire con le vertenze
Il confronto, tuttavia, non sembra destinato a chiudersi automaticamente.
La Regione Piemonte, secondo quanto emerso, avrebbe evidenziato l'esistenza di indicazioni dell'Agenzia delle Entrate formulate in momenti differenti e apparentemente non coincidenti. La Direzione Sanità avrebbe quindi manifestato l'intenzione di esaminare i pronunciamenti e, qualora emergesse una reale contraddizione, richiedere ulteriori chiarimenti.
Una prospettiva che rischia di allungare ancora i tempi.
Ed è proprio su questo punto che NurSind Piemonte non intende arretrare.
"La Direzione Regionale della Sanità farebbe bene a concentrare le proprie energie sulle altre criticità del sistema sanitario piemontese, anziché avventurarsi in interpretazioni fiscali arbitrarie su norme statali già chiarissime, con il risultato di creare danni economici ai lavoratori".
Per il sindacato, dunque, non è più il momento dell'attesa. Se ASL e aziende ospedaliere piemontesi non procederanno rapidamente con le verifiche, il ricalcolo e gli eventuali rimborsi, la strada giudiziaria già intrapresa proseguirà.
"Se le ASL e le ASO della Regione Piemonte non avvieranno tempestivamente le procedure di rimborso e ricalcolo, le azioni legali depositate e le vertenze già pronte andranno avanti in ogni sede competente, con ulteriore aggravio per i bilanci aziendali".
La questione, dunque, supera il terreno della disputa fiscale. Per NurSind riguarda il principio secondo cui un errore interpretativo non può essere scaricato economicamente sui professionisti che ogni giorno garantiscono l'assistenza nei Pronto Soccorso.
Adesso la richiesta è una sola: verificare rapidamente ogni posizione e, laddove le trattenute risultino non dovute, restituire ai lavoratori quanto spettante senza ulteriori rinvii.
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