Infermieri insultati sui social, NurSind Salerno passa alle vie legali: ''Ora basta''
Dopo i commenti apparsi su Facebook, il sindacato presenta denuncia-querela e chiede di identificare l'autore. Tomasco (NurSind): "La dignità dei lavoratori non si svende sui social"
di Giuseppe Provinzano
"Dalla critica all'offesa il confine può essere sottile, ma esiste. E quando nel mirino finiscono professionisti accusati pubblicamente di trascurare i pazienti durante il turno di notte, quel confine assume un peso ancora maggiore. A Salerno il NurSind ha deciso di non lasciare che alcune pesanti affermazioni circolate sui social restino confinate nel rumore della rete: la vicenda è stata affidata alle autorità competenti. Una scelta che apre una questione più ampia sulla tutela della reputazione degli infermieri nell'epoca dei giudizi istantanei affidati a Facebook".
NurSind: "La dignità degli infermieri non si calpesta"
SALERNO, 12/08/2026 - Il NurSind passa alle vie legali dopo la pubblicazione su Facebook di commenti ritenuti gravemente offensivi e denigratori nei confronti degli infermieri.
Il sindacato ha formalizzato una denuncia-querela, portando all'attenzione delle forze dell'ordine e della magistratura alcune affermazioni diffuse attraverso un profilo social nelle quali gli infermieri impegnati nei turni notturni sarebbero stati accusati, in sostanza, di dormire invece di assistere i pazienti. Espressioni che avrebbero inoltre svilito il ruolo professionale degli operatori, rappresentandoli come semplici “guardiani” dei distributori automatici.
Per il NurSind non si tratta di una critica, anche aspra, all'organizzazione dei servizi sanitari, ma di affermazioni capaci di mettere in discussione la correttezza professionale e la reputazione di chi garantisce assistenza nelle strutture ospedaliere anche durante la notte.
Con l'iniziativa intrapresa, il sindacato punta ora all'identificazione dell'autore del profilo dal quale sarebbero stati pubblicati i commenti e all'accertamento di eventuali ulteriori responsabilità. Nell'esposto viene inoltre richiesta la conservazione degli elementi informatici utili agli accertamenti, nell'ambito delle verifiche sull'ipotesi di diffamazione aggravata attraverso il mezzo telematico.
Il segretario territoriale del NurSind Salerno, Biagio Tomasco, rivendica con fermezza la decisione di intervenire.
"Non possiamo più tollerare che il lavoro, il sacrificio e la responsabilità di chi garantisce la salute pubblica a qualsiasi ora del giorno e della notte vengano calpestati da esternazioni offensive e prive di qualsiasi fondamento".
Una presa di posizione che assume particolare significato in una fase nella quale gli infermieri sono chiamati quotidianamente a sostenere carichi assistenziali importanti e, in numerose realtà, a confrontarsi con carenze di personale e difficoltà organizzative.
Secondo Tomasco, attribuire genericamente agli infermieri comportamenti incompatibili con i propri doveri professionali non può essere considerato alla stregua di una semplice opinione.
"Dire che gli infermieri la sera dormono invece di prestare assistenza è un'accusa gravissima che va oltre il diritto di critica. Significa attribuire una condotta penalmente e disciplinarmente censurabile a professionisti che spesso lavorano in condizioni di forte carenza d'organico per garantire la sicurezza delle persone ricoverate".
Il punto sollevato dal NurSind va dunque oltre il singolo episodio. I social network rappresentano ormai uno spazio nel quale pazienti e cittadini possono raccontare esperienze, esprimere valutazioni e anche denunciare eventuali disservizi. Ma, sostiene implicitamente l'iniziativa sindacale, la libertà di espressione non può trasformarsi in una delegittimazione indiscriminata di un'intera categoria professionale.
Sarà naturalmente l'autorità giudiziaria a valutare i fatti, individuare eventuali responsabilità e stabilire se le condotte segnalate assumano rilevanza penale. Il NurSind, dal canto suo, ha scelto di affidare la questione agli organi competenti anziché lasciare la risposta sullo stesso terreno dello scontro social.
"Abbiamo chiesto all'autorità giudiziaria di risalire all'identità di chi gestisce quel profilo e di verificare ogni elemento utile. La dignità dei lavoratori e la reputazione dell'intera categoria sanitaria non sono merce da svendere sui social network, ed è nostro dovere tutelarle in ogni sede opportuna".
Una questione che supera il singolo post
La vicenda di Salerno pone infine un tema destinato a ripresentarsi sempre più frequentemente: fin dove può spingersi la critica sui social quando riguarda professionisti sanitari e il loro operato?
Raccontare un disservizio e chiedere spiegazioni resta un diritto. Diverso è attribuire pubblicamente comportamenti professionali scorretti senza che questi siano adeguatamente circostanziati. È su questa linea di confine che adesso saranno chiamate a pronunciarsi le autorità.
Per il NurSind Salerno, intanto, il messaggio è chiaro: alle accuse ritenute lesive della professionalità degli infermieri non si risponderà con una guerra di commenti su Facebook, ma attraverso gli strumenti previsti dall'ordinamento e nelle sedi competenti.
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