Iscriviti alla newsletter

Semestre aperto Medicina: cosa cambia per Infermieristica e le Professioni Sanitarie

Maria Luisa Astadi
Maria Luisa Asta
Pubblicato il: 14/07/2026

FormazioneProfessione e lavoro

 

Dal Ministero dell'Università e della Ricerca arriva il D.M. n. 941 del 10 luglio 2026, che disciplina il nuovo accesso ai corsi di laurea magistrale a ciclo unico in Medicina e Chirurgia, Odontoiatria e Protesi dentaria e Medicina Veterinaria. Contestualmente sono state aperte le iscrizioni al Semestre aperto, il nuovo modello che sostituisce il tradizionale test di ingresso con un percorso universitario basato su insegnamenti comuni, esami nazionali e graduatoria di merito. La riforma coinvolge anche i corsi affini, tra cui numerosi corsi delle Professioni Sanitarie, destinati ad accogliere gli studenti che non accederanno immediatamente a Medicina.

 

Per anni il test di accesso a Medicina ha rappresentato uno dei temi più dibattuti del sistema universitario italiano. Da una parte chi lo considerava uno strumento indispensabile per selezionare gli studenti; dall'altra migliaia di giovani che lo ritenevano una prova eccessivamente aleatoria, incapace di misurare le reali competenze maturate durante il percorso scolastico.

Con il Decreto Ministeriale n. 941 del 10 luglio 2026, il Ministero dell'Università e della Ricerca dà concreta attuazione alla riforma prevista dalla legge delega, disciplinando nel dettaglio il nuovo Semestre aperto per l'accesso ai corsi di laurea magistrale a ciclo unico in Medicina e Chirurgia, Odontoiatria e Protesi dentaria e Medicina Veterinaria per l'anno accademico 2026/2027.

La novità, tuttavia, non riguarda soltanto chi sogna di diventare medico. Il nuovo sistema modifica profondamente l'organizzazione universitaria e interessa direttamente anche molti corsi delle Professioni Sanitarie, tra cui Infermieristica, individuati come corsi affini nei quali potranno confluire gli studenti non collocati utilmente nella graduatoria nazionale.

Aperte le iscrizioni: c'è tempo fino al 3 agosto

Contestualmente alla pubblicazione del decreto, il MUR ha aperto ufficialmente le iscrizioni al Semestre aperto.

Gli studenti potranno presentare domanda attraverso il portale Universitaly fino al 3 agosto 2026, mentre il pagamento del contributo di iscrizione sarà possibile entro il 6 agosto.

Una riforma che cambia il paradigma

Il decreto non elimina la selezione. La sposta.

Non sarà più un test da affrontare in poche ore prima ancora di mettere piede all'università, ma un primo semestre universitario, durante il quale tutti gli studenti frequenteranno gli stessi insegnamenti e sosterranno prove identiche su tutto il territorio nazionale.

Solo al termine del semestre verrà predisposta una graduatoria nazionale, dalla quale dipenderà l'accesso definitivo ai corsi di Medicina, Odontoiatria e Veterinaria.

Il principio ispiratore della riforma è quello di:

  • consentire a tutti di iniziare realmente il percorso universitario;
  • valutare gli studenti attraverso esami universitari e non mediante quiz preliminari;
  • uniformare la preparazione iniziale in tutti gli Atenei italiani.

Come funziona il semestre aperto

Il nuovo percorso prevede l'immatricolazione al Semestre aperto, durante il quale gli studenti frequenteranno tre insegnamenti comuni:

  • Biologia
  • Chimica e Propedeutica Biochimica
  • Fisica

Per ciascun insegnamento sono previsti 6 crediti formativi universitari (CFU), per un totale di 18 CFU validi a livello nazionale.

Gli allegati al decreto descrivono in maniera dettagliata programmi, obiettivi formativi e competenze da acquisire, garantendo che tutti gli studenti affrontino lo stesso percorso indipendentemente dall'università scelta.

Le novità del 2026: cambiano iscrizioni, sedi e calendario

Rispetto all'anno precedente il Ministero introduce alcune importanti novità organizzative. Durante la procedura di iscrizione gli studenti dovranno indicare:

  • almeno dieci sedi universitarie nelle quali intenderebbero immatricolarsi qualora risultassero utilmente collocati nella graduatoria nazionale;
  • un corso affine sul quale concorrere in caso di mancato accesso a Medicina;
  • almeno cinque sedi relative al corso affine prescelto.

L'obbligo non riguarda gli studenti già iscritti a uno dei corsi affini. Anche il calendario didattico viene modificato.

Le lezioni inizieranno il 1° settembre e termineranno entro i dieci giorni precedenti il primo appello d'esame, fissato per il 10 dicembre.

I risultati saranno pubblicati il 23 dicembre, mentre il secondo appello si terrà l'11 gennaio, con pubblicazione degli esiti il 20 gennaio.

Rispetto al primo anno di sperimentazione viene quindi ampliato il periodo dedicato alle lezioni e posticipata la sessione d'esame, consentendo agli studenti più tempo per prepararsi.

Gli esami: più tempo e voto fino a 30 e lode

Anche le prove d'esame vengono riviste.

Ogni prova sarà composta da 31 quesiti, suddivisi in:

  • 10 domande a completamento;
  • 21 quesiti a risposta multipla.

Il punteggio massimo conseguibile sarà 30 e lode.

Per ogni risposta corretta verrà attribuito 1 punto, mentre le risposte errate comporteranno una penalizzazione di 0,1 punti. Le risposte non date non subiranno alcuna penalizzazione.

Aumenta inoltre il tempo disponibile: gli studenti avranno 50 minuti per ogni prova, cinque in più rispetto allo scorso anno.

Tra un esame e l'altro sarà prevista una pausa di 30 minuti, raddoppiata rispetto ai quindici minuti previsti nella precedente edizione.

Una graduatoria nazionale articolata in tre fasce

Il decreto introduce anche una diversa articolazione della graduatoria nazionale.

Gli studenti saranno suddivisi in tre sezioni:

  • chi avrà superato tutti e tre gli esami;
  • chi avrà superato almeno due esami con una votazione minima di 18/30;
  • chi avrà superato un solo esame.

Una delle principali novità riguarda il criterio di valutazione: se uno studente sostiene due volte la stessa prova, sarà automaticamente considerato il miglior risultato ottenuto, purché almeno pari a 18/30.

Come già previsto nella precedente disciplina, gli studenti collocati utilmente in graduatoria potranno comunque completare gli eventuali crediti mancanti nella sede di assegnazione prima dell'inizio del secondo semestre.

Cosa succede a chi non entra? Il ruolo dei corsi affini

Uno degli aspetti più innovativi della riforma riguarda proprio gli studenti che non riusciranno a ottenere un posto a Medicina.

Il lavoro svolto durante il semestre non andrà perso.

I 18 CFU acquisiti potranno infatti essere riconosciuti nei corsi affini, evitando di dover ripartire completamente da zero.

È questo il meccanismo che collega direttamente la riforma alle Professioni Sanitarie, e in particolare a Infermieristica, che potrebbe diventare uno dei principali corsi destinatari degli studenti provenienti dal semestre aperto.

Infermieristica tra i corsi maggiormente coinvolti

Per il mondo infermieristico la riforma assume un'importanza strategica.

Molti studenti potrebbero infatti:

  • scegliere di proseguire definitivamente in Infermieristica;
  • tentare nuovamente l'accesso a Medicina negli anni successivi;
  • scoprire durante il semestre una reale vocazione verso la professione infermieristica.

Per gli Atenei questo potrebbe tradursi in un significativo incremento delle immatricolazioni e in una popolazione studentesca più eterogenea, composta anche da studenti che avranno già maturato un semestre universitario e sostenuto esami comuni.

Una piattaforma gratuita per prepararsi

Per accompagnare gli studenti nel nuovo percorso, il Ministero, insieme alla Conferenza dei Rettori delle Università Italiane (CRUI) e al Consorzio CISIA, ha attivato la piattaforma gratuita www.semestreaperto-medodovet.it.

Il portale mette a disposizione materiali didattici, esercitazioni, strumenti di autovalutazione, simulazioni delle prove e moduli formativi destinati ad affiancare la preparazione universitaria, con l'obiettivo di garantire pari opportunità di accesso a tutti gli studenti.