118 Catania, NurSind: ''Infermieri sotto pressione, non paghino le inefficienze del sistema''
Centrale operativa 118 con organici ridotti e rete dell’emergenza in affanno. Vaccaro (NurSind): «Gli infermieri non sono il problema, contribuiscono a tenere in piedi il servizio»
di Giuseppe Provinzano
"Il 118 non è soltanto l'ambulanza che arriva sul luogo dell'emergenza. Prima dell'intervento sul territorio c'è una centrale operativa chiamata a prendere decisioni in pochi minuti, valutando a distanza situazioni spesso complesse e scegliendo quali risorse attivare. Quando, però, personale e mezzi scarseggiano e le ambulanze restano impegnate per ore nei Pronto soccorso, il rischio è che le criticità strutturali finiscano per essere attribuite proprio a chi deve gestirle.
È su questo punto che interviene con decisione il NurSind di Catania, respingendo ogni lettura che possa trasformare gli infermieri della Centrale operativa 118 nel terminale delle inefficienze dell'intero sistema dell'emergenza-urgenza".
Centrale 118 sotto pressione: l'intervento del NurSind
CATANIA, 04/09/2026 – Organici insufficienti, ambulanze indisponibili, mezzi fermi per guasti o carenza di personale e equipaggi che possono restare bloccati per ore nei Pronto soccorso. È il quadro sul quale il NurSind Catania richiama l'attenzione dopo le polemiche che negli ultimi giorni hanno interessato il funzionamento della Centrale operativa 118 del bacino Catania-Ragusa-Siracusa.
La segreteria provinciale del sindacato, attraverso il segretario territoriale Salvo Vaccaro, chiede innanzitutto che venga evitata una rappresentazione parziale delle criticità e, soprattutto, che responsabilità riconducibili all'organizzazione complessiva del servizio non vengano scaricate sugli infermieri della centrale.
Secondo il NurSind, la Centrale operativa lavora da tempo in una condizione di significativa carenza di personale, con turni nei quali il numero degli operatori presenti può risultare inferiore rispetto alla dotazione teoricamente prevista.
Ma il problema, sottolinea il sindacato, non si ferma alle mura della centrale. A pesare è l'affanno dell'intera rete territoriale: mezzi Seus non disponibili, carenze di personale, guasti e ambulanze trattenute nei Pronto soccorso, con una conseguente riduzione delle risorse immediatamente utilizzabili per rispondere alle nuove richieste di soccorso.
«Le inefficienze del sistema non possono ricadere sulla Centrale operativa. Quando le risorse ordinarie non sono sufficienti, la centrale è chiamata a utilizzare gli strumenti disponibili, compresi i mezzi in eccedenza previsti dal sistema, con un unico obiettivo: garantire la risposta al paziente».
Il ricorso alle risorse aggiuntive, evidenzia inoltre il NurSind, comporta anche un impatto economico. Sulla base dei dati richiamati dal sindacato, nella provincia di Catania la spesa per i servizi in eccedenza supererebbe il milione di euro.
Vaccaro: "Un lavoro specialistico che non si improvvisa"
Al centro dell'intervento sindacale c'è soprattutto la difesa della professionalità degli infermieri impegnati nella Centrale operativa.
Chi risponde a una richiesta di soccorso deve infatti effettuare una prima valutazione senza vedere direttamente il paziente, ricostruendo rapidamente la situazione attraverso informazioni telefoniche che possono essere incomplete o fornite da persone comprensibilmente agitate.
Una valutazione dalla quale possono dipendere priorità, tipologia e numero dei mezzi da inviare, e che richiede competenze specifiche, esperienza e un adeguato percorso di formazione e affiancamento.
"L'infermiere della Centrale Operativa svolge un'attività altamente specialistica. Deve interpretare in pochi minuti informazioni spesso frammentarie, senza avere il paziente davanti. È un lavoro che non si improvvisa e che richiede formazione, esperienza e adeguati periodi di affiancamento".
Proprio per questo, secondo Vaccaro, la disponibilità continuativa di professionisti adeguatamente preparati deve essere considerata una componente essenziale della sicurezza dell'intero sistema 118.
Più ambulanze sullo stesso intervento? "Non significa automaticamente errore"
Il NurSind interviene anche su un altro elemento finito al centro del confronto: l'invio contemporaneo di più mezzi di soccorso.
Per il sindacato, considerare questa circostanza automaticamente come un'anomalia rischia di non tenere conto delle condizioni nelle quali vengono assunte le decisioni.
Un incidente con più persone coinvolte, una situazione clinica inizialmente descritta come particolarmente grave, la necessità di un supporto medicalizzato oppure l'indisponibilità di determinati equipaggi possono giustificare l'attivazione contemporanea di diverse risorse.
"La decisione deve essere valutata sulla base delle informazioni disponibili nel momento in cui arriva la chiamata. Non può essere giudicata soltanto alla luce di quello che viene accertato successivamente dall'equipaggio sul posto".
È una distinzione che il NurSind considera fondamentale: la valutazione dell'operatore avviene infatti nel momento dell'emergenza e sulla base degli elementi disponibili in quel preciso istante, mentre la ricostruzione successiva può beneficiare di informazioni che l'infermiere non possedeva quando ha dovuto decidere.
NurSind: "Verifiche sì, ma sull'intero sistema"
Il sindacato non si oppone agli accertamenti sulle criticità emerse. Al contrario, Vaccaro chiede verifiche trasparenti e approfondite, purché l'analisi riguardi l'intera filiera dell'emergenza-urgenza e non si concentri esclusivamente sull'operatore che riceve la telefonata.
"Non abbiamo alcun timore delle verifiche e chiediamo che vengano effettuate con la massima trasparenza. Quello che non possiamo accettare è che problemi che nascono a diversi livelli dell'organizzazione vengano fatti ricadere sull'ultimo anello della catena, cioè sull'infermiere che risponde alla chiamata".
La posizione del NurSind è netta: gli infermieri della Centrale operativa non possono diventare il capro espiatorio delle difficoltà del 118.
"Gli infermieri della centrale non sono il problema. Sono professionisti che, nonostante le carenze di organico e una pressione quotidiana elevatissima, contribuiscono a tenere in piedi il sistema".
Da qui l'appello rivolto all'Assessorato regionale della Salute affinché affronti le criticità alla radice, intervenendo sul fabbisogno di personale, sulla formazione degli operatori e sui necessari tempi di affiancamento, ma anche sulla disponibilità delle ambulanze e, più complessivamente, sull'organizzazione della rete dell'emergenza-urgenza.
Per il NurSind, dunque, il punto non è sottrarsi alle verifiche, ma evitare che un problema strutturale venga ridotto alla responsabilità del singolo professionista. Perché quando la rete è in affanno, chi lavora in Centrale operativa non può essere chiamato a rispondere anche delle carenze che quella stessa rete gli impone di gestire ogni giorno.
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