Come cambierà l’infermieristica? Il CECRI finanzia la ricerca su sei aree strategiche
Il Centro di Eccellenza per la Cultura e la Ricerca Infermieristica (CECRI) ha pubblicato la Call 2027 dell'Ordine delle Professioni Infermieristiche (OPI) di Roma, un bando che punta a finanziare progetti di ricerca capaci di trasformare l'infermieristica in una leva concreta di innovazione per i sistemi sanitari.
Un bando con solide basi di trasparenza e integrità
Prima ancora di entrare nel merito scientifico, il bando si distingue per l'attenzione dedicata alla governance del processo. Le procedure di selezione, verifica degli outcome e rendicontazione sono ancorate al Regolamento Anticorruzione del CECRI e alla Mappa dei Processi contenuta nel Piano Triennale per la Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza (PTPCT), entrambi consultabili nella sezione "Amministrazione Trasparente" del sito OPI Roma. Tutti i ricercatori coinvolti devono inoltre aderire al Codice Etico Anticorruzione dell'Ordine: un requisito non negoziabile, la cui violazione comporta la non approvazione del finanziamento.
Sul piano della partecipazione, la call ammette candidature individuali o di gruppo. È possibile coinvolgere infermieri iscritti ad altri Ordini provinciali, ma il Responsabile Scientifico del progetto deve essere necessariamente iscritto all'OPI di Roma e non può ricoprire questo ruolo in più di due progetti contemporaneamente (pur potendo partecipare come semplice componente ad altre iniziative). A garanzia della qualità scientifica, ogni proposta viene sottoposta a “peer review a doppio cieco” condotta da due esperti nazionali o internazionali, selezionati con criteri di rotazione casuale da un apposito Albo Valutatori, dopo aver verificato l'assenza di conflitti di interesse.
Le sei linee di indirizzo strategiche
Il cuore della call è rappresentato da sei linee tematiche, fortemente integrate tra loro, entro cui ogni progetto deve collocarsi esplicitamente in fase di presentazione.
Linea 1 – Tracciabilità e assistenza infermieristica. Punta a rendere visibile il contributo del nursing, storicamente sottorappresentato nei sistemi informativi sanitari rispetto a indicatori come i DRG. Al centro ci sono i linguaggi infermieristici standardizzati, il Nursing Minimum Data Set e l'integrazione con la Cartella Clinica Elettronica, strumenti chiave per rafforzare patient safety e clinical governance data-driven.
Linea 2 – Digitale e intelligenza artificiale nella formazione. Guarda alla trasformazione digitale come leva per rinnovare i modelli educativi infermieristici, attraverso simulazione avanzata, adaptive learning, realtà virtuale/aumentata e sistemi di supporto al clinical reasoning, con l'obiettivo di formare professionisti pronti a operare in ecosistemi sanitari complessi.
Linea 3 – Dall'evidenza all'implementazione. Sposta l'attenzione dalla produzione di nuove evidenze scientifiche alla loro reale "messa a terra" nella pratica clinica quotidiana, attraverso implementation science, audit clinici, change management e strategie di sostenibilità degli interventi.
Linea 4 – Infermieristica specialistica e modelli di competenza. È la linea più articolata, sviluppata su due direttrici: da un lato l'identificazione e certificazione delle competenze distintive dell'infermiere specialista; dall'altro la definizione del suo ruolo organizzativo nei percorsi di cura e nelle reti assistenziali. Trasversale a entrambe è l'esigenza di costruire nursing dataset specialistici in grado di collegare competenze, interventi ed esiti, rendendo misurabile il valore generato dalle pratiche avanzate.
Linea 5 – Storia della professione infermieristica. Invita a una riflessione storica e documentale sull'evoluzione normativa e formativa della professione come strumento per comprendere il presente e rafforzare l'identità professionale.
Linea 6 – Leadership, workforce e organizzazione sanitaria. Affronta il rafforzamento della leadership infermieristica come fattore determinante per la qualità delle cure, il benessere dei professionisti e la capacità di innovazione organizzativa, in un contesto segnato dall'introduzione delle lauree magistrali specialistiche e della figura dell'assistente infermiere.
Come si valutano i progetti
I progetti vengono giudicati da due valutatori indipendenti su otto criteri, ciascuno scomposto in specifici elementi di giudizio, con punteggio da 1 (insufficiente) a 5 (eccellente):
1. Implementazione nella pratica clinica di evidenze scientifiche
2. Coinvolgimento di strutture sanitarie di Roma e Provincia e dei pazienti
3. Contributo alla conoscenza scientifica sul tema
4. Originalità dell'approccio
5. Rigore metodologico e livello teorico
6. Sostenibilità economica
7. Trasferibilità degli outcome nella pratica clinica
8. Spendibilità e ricadute per la professione infermieristica
La somma dei punteggi genera una media aritmetica tra i due valutatori: il cut-off di ammissibilità è fissato a 35, sotto il quale il progetto non può accedere al finanziamento. È inoltre previsto un meccanismo di comparazione per i progetti ritenuti sovrapponibili nei contenuti. Anche superato il cut-off, però, il Consiglio Direttivo dell'OPI di Roma mantiene la facoltà di escludere un progetto o di ridefinirne la quota di finanziamento, sulla base delle strategie di politica professionale in essere.
Documentazione richiesta e proprietà dei risultati
Il Responsabile Scientifico deve presentare, insieme alla domanda, due moduli: la "Dichiarazione sostitutiva di certificazione" (M8.2.3M), con cui attesta iscrizione all'OPI, assenza di conflitti di interesse e altre condizioni di ammissibilità, e la "Dichiarazione di impegno rispetto ai principi del programma d'integrità" (M.8.2.3N). Le domande vanno inviate esclusivamente via PEC.
Un aspetto rilevante riguarda la proprietà intellettuale: i risultati dei progetti finanziati, comprese eventuali invenzioni brevettabili, vengono ceduti in via esclusiva all'OPI di Roma, che ne acquisisce i diritti di utilizzazione e sfruttamento economico. I ricercatori restano comunque tenuti a inviare all'Ordine copia di ogni pubblicazione, atto congressuale o poster derivante dal progetto.
Un impianto redazionale molto strutturato
Le linee guida per la stesura dei progetti sono estremamente dettagliate, sia nei contenuti (titolo, abstract secondo schema IMRaD, background con letteratura internazionale aggiornata, obiettivi generali/specifici, outcome attesi, metodologia, Gantt, bibliografia in stile Vancouver) sia nella forma: font Times New Roman, dimensioni dei caratteri differenziate per titoli e paragrafi, uso delle virgolette caporali per le citazioni testuali, regole di sillabazione e persino indicazioni sull'uso degli accenti. Questa cura redazionale, insieme al vincolo che la bibliografia non possa contenere testi non citati nel corpo del progetto, riflette l'ambizione della call di produrre non solo ricerca rilevante, ma anche output editorialmente rigorosi e pubblicabili.
La Call CECRI 2027 si presenta come uno strumento articolato che intreccia rigore metodologico, attenzione all'integrità del processo e una visione chiara del futuro della professione infermieristica: più visibile nei dati, più preparata al digitale, più capace di tradurre le evidenze in pratica, più riconosciuta nelle sue competenze specialistiche, consapevole della propria storia e guidata da una leadership solida.
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