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L'Infermiere è quello che.... chiama il Medico.

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Pubblicato il: 01/08/2014

Articolo 49 e Demansionamento

Che siamo ancora parecchio lontani dall’essere legittimati come professione intellettuale ed autonoma da parte della popolazione ce lo dicono anche le chiacchiere da paese, quelle tipiche delle donne di mezza età che un pò claudicanti davanti al macellaio parlano di un intervento chirurgico effettuato e aggiungono è venuto il fisioterapista poi, mi ha restituito la facoltà di camminare”. Eh addirittura, penso, quando le sento. Dell’Infermiere che però per alzarti dal letto stava attento a non farti partire tutta la protesi coxo-femorale inserita in sala operatoria non ne parliamo è? Non se la prendano i Fisioterapisti per carità la vita, anzi, ben vengano e dovremo imparare perché hanno saputo difendere una professione autonoma rimanendo sempre molto uniti.

 

Ecco, la nostra invece di professione è attaccata da ogni fronte e il processo di emancipazione partito in quinta nel 94 si sta spegnendo lentamente: colpa di chi non sa guidare o è finita la benzina? Non si sa.

 

Fatto vuole che anche la popolazione fa fatica a discernere l’Infermiere dalla figura di quel “generico” subordinato al Medico per mansionario. E non uso la dicitura “infermiere professionale” di proposito. Avete mai sentito qualcuno, davanti al Bar, dire all’amica “guarda cara l’Infermiere mi ha rimesso al mondo”. Io no. Ma forse è solo la mia realtà spero.

 

La popolazione fatica e fatica molto, gli Infermieri hanno solo due status come opportunità di presentazione ai pazienti: o Angeli bianchi che girano con la lampada di Nightingale di notte dando amore a tutti; il classico “c’era un Infermiere, guarda un angelo". O come i cattivi frustrati dal turno massacrante che si sfogano sui pazienti e cioè “guarda in quel posto li gli Infermieri sono proprio ignoranti”.

 

Ma succede mai che l’infermiere sia quello che ha tempestivamente ha avvertito il Medico perché sull’ECG c’era qualche cosa che non andava? Semmai è quel bravo Dottore che poi ha scongiurato il peggio al paziente.

In un clima dove i Medici ci guardano spesso con occhio critico, le istituzioni non ci difendono e le guerre tra futuristi e mansionaristi imperversano, anche la popolazione fatica a riconoscere un’identità alla figura infermieristica, un ruolo preciso e netto, come ben delinea invece la figura del Fisioterapista o dell’Ostetrica, non di rado decantandone pubblicamente le virtù scientifiche.

 

La responsabilità, forse, è anche nostra. Spesso non mostriamo una cultura che permette questo, non facciamo gli ipocriti, tanti Infermieri rimangono volutamente disinformati in ogni ambito e questo il paziente lo percepisce, cosi come lo percepisce il Medico che continuerà poi ad avere un atteggiamento che si omologhi al grado di conoscenza clinica esibito.

 

Ovviamente sono anche tante altre le motivazioni che rallentano l’ascesa all’affermazione professionale ma quello che possiamo cambiare abbiamo il dovere di farlo. E noi possiamo crescere culturalmente, far capire al paziente che non siamo solo quelli che rispondono al campanello e lode al Medico che corre col fonendoscopio al collo per salvare la situazione; non siamo solo quelli che mettono nella flebo il Ketorolac. Spesso molti pazienti quando si risvegliano dal coma, non immaginano nemmeno che magari è stato un Infermiere ha eseguire perfettamente la manovre di salvataggio concorse a quel miracolo di sopravvivenza: sembrano sempre voler vedere la figura del Rianimatore che lo visita, il Fisioterapista che lo riabilita o il Dietista che consiglia la nutrizione giusta.

 

L’infermiere, appunto, gli porta la padella semmai o tutt’al più strilla per i reparti dicendo “Dottore venga, corra, corra venga …”.

Mi mi ripeto però: spero sia solo la mia realtà. Spero sia solo nella mia realtà.

 

Infermiere Arrabbiato