Si è svolta lunedì scorso l’audizione del Coordinamento Regionale NurSind Sardegna presso la sede dell’Assessorato alla sanità di Regione Sardegna presieduta dall’assessore Mario Nieddu.

Un’audizione chiesta fin dal primo giorno dell’insediamento del nuovo assessore conseguente alle elezioni regionali del febbraio scorso, fortemente voluta per dare voce alle tante questioni mai risolte e che la nuova amministrazione si è impegnata a risolvere già dalla campagna elettorale, annunciando una rivoluzione del Servizio Sanitario Regionale con la soppressione dell’azienda unica ATS, che richiederà comunque tra uno e due anni.

 

Il Coordinatore regionale Fabrizio Anedda, di concerto con la Vice Coordinatrice Fausta Pileri e la rappresentanza di tutte le segreterie territoriali, hanno consegnato nelle mani dell’assessore un corposo documento corredato dagli opuscoli sullo studio RN4CAST, sulle aggressioni al personale sanitario e sui Dati della Professione Infermieristica 2018 prodotti dal NurSind e reperibili sul sito ufficiale del sindacato. 

Tra i numerosi punti trattati si è quindi chiesto all’assessore di intervenire sulle dotazioni organiche sulla base delle evidenze scientifiche e di coprire le carenze più gravi nell’immediato; di osservare e produrre misure contro il fenomeno delle aggressioni al personale Sanitario; l’istituzione dell'Infermiere di Famiglia e di comunità e degli Ambulatori Infermieristici e ostetrici; il riconoscimento dello straordinario; interventi sulla mobilità, la medicina penitenziaria e tanto altro.

L’assessore ha replicato manifestando l’intenzione di convocare gli stati generali della sanità, per questo sta visitando tutte le realtà ospedaliere.

C’è coscienza dell’emergenza riguardo la carenza del personale infermieristico ma ci vuole tempo per un piano di assunzioni e per lo sviluppo di una medicina territoriale che si articola certamente anche con gli ambulatori infermieristici.

Nel frattempo la sanità isolana vive una delle pagine più buie della sua storia con reparti pronti a chiudere per mancanza di personale medico ed infermieristico come denunciato da NurSind Nuoro. Non c’è un reparto che non lamenti carenze di ogni genere col personale costretto financo a saltare riposi e ferie estive per sopperire a carenze ormai drammatiche. Una situazione disastrosa che vede soccombere ai fatti anche l’area del nord ovest con il grande Hub ospedaliero di Sassari chiamato a fronteggiare una domanda sempre più crescente ed a d occuparsi di funzioni prettamente territoriali che non possono essere cedute a nessuno posto il deserto strutturale che gli è stato fatto attorno. 

Una situazione che non potrà che risolversi con la chiusura di reparti e servizi, unica strada oltre le assunzioni, per consentire al personale di tornare a respirare. Carenze di personale infermieristico che potrebbero arrivare fino alla spaventosa cifra di 5900 unità entro la fine dell’anno. Senza contare le grave assenza di personale socio sanitario praticamente assente o quasi dalle corsie se si pensa che nel solo ospedale di Sassari ne mancherebbero 120. 

L’audizione di NurSind è servita certamente a fare il quadro della situazione e l’organizzazione è pronta a fare la sua parte nella fase progettuale di riordino ma non c’è dubbio che adesso ci si aspettano una serie di provvedimenti urgentissimi per fare fronte alle carenze di personale tanto più a piani ferie estivi cominciati già da un mese e con il boom della stagione turistica imminente.

 

 Documento per assessore Nieddu.pdf