"Chiediamo all’amministrazione di fare marcia indietro utilizzando ad oggi l’unica soluzione possibile ovvero il prolungamento dei contratti a termine dei precari storici e una valida riorganizzazione del lavoro in tempi brevi".

Questa la posizione del NurSind, sindacato delle professioni infermieristiche, che attraverso una nota stamba rispedisce al mittente la proposta fatta dal management del Forlanini.

"Rigettiamo il presupposto di fornire lavoro temporaneo a personale infermieristico e operatori socio-sanitari da reperire con agenzie esterne e rimandando al mittente tale decisione". Cosi tuona il segretario del NurSind Stefano Barone alla luce dell'informativa ricevuta dall'Azienda Forlanini per porre rimedio al sovraffollamento

"In alternativa - ribadisce il NurSind - chiediamo all'Azienda di dotarsi di personale attualmente presente in Azienda e/o stabilizzare e prorogare il periodo di tempo determinato ai nostri precari storici per la copertura delle modifiche date dall’informativa con riferimento al nuovo “asset” aziendale".

"Benché’ il CCNL da noi non sottoscritto -  continua Barone -, firmato da CGIL CISL UIL e, subito dopo le elezioni RSU, dalla FIALS e Nursing Up preveda una quota di lavoro interinale a disposizione dell’amministrazione siamo fortemente preoccupati dall’evolversi di questa situazione perché il lavoro interinale oltre ad accrescere la precarizzazione del lavoro favorisce condizioni di discriminazione a danno dei stessi colleghi infermieri interinali.

Il NurSind scende nei dettagli snocciolando i numeri e ribadisce: "circa 1800 infermieri sono attualmente in organico di cui circa 700 turnanti h24. Con questi numeri non si possono coprire le esigenze assistenziali del nosocomio (tanto meno con modifiche o riapertura di unita operative) e in questo contesto il lavoro interinale non potrà mai essere la soluzione opportuna. Ma se la riapertura della Long “ex Week” e l’aggiunta di trentatré (33) posti letto di medicina presso il padiglione Maroncelli pubblicizzate nell’informativa pare oramai prossima alla realizzazione che fine hanno fatto i lavori attigui al pronto soccorso per l’ampliamento dei codici verdi? È evidente come una mancanza di una politica aziendale efficace ed efficiente tende a minare inevitabilmente qualunque azione che viene a supportare qualsivoglia opera per eliminare il sovraffollamento del pronto soccorso".

"Ribadiamo la nostra contrarietà all’uso di personale interinale - conclude Stefano Barone -  e chiede all’amministrazione di fare marcia indietro utilizzando ad oggi l’unica soluzione possibile ovvero il prolungamento dei contratti a termine dei precari storici e una valida riorganizzazione del lavoro in tempi brevi. NurSind come sempre farà la sua parte per mantenere alta la dignità di tutti i dipendenti.