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Ex infermiera Piombino. Chiesto l’ergastolo per la morte di 9 pazienti su 10

Maria Luisa Astadi
Maria Luisa Asta
Pubblicato il: 02/07/2021

AttualitàCronache sanitarie

Condannata all’ergastolo per la morte di 4 pazienti, adesso la posizione dell’ex infermiera di Piombino si aggrava, il Pm, in Corte d’Assise di appello, ha chiesto che la donna venga condannata all’ergastolo, ma per la morte di nove pazienti e non quattro.

La storia

Il 31 Marzo 2016 venne arrestata Fausta Bonino, infermiera, accusata di aver provocato volontariamente e con crudeltà la morte di 14 pazienti nel reparto di rianimazione dell’Ospedale di Piombino, dove lei prestava servizio. Ad uccidere i pazienti una dose letale di Eparina, iniettata dall’infermiera.

Secondo l’accusa la 57enne avrebbe ucciso almeno dieci pazienti nel reparto di rianimazione dell’ospedale toscano tra il 2014 e il 2015.

Bonino viene condannata all’ergastolo per le morti di 4 pazienti,  Franca Morganti, Mario Coppola, Angelo Ceccanti e Bruno Carletti, tutti casi relativi al 2015.

La presunta infermiera killer si è sempre dichiara innocente e lo ha fatto anche all’uscita dall’Aula, come riporta Sky TG24: “Io l’unica cosa che posso dire è che non ho fatto nulla. Cose che non ho mai fatto, è stata dura ascoltarlo. Io mi sono sempre comportata bene, è impossibile che sia finita in questo incubo“.

 

I dubbi sulla colpevolezza dell’infermiera

Dopo anni dall’accaduto, per la difesa, permangono ancora dubbi sulla colpevolezza della donna, che si è dichiarata sempre innocente.

L’avvocato, nella richiesta di appello, punta su tre elementi: l’inaffidabilità degli esiti degli esami di laboratorio, l’assenza di una prova decisiva sulla colpevolezza dell’infermiera a cominciare dai tempi di somministrazione dell’anticoagulante, e le motivazioni illogiche che hanno portato alla condanna all’ergastolo. 

Il movente mosso dall’accusa, ovvero l’intenzione dell’infermiera di mettere in cattiva luce il reparto dove lavorava, dove viveva con disagio, rimane piuttosto vago.