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Ddl professioni sanitarie, NurSind: nessuna valorizzazione reale per gli infermieri

Maria Luisa Astadi
Maria Luisa Asta
Pubblicato il: 22/01/2026

AttualitàGoverno

 

Roma, 22 gennaio – “Una riforma ancora troppo blanda che, purtroppo, non aggiunge nulla alla professione degli infermieri. Non c’è la minima traccia, infatti, di una revisione delle regole dell’esercizio professionale che restano dunque ferme al secolo scorso. Eppure, mai come in questo momento, il nostro lavoro avrebbe bisogno di
essere valorizzato per ritornare ad essere attrattivo”.

Lo ha detto il segretario nazionale del Nursind, Andrea Bottega, a commento dell’audizione in Commissione Affari Sociali della Camera nell’ambito dell’esame del ddl recante “Delega al Governo in materia di professioni sanitariee disposizioni relative alla responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie”.

“All’inizio di questo percorso, partito con un’indagine conoscitiva proprio alla Camera – ha proseguito –, avevamo con spirito costruttivo messo in evidenza bisogni e priorità degli infermieri. Spiace constatare che nessuno dei nostri input sia stato recepito e che non si sia compresa fino in fondo la crisi della professione infermieristica, che rischia di travolgere l’intero SSN”.

“Nella relazione illustrativa che accompagna il provvedimento – ha rimarcato Bottega – la professione infermieristica è indicata come quella più carente. Peccato che poi l’articolato non sia conseguente.

A fronte della riduzione del numero di infermieri e dell’aumento del fabbisogno nel SSN, non si rilevano interventi per aumentare l’autonomia professionale, valorizzare le competenze e accrescere l’attrattività della carriera”.

A proposito di autonomia, ha continuato, “gli infermieri che speravano in una mappatura delle prestazioni infermieristiche, finalmente distinte da quelle mediche, rimarranno delusi. Continuerà quindi a restare sconosciuto l’impatto economico e organizzativo della categoria nel sistema sanitario”.

Da qui la richiesta del Nursind:
“Chiediamo la revisione del nomenclatore tariffario nazionale, con l’inserimento di prestazioni sanitarie infermieristiche ed ostetriche, per riconoscere e valorizzare l’apporto di queste figure nei percorsi di cura e assistenza”.

Sempre in ottica di maggiore autonomia professionale, il sindacato propone:

  • l’introduzione della prescrizione infermieristica

  • la revisione della legge 42 del 1999, da applicare in modo omogeneo su tutto il territorio nazionale

“Occorre smetterla – ha concluso Bottega – di andare avanti a colpi di proroghe e stabilire una volta per tutte il superamento delle incompatibilità per le professioni sanitarie. Quale occasione migliore di questa riforma per farlo?”.