Policlinico di Messina, il NurSind denuncia: reparti aperti senza personale, a rischio l’assistenza
Nuove unità operative inaugurate sottraendo infermieri altrove: cresce la pressione sugli operatori e peggiora la qualità delle cure
"L’inaugurazione di nuovi reparti ospedalieri dovrebbe rappresentare un segnale di crescita e miglioramento dell’offerta sanitaria. Al Policlinico universitario di Messina, invece, rischia di trasformarsi nell’ennesimo fattore di squilibrio di un sistema già fragile. A denunciarlo con forza è il NurSind, che accende i riflettori su una gestione delle aperture e degli ampliamenti che avverrebbe senza un reale potenziamento degli organici infermieristici, ma sottraendo personale ad altre unità operative, con ricadute dirette sull’assistenza ai pazienti".
Messina, 26/01/2026. Secondo il sindacato delle professioni infermieristiche, l’ampliamento dei posti letto in reparti come Ortopedia e Otorinolaringoiatria starebbe avvenendo facendo ricorso a straordinari e spostamenti interni, indebolendo ulteriormente servizi già in sofferenza come Chirurgia plastica, Medicina, Terapia intensiva neonatale, Stroke, Ostetricia e Rianimazione. Una coperta sempre più corta, tirata da una parte e dall’altra, che finisce per lasciare scoperti interi ambiti assistenziali.
“Si aprono e si ampliano reparti senza un corrispondente adeguamento degli organici infermieristici e di supporto”, denuncia Ivan Alonge, segretario provinciale NurSind. “La carenza di personale resta una criticità strutturale mai risolta e si continua a ricorrere in modo smodato e indisciplinato allo straordinario, che dovrebbe essere limitato solo a situazioni di estrema urgenza, come indicato dalla stessa Direzione aziendale”.
Il quadro che emerge è quello di una programmazione che punta sui numeri dei posti letto, ma non sulle risorse umane necessarie a renderli realmente funzionali. Una contraddizione che, per il NurSind, è ormai evidente e documentabile.
Anche Massimo Latella, segretario aziendale NurSind, evidenzia incongruenze difficilmente giustificabili: “L’ampliamento dei posti letto in Otorinolaringoiatria smentisce quanto affermato in una recente nota aziendale, nella quale si dichiarava che non vi fosse stato alcun aumento dei posti letto. Nel frattempo, dal pronto soccorso generale i pazienti vengono ‘appoggiati’ nei reparti, anche d’imperio, senza il personale necessario e spesso in sovrannumero”.
Latella sottolinea come, negli anni, diverse unità operative siano state di fatto sdoppiate o riconfigurate, aumentando l’impegno assistenziale senza un parallelo rafforzamento degli organici. “È facile dichiarare di non avere posti letto per mancanza di personale – aggiunge – salvo poi farli comparire all’occorrenza, caricando sempre gli stessi operatori di ulteriori sacrifici”.
Il NurSind pone inoltre l’attenzione su un altro nodo cruciale: la presenza di personale infermieristico impiegato in incarichi lontani dall’assistenza diretta, tra uffici e posizioni di cosiddetta élite, mentre i reparti soffrono una carenza cronica di mani e competenze al letto del paziente. Da qui la richiesta di una ricognizione puntuale di tutto il personale in servizio.
Nonostante l’aumento del tetto di spesa negli ultimi anni, il sindacato ribadisce che l’inadeguatezza degli organici resta un problema irrisolto, con effetti concreti sulla sicurezza delle cure e sulla tenuta psicofisica degli operatori. La richiesta è chiara: assunzioni immediate di personale infermieristico e la stabilizzazione di tutti gli aventi diritto, affinché il rilancio della sanità non resti solo sulla carta, ma si traduca in assistenza reale e dignitosa.
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