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Carenza infermieri in Piemonte, il NurSind lancia l’allarme: il sistema è vicino al collasso

Giuseppe Provinzanodi
Giuseppe Provinzano
Pubblicato il: 23/02/2026

NurSind dal territorioPiemonte

Tra pensionamenti, fondi dimezzati e nuovi servizi territoriali, senza una regia regionale il rischio è concreto

"Ci sono emergenze che non fanno rumore, ma scavano in profondità. La carenza di infermieri in Piemonte è una di queste: un processo lento, continuo, che rischia di compromettere la tenuta stessa della sanità pubblica. Il NurSind, sindacato delle professioni infermieristiche, porta alla luce una crisi che non può più essere gestita con interventi episodici o soluzioni tampone. Servono scelte strutturali, immediate e coordinate".

Torino, 23/02/2026. Il dato che emerge con maggiore forza è semplice quanto allarmante: per ogni due infermieri che escono dal sistema sanitario, ne entra soltanto uno. Un saldo negativo che si ripete anno dopo anno e che neppure la continuità dei concorsi riesce a compensare. Pensionamenti, dimissioni e mobilità stanno svuotando i reparti più velocemente di quanto le nuove assunzioni riescano a riempirli.

Nel frattempo, il mercato del lavoro sanitario si muove in direzioni opposte. Il numero dei medici è destinato a crescere, mentre quello degli infermieri continua a diminuire, creando una sproporzione che rischia di rendere inefficace l’intero sistema assistenziale.

"Stiamo andando verso una situazione insostenibile, con più medici pronti a prescrivere cure che infermieri disponibili per somministrarle. Quando viene meno l’assistenza continua, viene meno anche la sicurezza del paziente", sottolinea Francesco Coppolella, Segreteria Regionale NurSind Piemonte.

A pagare il prezzo più alto sono le realtà meno attrattive, che si stanno progressivamente svuotando a vantaggio di aziende considerate più “appetibili”. I concorsi recenti, infatti, si traducono spesso in semplici spostamenti di personale tra strutture, senza alcun reale incremento complessivo degli organici.

Il quadro si complica ulteriormente guardando alle scadenze imminenti. Entro la metà del 2026 la Regione Piemonte dovrà completare la rete delle Case della Comunità e degli Ospedali di Comunità, un passaggio fondamentale per il potenziamento dell’assistenza territoriale. Ma questo processo sta già comportando un trasferimento di infermieri dagli ospedali al territorio.

"Senza nuove risorse, ogni unità spostata non potrà essere sostituita. L’impatto sulla tenuta dei servizi ospedalieri rischia di essere molto serio", evidenzia Coppolella per il NurSind Piemonte.

Nel 2025 la situazione ha mostrato tutta la sua fragilità. Il 70% delle risorse destinate alle prestazioni aggiuntive è stato utilizzato esclusivamente per coprire i turni e garantire una sicurezza minima, segno evidente di una carenza ormai strutturale. E mentre il fabbisogno aumenta, i fondi disponibili vengono ridotti.

"Il dimezzamento delle risorse per le prestazioni aggiuntive è estremamente preoccupante. Se quelle rimaste verranno dirottate quasi interamente sulle liste d’attesa, la tenuta dei servizi assistenziali ordinari crollerà. Gli infermieri non sono più disposti a rinunciare ai riposi senza un riconoscimento economico certo e dignitoso", afferma Francesco Coppolella, Segreteria Regionale NurSind Piemonte.

Il NurSind lancia un messaggio chiaro anche sul tema delle liste d’attesa: la loro riduzione non può e non deve avvenire a discapito della qualità dell’assistenza nei reparti, già messi in difficoltà da assenze che non prevedono sostituzioni, come maternità, congedi, malattie prolungate e infortuni.

Alla luce delle risorse previste dalla Legge di Bilancio per le assunzioni, oltre 450 milioni di euro a livello nazionale, il sindacato chiede un cambio di metodo. È indispensabile mappare in tempo reale le carenze di personale e intervenire in modo mirato sulle singole aziende, alcune delle quali registrano deficit di infermieri anche a tre cifre, con inevitabili ripercussioni sui servizi.

"Ridurre le risorse per coprire i turni è un fatto grave e deve trovare immediatamente una soluzione. Senza dignità professionale non può esserci sicurezza delle cure", ribadisce Coppolella.

Accanto alle assunzioni, il NurSind Piemonte sottolinea la necessità di una transizione verso nuovi modelli assistenziali, capaci di superare le rigidità organizzative attuali e di ridurre le inefficienze che oggi aggravano ulteriormente la carenza di personale.

"È necessario monitorare l’appropriatezza delle risorse e intervenire sulle inefficienze organizzative. Continuare con gli schemi attuali significa disperdere energie che non abbiamo più", avverte Francesco Coppolella, Segreterio Regionale NurSind Piemonte.

In questo contesto, appare evidente come un sistema territoriale forte, guidato dagli infermieri, resti irrealizzabile senza un intervento strutturale immediato. Senza un territorio organizzato, ogni bisogno di salute continuerà a riversarsi impropriamente sui servizi di emergenza intra ed extra ospedalieri.

Per questo il NurSind avanza una proposta netta: l’istituzione di un Organismo Regionale Permanente per il Governo della Carenza Infermieristica, dotato di poteri reali e capacità decisionale, in grado di superare la logica dell’emergenza.

"Non serve un semplice luogo di ascolto. Serve una regia unica, tecnica e decisionale, capace di intervenire subito. Solo così si può evitare che la carenza di infermieri si trasformi in uno smantellamento silenzioso dei servizi essenziali", conclude Francesco Coppolella, Segreterio Regionale NurSind Piemonte.