Svolta nel Lazio: il lavoro degli infermieri diventa finalmente visibile e misurabile
Una trasformazione attesa da anni prende forma nella sanità del Lazio e segna un passaggio concreto per la professione infermieristica. «Siamo orgogliosi di essere attori di una svolta nella professione infermieristica»: non è solo una dichiarazione, ma il punto di arrivo di un lungo lavoro istituzionale e scientifico.
Il 12 marzo la Giunta regionale del Lazio ha approvato l’accordo con l’Ordine delle Professioni Infermieristiche (OPI) di Roma per l’utilizzo del modello Professional Assessment Instrument – PAI, un sistema basato su configurazioni algoritmiche e parametri di assessment infermieristico validati scientificamente. Si tratta di un vero e proprio strumento di supporto decisionale, ora integrato nella cartella clinica elettronica.
L’annuncio ufficiale, accompagnato dalle parole del presidente OPI Roma Maurizio Zega e del presidente della Regione Francesco Rocca, conferma la portata di un progetto destinato a cambiare l’organizzazione dell’assistenza sanitaria. Come emerge anche dal video della presentazione, il cuore dell’innovazione è la piena integrazione tra attività infermieristica e sistema informativo sanitario.
Secondo l’OPI Roma, «si tratta in buona sostanza di una uscita dal buio alla luce». Per la prima volta, infatti, il lavoro degli infermieri sarà tracciato in modo strutturato all’interno del fascicolo sanitario elettronico. Ogni intervento, ogni valutazione e ogni decisione assistenziale entreranno nel percorso clinico del paziente, diventando consultabili e misurabili.
Un cambiamento particolarmente rilevante riguarda l’assistenza territoriale. In Italia, secondo i dati Agenas, circa il 95% delle cure domiciliari è svolto da infermieri, ma finora mancava un sistema in grado di monitorare e rendere visibile questo lavoro. Con il PAI sarà possibile disporre di un quadro analitico e puntuale per ogni paziente preso in carico.
Il modello nasce dall’attività di ricerca scientifica del Centro Studi dell’Ordine di Roma e utilizza algoritmi e sistemi di scoring per supportare l’identificazione delle diagnosi infermieristiche e degli interventi assistenziali più appropriati. Questo consente di uniformare i processi assistenziali, migliorare la qualità delle cure e garantire la tracciabilità completa delle attività.
L’accordo prevede inoltre che il sistema venga messo gratuitamente a disposizione del Servizio Sanitario Regionale. Il PAI era già stato adottato, sempre senza costi, da diverse realtà sanitarie, tra cui il Policlinico Gemelli, il Gemelli Isola, il Campus Biomedico e il gruppo San Donato.
Ma cosa cambia, in concreto, per i pazienti? Un aspetto chiave è la continuità assistenziale: non saranno più i cittadini a dover fare da tramite tra strutture diverse. I dati seguiranno il paziente, riducendo frammentazioni e rischi di perdita di informazioni.
Dal punto di vista clinico, il sistema permette anche di misurare gli esiti dell’assistenza. Un esempio chiarisce il valore operativo: un paziente con insufficienza cardiaca e a rischio di lesioni da pressione potrà essere monitorato nel tempo, verificando se gli interventi infermieristici hanno evitato l’insorgenza del problema. Non solo attività svolte, quindi, ma risultati concreti e misurabili.
Per la professione infermieristica si tratta di un passaggio storico. «Fino ad oggi – sottolinea l’OPI – il lavoro degli infermieri era come quello di fantasmi», privo di una piena rappresentazione nei sistemi ufficiali. Con il PAI, invece, entra in un sistema formale, utile anche alla programmazione sanitaria regionale.
L’utilizzo di una tassonomia standardizzata renderà il linguaggio condiviso tra professionisti, indipendentemente dall’esperienza o dalla formazione. Allo stesso tempo, le istituzioni potranno finalmente misurare in modo oggettivo il contributo infermieristico ai livelli essenziali di assistenza.
Quella avviata nel Lazio è dunque una svolta che unisce tecnologia, ricerca e riconoscimento professionale. Non solo un aggiornamento digitale, ma un cambiamento culturale destinato a ridefinire il ruolo degli infermieri nel sistema sanitario e a migliorare, in modo tangibile, la qualità dell’assistenza ai cittadini.
di