Indennità Pronto Soccorso: in Lombardia pagati arretrati e riconoscimenti
NurSind Lombardia: “Il CCNL produce risultati concreti. I fatti smentiscono le polemiche”
di Giuseppe Provinzano
"Ci sono numeri che raccontano più di tante parole. E quando quei numeri arrivano direttamente in busta paga, diventano la misura concreta della credibilità della contrattazione. In Lombardia, oggi, quei numeri parlano chiaro".
Milano, 27/03/2026. In Lombardia le indennità di Pronto Soccorso sono diventate finalmente realtà concreta.
Non più solo una previsione contrattuale, ma un riconoscimento economico tangibile, visibile nei cedolini stipendiali degli infermieri.
Nel cedolino di marzo 2026 di un infermiere in servizio presso un Pronto Soccorso lombardo, infatti, risultano liquidate le indennità previste dall’art. 107, comma 4 del CCNL, con importi mensili per il 2025 pari a circa 364 euro, oltre agli arretrati relativi al 2023 e al 2024 .
Ma c’è un elemento fondamentale che va chiarito.
L’importo reale dell’indennità per il 2025 non è di 364 euro, bensì di circa 464 euro mensili.
I restanti 100 euro mensili erano già stati anticipati nei mesi precedenti, e per questo non compaiono come arretrato nel cedolino attuale.
Una precisazione necessaria per restituire la reale portata economica del risultato ottenuto.
Per correttezza, nello stesso cedolino sono presenti anche altre voci retributive, come premialità e prestazioni aggiuntive, che tuttavia non rientrano nell’oggetto dell’analisi. Il punto centrale resta uno: l’indennità di Pronto Soccorso è stata pagata, arretrati inclusi, e nella sua interezza economica.
Un risultato che, come sottolinea la segreteria regionale NurSind della Lombardia, è frutto di un percorso chiaro e coerente: la firma del CCNL e la successiva attuazione attraverso gli accordi regionali.
“Oggi i numeri parlano chiaro: fino a 464 euro mensili per il 2025 e arretrati finalmente liquidati. Questo è il risultato concreto della firma del contratto”, dichiara Donato Cosi, Segretario Regionale NurSind Lombardia.
“Abbiamo sempre sostenuto che quella scelta avrebbe portato benefici reali. Oggi le buste paga dimostrano che avevamo ragione.”
Il caso lombardo assume un valore ancora più significativo alla luce delle critiche che, all’epoca della firma del CCNL, erano state avanzate da chi ha scelto di non sottoscriverlo.
“A chi ha contestato quella scelta, oggi rispondiamo con i fatti. Non con opinioni, ma con importi precisi nelle buste paga degli infermieri”, prosegue Cosi.
“La contrattazione si giudica sui risultati. E questi risultati oggi sono sotto gli occhi di tutti.”
La Lombardia dimostra così che, quando il contratto viene applicato e sostenuto da accordi regionali efficaci, le risorse arrivano davvero ai professionisti.
E arrivano dove più servono: nei Pronto Soccorso, nei contesti più complessi, dove il lavoro degli infermieri richiede riconoscimento concreto, non solo dichiarazioni.
Oggi quel riconoscimento è reale, misurabile e – soprattutto – già nelle buste paga.
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