Iscriviti alla newsletter

Chieti, infermieri usati per servire i pasti: scatta la diffida di NurSind contro la ASL

Maria Luisa Astadi
Maria Luisa Asta
Pubblicato il: 28/03/2026

AbruzzoNurSind dal territorio

 

CHIETI – È scontro aperto tra il sindacato degli infermieri NurSind e la Direzione della ASL 02. Al centro della controversia, una disposizione aziendale che attribuisce al personale infermieristico attività come lo sporzionamento, lo scodellamento e la distribuzione dei pasti ai degenti. Un provvedimento che il sindacato definisce “illegittimo” e per il quale è stata formalmente inviata una diffida.

Nel documento, la segreteria territoriale NurSind di Chieti contesta duramente l’atto aziendale, ritenuto in contrasto con la normativa vigente e con il profilo professionale degli infermieri. “La disposizione si fonda su un’errata interpretazione del Regolamento europeo 852/2004 – spiegano i dirigenti sindacali – che disciplina esclusivamente gli aspetti igienico-sanitari e non attribuisce competenze professionali né giustifica l’assegnazione di attività alberghiere al personale sanitario” .

Secondo il NurSind, affidare agli infermieri mansioni legate alla gestione dei pasti configura un vero e proprio demansionamento. “Le attività di sporzionamento, scodellamento e distribuzione pasti sono prive di contenuto sanitario e proprie del personale di supporto – afferma la segreteria – la loro attribuzione agli infermieri lede il decoro e l’identità professionale, oltre a esporre a responsabilità improprie” .

Il sindacato richiama inoltre l’Accordo Stato-Regioni del 2001, che individua nell’Operatore Socio-Sanitario (OSS) la figura deputata alle attività di supporto, comprese quelle legate alla somministrazione dei pasti. “La disposizione aziendale altera l’assetto delle competenze e introduce una illegittima fungibilità professionale, generando confusione organizzativa e rischio operativo” .

Non solo profili giuridici, ma anche organizzativi e di sicurezza delle cure. “L’impiego degli infermieri in attività non sanitarie sottrae tempo all’assistenza diretta, interrompe la continuità assistenziale e aumenta il rischio clinico”, sottolineano i rappresentanti NurSind, evidenziando come la situazione sia aggravata da carenze di organico già presenti nei presidi della ASL 02 .

Da qui la diffida formale all’Azienda sanitaria: il sindacato chiede l’immediata revoca del provvedimento, il ripristino delle corrette competenze professionali e l’impiego di personale dedicato per le attività alberghiere. “Non è accettabile che criticità organizzative o carenze di personale vengano scaricate sugli infermieri – dichiarano i dirigenti sindacali – la gestione del personale è responsabilità esclusiva dell’Azienda e non può tradursi in un indebito trasferimento di compiti e responsabilità” .

Infine, la richiesta di apertura urgente di un tavolo di confronto. In assenza di risposte entro i termini previsti, la vertenza potrebbe spostarsi su un piano legale, con possibili ricadute anche sotto il profilo della responsabilità amministrativa e sanitaria.

La partita resta aperta, ma il clima tra le parti appare già fortemente teso.