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Pronto soccorso, sindacati in piazza: ''No al taglio degli arretrati agli operatori sanitari''

Giuseppe Provinzanodi
Giuseppe Provinzano
Pubblicato il: 30/03/2026

NurSind dal territorioToscana

NurSind, Cisl FP, Fials e Nursing Up contestano il ricalcolo delle indennità 2023-2024 e chiedono alla Regione Toscana di applicare correttamente il contratto.

di Giuseppe Provinzano

"Nel cuore dei Pronto soccorso italiani si gioca ogni giorno una delle partite più difficili della sanità pubblica. Infermieri, operatori socio-sanitari e tecnici affrontano turni complessi, carichi assistenziali crescenti e una cronica carenza di personale.

In questo contesto, il riconoscimento economico legato alle indennità dell’emergenza-urgenza rappresenta non solo un elemento contrattuale, ma anche un segnale concreto di rispetto verso chi lavora nei reparti più esposti del sistema sanitario.

Per questo motivo la decisione che riguarda il ricalcolo degli arretrati delle indennità dei Pronto soccorso in Toscana ha acceso lo scontro tra sindacati e Regione. NurSind, Cisl FP, Fials e Nursing Up scendono in piazza per chiedere che vengano applicati correttamente i criteri previsti dal contratto nazionale e che non vengano ridotte le somme spettanti agli operatori sanitari".

 

Firenze, 30/03/2026. La mobilitazione dei lavoratori della sanità arriva davanti al Consiglio Regionale della Toscana, a Firenze. Il presidio promosso da NurSind, Cisl Funzione Pubblica, Fials e Nursing Up nasce dalla contestazione dei criteri con cui sono stati ricalcolati gli arretrati delle indennità dei Pronto soccorso relativi agli anni 2023 e 2024.

Secondo le organizzazioni sindacali, la delibera regionale adottata nei giorni scorsi avrebbe introdotto modalità di calcolo che determinerebbero una riduzione delle somme spettanti al personale sanitario, con effetti economici significativi per chi opera quotidianamente nei servizi di emergenza.

La contestazione riguarda in particolare il coefficiente utilizzato per il calcolo delle indennità, che risulterebbe inferiore rispetto a quello stabilito dal CCNL Sanità 2022-2024, oltre alla ridefinizione delle somme già erogate in precedenza che, nella nuova impostazione, verrebbero considerate con criteri differenti rispetto a quelli previsti dal contratto nazionale.

Secondo le stime delle organizzazioni sindacali, queste modifiche produrrebbero un consistente risparmio per la Regione Toscana, ma allo stesso tempo comporterebbero un taglio agli arretrati destinati agli operatori dei Pronto soccorso, proprio quelli che lavorano nei reparti più esposti del sistema sanitario.

“Il presidio del 31 marzo rappresenta un segnale forte e un’azione concreta per chiedere alla Regione Toscana un confronto istituzionale serio sul tema”, dichiarano NurSind, Cisl FP, Fials e Nursing Up. “L’obiettivo è tutelare le lavoratrici e i lavoratori che ogni giorno garantiscono il funzionamento dei Pronto soccorso.

La vertenza si inserisce inoltre in un quadro già complesso per i servizi di emergenza-urgenza, dove la carenza di personale sanitario continua a rappresentare una delle criticità principali.

“I Pronto soccorso vivono una situazione di forte sofferenza organizzativa legata alla carenza di operatori sanitari – infermieri, OSS e tecnici”, sottolineano NurSind, Cisl FP, Fials e Nursing Up. “L’apertura delle Case di comunità non può risolvere il problema se queste strutture restano prive di personale e lontane dagli standard previsti dal D.M. 77/2022.”

Un quadro destinato a diventare ancora più delicato con l’avvicinarsi dell’estate, quando i servizi di emergenza devono affrontare un aumento della pressione assistenziale.

“Le criticità rischiano di acuirsi con l’arrivo del periodo delle ferie estive, con carichi di lavoro sempre più pesanti per il personale sanitario”, concludono NurSind, Cisl FP, Fials e Nursing Up. “È necessario garantire il pieno rispetto dei diritti e delle professionalità delle lavoratrici e dei lavoratori della sanità.”

La mobilitazione di Firenze rappresenta quindi un passaggio significativo nel confronto tra Regione e rappresentanze dei lavoratori della sanità. In gioco non c’è soltanto il ricalcolo di alcune indennità, ma il riconoscimento concreto del lavoro di chi ogni giorno garantisce la tenuta dei Pronto soccorso e dell’intero sistema di emergenza sanitaria.