Sanità in crisi: nuovo concorso infermieri da 251 posti in Friuli Venezia Giulia
Pochi candidati e organici scoperti: il NurSind rilancia, servono condizioni di lavoro dignitose
di Giuseppe Provinzano
Nel cuore del Friuli Venezia Giulia, la sanità pubblica si confronta con una realtà sempre più evidente: gli infermieri non bastano più. E non è solo una questione di numeri, ma di attrattività, dignità e sostenibilità di una professione che oggi fatica a trattenere e richiamare nuove energie.
Trieste, 18/04/2026. Nel Friuli Venezia Giulia continua la corsa a colmare la carenza di infermieri, ma il sistema sanitario regionale si scontra con una realtà sempre più complessa. A pochi mesi dal concorso bandito a fine 2025, che già aveva evidenziato criticità significative, viene pubblicata una nuova selezione per ulteriori 251 posti.
Il dato più allarmante arriva proprio dalla precedente procedura concorsuale: a fronte di oltre trecento posti disponibili, gli idonei si sono fermati a 284 già prima della prova orale. Un segnale inequivocabile di una professione che ha perso attrattività rispetto al passato, quando le candidature superavano ampiamente le diecimila unità.
Le aziende sanitarie del territorio continuano a programmare assunzioni, ma si trovano davanti a una platea sempre più ridotta di aspiranti. Una dinamica che mette sotto pressione i reparti e alimenta il rischio di una cronica carenza di personale.
Nel dibattito intervengono anche le altre organizzazioni sindacali, che condividono la necessità di rafforzare gli organici e incentivare l’ingresso nella professione. Tuttavia è il NurSind, attraverso il segretario regionale Luca Petruz, a riportare con maggiore forza l’attenzione sulle criticità strutturali del sistema.
«Accogliamo con favore il nuovo concorso, che rappresenta un’opportunità per molti professionisti e per i neo laureati»
dichiara Luca Petruz, segretario regionale NurSind Friuli Venezia Giulia
Accanto al NurSind, anche CISL FP e UIL FP esprimono una valutazione positiva sull’iniziativa, auspicando una partecipazione ampia e sottolineando il ruolo degli incentivi economici messi in campo.
Ma è ancora il sindacato delle professioni infermieristiche a spostare il focus sul nodo centrale della questione.
«Ma non possiamo ignorare che il vero problema resta l’attrattività della professione infermieristica»
«Servono condizioni di lavoro sostenibili, una reale valorizzazione professionale e la possibilità concreta di conciliare vita e lavoro»
A rafforzare ulteriormente il quadro, il NurSind Friuli Venezia Giulia rivendica anche il lavoro svolto negli ultimi anni sul fronte delle politiche attive per il reclutamento e la permanenza degli infermieri nel sistema sanitario regionale.
«Come NurSind FVG siamo stati promotori di iniziative concrete per rendere più attrattiva la professione»
spiega Luca Petruz «Abbiamo sostenuto e contribuito all’introduzione di una borsa di studio/lavoro dedicata agli studenti infermieri, che prevede un incentivo economico per chi sceglie il percorso universitario e si impegna, una volta laureato, a lavorare per almeno tre anni nel Servizio sanitario regionale del Friuli Venezia Giulia»
Un intervento mirato che punta non solo a formare nuovi professionisti, ma soprattutto a trattenerli all’interno del sistema pubblico regionale.
Parallelamente, il sindacato evidenzia i risultati ottenuti anche sul piano economico e contrattuale, grazie a un confronto costante con l’assessorato regionale alla Salute.
«Abbiamo mantenuto un dialogo costruttivo con l’assessore alla Salute, ottenendo il consolidamento e il rafforzamento di diverse indennità»
«Oltre all’indennità di Pronto Soccorso, sono stati incrementati i compensi legati alla presenza, alla pronta disponibilità e al lavoro su turni»
Un elemento concreto che incide direttamente sulle retribuzioni degli infermieri e che rappresenta un segnale importante.
«Oggi un infermiere che lavora di notte percepisce, oltre ai circa 4 euro orari previsti dal contratto nazionale, ulteriori 8 euro l’ora grazie agli incentivi aziendali e regionali, arrivando fino a 12 euro l’ora»
Un risultato che dimostra come, quando si interviene in maniera strutturale, sia possibile rendere più competitiva la professione. Ma, come ribadisce il NurSind, la leva economica da sola non basta.
«Gli incentivi sono importanti, ma devono essere accompagnati da un miglioramento reale delle condizioni di lavoro»
«Senza questi elementi, ogni intervento rischia di non produrre risultati duraturi»
Il nuovo bando si inserisce dunque in una strategia di rafforzamento degli organici, ma evidenzia al tempo stesso un limite strutturale: non basta aumentare i posti se non si riesce a rendere la professione nuovamente attrattiva.
Il rischio, sempre più concreto anche nel Friuli Venezia Giulia, è quello di un sistema che continua a cercare infermieri senza riuscire realmente a trovarli.
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