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Caserta, nuova piastra operatoria nel mirino. Il NurSind: ''Servono regole e sicurezza''

Giuseppe Provinzanodi
Giuseppe Provinzano
Pubblicato il: 07/06/2026

CampaniaNurSind dal territorio

Percorsi non definiti, procedure assenti, formazione insufficiente e forte preoccupazione tra gli operatori. Il sindacato delle professioni infermieristiche chiede un confronto urgente con l'Azienda.


di Giuseppe Provinzano

"Le nuove strutture sanitarie rappresentano spesso il volto più visibile dell'innovazione in sanità. Tuttavia, muri nuovi e tecnologie moderne non bastano da soli a garantire qualità e sicurezza. Dietro ogni inaugurazione devono esserci organizzazione, formazione, procedure e percorsi condivisi. Quando questi elementi non procedono di pari passo con l'apertura delle attività, il rischio è che le criticità emergano direttamente sul campo, con inevitabili ripercussioni sugli operatori e, soprattutto, sui pazienti.nÈ quanto sta accadendo in queste settimane all'AORN Sant'Anna e San Sebastiano di Caserta, dove l'attivazione della nuova piastra operatoria ha acceso il confronto tra professionisti sanitari e Direzione aziendale".


CASERTA, 07/06/2026 - Doveva rappresentare un importante passo avanti nell'organizzazione delle attività chirurgiche aziendali. Invece, a pochi giorni dall'avvio della nuova piastra operatoria, cresce il malcontento tra gli operatori sanitari che quotidianamente lavorano all'interno del nuovo Blocco Operatorio Chirurgico.

A raccogliere e formalizzare le numerose segnalazioni provenienti dal personale è stata la segreteria territoriale NurSind di Caserta, sindacato delle professioni infermieristiche, che nelle ultime ore ha chiesto un intervento immediato dell'Azienda e la convocazione urgente di un tavolo tecnico dedicato alle problematiche emerse.


Secondo quanto riferito dal sindacato, il nodo centrale non riguarda la realizzazione della nuova struttura, ma le modalità con cui è stata resa operativa.

Le criticità segnalate interessano infatti l'organizzazione complessiva delle attività, la mancata definizione di percorsi assistenziali formalizzati, l'assenza di procedure condivise e una formazione ritenuta insufficiente rispetto alle profonde modifiche introdotte dal nuovo assetto logistico e organizzativo.

Particolarmente sentito è il tema delle distanze e dei tempi di percorrenza interni, un aspetto che gli operatori ritengono fondamentale soprattutto nelle situazioni di emergenza, dove rapidità, coordinamento e chiarezza delle procedure rappresentano fattori determinanti.


Secondo il NurSind di Caserta, una struttura di tale complessità avrebbe richiesto una fase preparatoria più approfondita e una maggiore condivisione delle modalità operative con il personale chiamato a garantire quotidianamente l'attività assistenziale.

«Una struttura moderna rappresenta un valore aggiunto soltanto quando è accompagnata da procedure chiare, percorsi codificati e adeguata formazione degli operatori. Diversamente si rischia di scaricare sui professionisti responsabilità che dovrebbero essere affrontate a livello organizzativo e gestionale».


Le segnalazioni raccolte in questi giorni delineano un quadro caratterizzato da forte preoccupazione tra gli operatori.

Molti professionisti lamentano di essere stati chiamati a lavorare in un contesto ancora privo di riferimenti operativi definiti, senza adeguati momenti di addestramento e senza una piena condivisione delle procedure necessarie a gestire le attività all'interno del nuovo blocco operatorio.

A rendere ancora più delicata la situazione sarebbe stato il trasferimento delle attività in tempi particolarmente rapidi, con inevitabili difficoltà logistiche affrontate direttamente dal personale sanitario nel tentativo di garantire continuità assistenziale e sicurezza ai pazienti.


Il sindacato delle professioni infermieristiche evidenzia come il disagio manifestato in queste settimane non sia riconducibile a singole problematiche o a specifiche figure professionali, ma riguardi l'intero assetto organizzativo della nuova realtà operativa.

«Gli infermieri, insieme agli altri professionisti sanitari, hanno garantito continuità assistenziale e senso di responsabilità anche nelle situazioni più complesse. Tuttavia la buona volontà degli operatori non può sostituire una programmazione accurata, né colmare l'assenza di percorsi e procedure che avrebbero dovuto essere definiti prima dell'avvio delle attività».


Per la segreteria territoriale NurSind Caserta, la priorità oggi è quella di affrontare rapidamente le criticità segnalate, evitando che l'attuale situazione possa generare ulteriori disagi organizzativi e aumentare il livello di stress tra i professionisti coinvolti.

La richiesta avanzata all'Azienda è chiara: aprire immediatamente un confronto strutturato, condividere protocolli, definire percorsi certi e garantire un adeguato piano di formazione e addestramento del personale.


La vicenda riporta al centro del dibattito un tema sempre più attuale nella sanità italiana: il rapporto tra innovazione infrastrutturale e organizzazione del lavoro.

Per il sindacato, infatti, una nuova struttura può essere considerata realmente pronta soltanto quando tutti gli elementi che concorrono alla sicurezza delle cure risultano pienamente operativi e condivisi.

«Quando si parla di attività chirurgiche non possono esistere zone grigie. Ogni professionista deve sapere esattamente come operare, quali percorsi seguire e quali procedure applicare. La sicurezza dei pazienti e degli operatori non può essere affidata all'improvvisazione».

L'auspicio è che il confronto richiesto possa trasformarsi rapidamente in azioni concrete, restituendo serenità agli operatori e garantendo ai cittadini standard assistenziali all'altezza delle aspettative e delle esigenze di una moderna organizzazione sanitaria.