Avellino, NurSind vince in appello: indennità sala operatoria riconosciuta
Dalla Corte di Appello di Napoli una conferma netta: arretrati fino a 5mila euro e diritti finalmente riconosciuti per infermieri e OSS della Casa di Cura Malzoni di Avellino
di Giuseppe Provinzano
Ci sono battaglie che non fanno rumore all’inizio, ma che nel tempo costruiscono risultati destinati a lasciare un segno profondo. Sono quelle combattute con determinazione, competenza e presenza costante accanto ai lavoratori. È in questo solco che si inserisce l’ennesima affermazione del NurSind, che trasforma una rivendicazione in un principio riconosciuto dalla giustizia.
Avellino, 21/04/2026. Il pronunciamento dei giudici partenopei segna un punto fermo: l’indennità di sala operatoria deve essere riconosciuta al personale sanitario, così come previsto dall’articolo 61 del CCNL AIOP, per il periodo compreso tra il 2015 e il 2019.
Nonostante il tentativo dell’azienda di ribaltare la decisione del Tribunale di Avellino, la Corte di Appello ha confermato integralmente il diritto dei lavoratori, sancendo anche un importante risvolto economico: arretrati che possono superare i 5.000 euro per ciascun dipendente, oltre alla condanna alle spese legali.
Una vittoria concreta, ma soprattutto simbolica.
Il NurSind, protagonista della vertenza, sottolinea come questo risultato rappresenti il riconoscimento della dignità professionale di chi opera quotidianamente in contesti ad alta complessità come la sala operatoria.
A guidare questa battaglia, Romina Iannuzzi, segretario territoriale NurSind di Avellino e responsabile nazionale per la sanità privata, figura di riferimento in una vertenza che ha visto il sindacato impegnato su più livelli per garantire il rispetto dei diritti contrattuali.
“Non si tratta soltanto di somme arretrate, ma di un principio fondamentale: il lavoro svolto deve essere riconosciuto e valorizzato. Questa sentenza dimostra che la determinazione e la competenza portano risultati concreti”, evidenzia Iannuzzi.
“A chi parlava di una battaglia impossibile, oggi rispondiamo con una sentenza definitiva. Il NurSind continuerà a vigilare e a intervenire ogni volta che i diritti dei professionisti sanitari verranno messi in discussione”, prosegue.
Il valore di questa decisione supera il singolo caso. Si tratta di un precedente importante per tutta la sanità privata, dove il riconoscimento delle indennità previste dai contratti continua a rappresentare una delle principali criticità.
Il NurSind consolida così il proprio ruolo di riferimento nella tutela degli infermieri e degli operatori socio-sanitari, dimostrando che la difesa dei diritti non è solo una dichiarazione di intenti, ma un impegno quotidiano che può tradursi in risultati concreti.
“Questa è una vittoria della giustizia e del lavoro. È la dimostrazione che i diritti, quando vengono difesi con serietà, non possono essere ignorati”.
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