Caserta, scontro sulla pronta disponibilità: NurSind e Confintesa diffidano l’Azienda
Piano 2026 nel mirino: “Nessun confronto, a rischio sicurezza e organizzazione”
di Giuseppe Provinzano
"C’è una linea sottile che separa la programmazione sanitaria dalla gestione improvvisata. Quando questa linea viene superata, non è solo una questione sindacale: diventa un tema di sicurezza, di diritti e di qualità delle cure. A Caserta, questa linea sembra essere stata oltrepassata. E il NurSind ha deciso di non restare in silenzio".
Il piano contestato e la rottura del confronto
Caserta, 23/04/2026. Il nodo nasce dalla gestione del “Piano annuale di pronta disponibilità 2026 – Area Comparto”, presentato alle organizzazioni sindacali solo il 15 aprile, senza un’adeguata informativa preventiva sui criteri adottati.
Una scelta che ha portato alla rottura del dialogo e alla diffida formale inviata all’Azienda.
“La Parte Pubblica intende procedere all’approvazione del Piano in assenza di un reale confronto con le OO.SS. e senza esplicitare i criteri di programmazione”
“Diffidiamo l’Azienda dal procedere all’approvazione senza un confronto leale e concreto”
Il documento è chiaro: senza un tavolo urgente di discussione, il NurSind e Confintesa sono pronti ad attivare tutte le azioni nelle sedi competenti.
Le criticità: sicurezza delle cure e organizzazione a rischio
Ma la questione non è solo procedurale. È sostanziale.
Nelle osservazioni inviate dal NurSind emergono criticità che toccano direttamente l’assistenza, soprattutto nei reparti ad alta complessità.
Mancanza di personale OSS in aree cruciali come cardiochirurgia, terapia intensiva cardiologica e rianimazione. Una scelta che, secondo il sindacato, rischia di generare effetti a catena sull’intero sistema.
“Lo spostamento di personale da altri reparti non risolve la criticità, ma la trasferisce, creando scoperture assistenziali”
Non solo. Il modello organizzativo previsto per gli infermieri appare insufficiente rispetto ai livelli di complessità.
“L’organizzazione della pronta disponibilità non può essere rimessa a valutazioni contingenti: servono modelli strutturati e preventivi”
Il NurSind propone una revisione concreta: due infermieri in servizio attivo e uno in pronta disponibilità nelle unità più critiche, oltre a una redistribuzione equilibrata delle risorse.
Disomogeneità e mancanza di criteri
Altro punto centrale riguarda la distribuzione delle risorse, giudicata incoerente e non proporzionata alla complessità assistenziale.
“Si rileva una evidente disomogeneità: reparti ad alta complessità con un solo infermiere reperibile, mentre in altre unità sono previste più risorse”
A mancare, secondo il sindacato, è soprattutto la trasparenza.
“Non risultano indicati i criteri utilizzati per la pianificazione, compromettendo verificabilità e coerenza delle scelte”
Un’accusa pesante, che chiama in causa direttamente la governance aziendale.
Il verbale della riunione: posizioni distanti
Dal verbale della delegazione trattante emerge un clima tutt’altro che disteso.
Durante l’incontro, il rappresentante NurSind ha posto anche il tema delle pause e del recupero psicofisico, evidenziando criticità organizzative e normative.
Allo stesso tempo, l’Azienda ha lasciato intendere la volontà di procedere comunque all’approvazione del piano, anche in assenza di un accordo pieno, sottolineando esigenze organizzative e tempi stretti legati alla programmazione.
Uno scenario che conferma una distanza ancora ampia tra le parti.
Il ruolo del NurSind: presidio e proposta
In questo contesto, il NurSind non si limita alla denuncia ma avanza proposte concrete, ponendosi come interlocutore tecnico oltre che sindacale.
La richiesta è chiara: rivedere il piano, garantire equità nella distribuzione delle risorse e soprattutto mettere al centro la sicurezza delle cure.
“Serve una revisione complessiva del piano, con criteri chiari, trasparenti e coerenti con i reali fabbisogni assistenziali”
Conclusione
La partita sulla pronta disponibilità 2026 a Caserta è tutt’altro che chiusa.
Da un lato un’Azienda che punta ad accelerare i tempi, dall’altro un NurSind che alza il livello dello scontro per difendere non solo i lavoratori, ma l’intero sistema assistenziale.
Perché, come spesso accade, dietro un piano organizzativo si nasconde qualcosa di più: la qualità della sanità che arriva ai cittadini.
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