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Carceri di Rovigo, il NurSind denuncia: infermieri tra stress e criticità

Giuseppe Provinzanodi
Giuseppe Provinzano
Pubblicato il: 23/04/2026

NurSind dal territorioVeneto

La segreteria territoriale accende i riflettori sulle condizioni nei due istituti penitenziari: carenze organizzative, sicurezza e assistenza sanitaria sotto pressione


di Giuseppe Provinzano

"C’è una sanità silenziosa, spesso invisibile, che opera dietro le mura degli istituti penitenziari. È qui che si misura davvero la tenuta del sistema, tra sicurezza, diritti e condizioni di lavoro estreme. E quando a parlare sono gli infermieri, attraverso il NurSind, il quadro che emerge non può essere ignorato".


Rovigo, 23/04/2026. È una denuncia forte e circostanziata quella avanzata dalla segreteria territoriale NurSind di Rovigo, che ha formalmente richiesto un confronto urgente con i vertici dell’Ulss 5 Polesana per affrontare le criticità che investono il personale infermieristico impiegato nelle strutture carcerarie del territorio, sia quella per adulti che il recente istituto minorile.

Il quadro descritto è quello di una situazione che si trascina da mesi e che oggi appare sempre più difficile da sostenere. Gli infermieri operano in un contesto definito disagevole, complesso e fortemente demotivante, dove le problematiche organizzative si intrecciano con disfunzioni pratiche e carenze strutturali.

«La situazione si protrae da troppo tempo ed è diventata difficile, disagevole e fortemente demotivante per il personale infermieristico»

Uno dei nodi principali riguarda l’assetto organizzativo introdotto con l’attivazione del carcere minorile. La scelta di impiegare gli infermieri in rotazione tra le due strutture viene considerata una soluzione temporanea, ma non sostenibile nel lungo periodo. Il sindacato evidenzia la necessità di personale dedicato, capace di garantire continuità assistenziale e maggiore sicurezza operativa.

«La rotazione può essere tollerabile solo temporaneamente, ma non rappresenta una soluzione stabile: servono operatori dedicati al minorile»

A pesare è anche l’assenza di un presidio sanitario autonomo nel carcere minorile, con conseguente trasferimento di personale e farmaci dalla struttura per adulti. Una dinamica che rischia di compromettere l’efficacia dell’assistenza e di aumentare ulteriormente il carico di lavoro.

Non meno rilevanti le criticità legate alla quotidianità lavorativa. Dalle difficoltà logistiche, come la carenza di parcheggi e le sanzioni elevate nonostante promesse di agevolazioni, fino a limitazioni che incidono persino sulla gestione delle pause, contribuendo ad alimentare un clima di crescente malcontento.

«Invece delle soluzioni promesse, sono arrivate multe. Una situazione che alimenta ulteriormente il disagio del personale»

Il tema della sicurezza emerge con forza, soprattutto alla luce dei recenti episodi di tensione all’interno del carcere minorile. Secondo il NurSind, tali eventi hanno evidenziato in maniera inequivocabile criticità strutturali e organizzative che non possono più essere sottovalutate.

«La recente rivolta ha messo in luce problematiche strutturali e organizzative che non possono essere ignorate»

A completare il quadro, l’aspetto forse più preoccupante: le condizioni psicologiche degli operatori. Il livello di stress viene descritto come elevato, in un ambiente lavorativo sempre più teso, dove cresce il numero di infermieri che chiedono il trasferimento ad altri servizi.

«I livelli di stress sono ormai elevati e il clima lavorativo sempre più teso: cresce la richiesta di trasferimento»

Una situazione che rischia di compromettere non solo il benessere degli operatori, ma anche la qualità dell’assistenza sanitaria garantita ai detenuti.

Per questo, la segreteria territoriale NurSind di Rovigo ribadisce con forza la necessità di un intervento immediato da parte dell’azienda sanitaria, chiedendo un incontro urgente per individuare soluzioni concrete e restituire dignità e sicurezza al lavoro infermieristico in ambito penitenziario.