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ASL Caserta, NurSind boccia il ''Centro prime cure'': Scelta fuori dal DM 77

Giuseppe Provinzanodi
Giuseppe Provinzano
Pubblicato il: 25/04/2026

CampaniaNurSind dal territorio

Dura presa di posizione del sindacato: modello non previsto dalla riforma territoriale, rischio caos organizzativo e mancato coinvolgimento delle parti sociali


di Giuseppe Provinzano

"Quando le riforme vengono piegate alle emergenze, il rischio è quello di perdere la direzione. E nella sanità italiana, dove il territorio dovrebbe finalmente diventare il fulcro dell’assistenza, ogni deviazione pesa il doppio. È su questo terreno che il NurSind torna a farsi sentire con forza".


Caserta, 25/04/2026, È una presa di posizione netta e senza margini di ambiguità quella firmata da Antonio Eliseo, segretario territoriale del NurSind Caserta, che interviene sulla delibera n. 418 del 16 aprile 2026 con cui l’ASL ha previsto l’attivazione di un “Centro prime cure” presso il P.O. Melorio.

Per il sindacato, non si tratta di una semplice scelta organizzativa, ma di una decisione che rischia di collocarsi fuori dal perimetro normativo tracciato dal DM 77, il decreto che ha ridefinito l’assetto della sanità territoriale in Italia.

«I centri prime cure non risultano né contemplati né normati nel DM 77»

Il punto sollevato da Eliseo è sostanziale. Il decreto ministeriale ha individuato modelli chiari, finanziati dal PNRR e costruiti su standard precisi, con l’obiettivo di superare definitivamente una sanità frammentata e reattiva. L’introduzione di strutture non previste rischia, secondo il NurSind, di generare disomogeneità e confusione.

«Si rischia di creare modelli difformi rispetto a quanto previsto, senza un chiaro inquadramento giuridico e organizzativo»

Nel mirino anche l’efficacia reale del provvedimento. L’idea di alleggerire i pronto soccorso attraverso una struttura intermedia viene considerata dal sindacato una risposta debole, incapace di incidere sulle cause profonde del sovraffollamento.

«Una soluzione tampone, inefficace e inefficiente, che non risolve il problema ma lo sposta»

Per Eliseo, il rischio più concreto è quello di riproporre, sotto altra forma, un modello ospedalocentrico che la riforma intendeva superare.

«Collocare queste strutture in ambito ospedaliero significa trasformarle in una estensione del pronto soccorso»

Una visione che contrasta apertamente con il cambio di paradigma previsto dal DM 77, orientato invece verso una presa in carico territoriale, integrata e multiprofessionale.

In questo scenario, il NurSind rilancia il ruolo degli infermieri, indicando negli ambulatori infermieristici una risposta più coerente, moderna e sostenibile.

«Le urgenze minori possono essere gestite attraverso gli ambulatori infermieristici, valorizzando le competenze avanzate della professione»

Ma la critica non si ferma al merito della delibera. Il segretario territoriale denuncia anche il metodo, sottolineando come il sindacato sia stato completamente escluso dal processo decisionale.

«Venire a conoscenza di queste scelte dalla stampa locale dà la misura della considerazione riservata alle organizzazioni sindacali»

Un passaggio che apre un tema più ampio, quello delle relazioni sindacali all’interno dell’azienda sanitaria, che secondo il NurSind risultano sempre più marginalizzate.

«Il principio del confronto previsto dal CCNL resta, ancora una volta, disapplicato»

Infine, Eliseo richiama anche l’attenzione sulla trasparenza amministrativa, evidenziando l’assenza degli allegati richiamati nella delibera.

La richiesta è chiara: un riscontro rapido da parte della Direzione Strategica e, soprattutto, l’apertura di un confronto vero su scelte che incidono direttamente su lavoratori e cittadini.

Per il NurSind Caserta, la posta in gioco è alta. Non si tratta solo di organizzare un servizio, ma di decidere quale modello di sanità costruire per il futuro.