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Infermieri demansionati a Taormina, il NurSind vince: condannata l’Asp di Messina

Giuseppe Provinzanodi
Giuseppe Provinzano
Pubblicato il: 05/06/2026

NurSind dal territorioSicilia

Sette professionisti risarciti per l’impiego sistematico in mansioni non infermieristiche. Condannata l’Asp di Messina.


di Giuseppe Provinzano

Ci sono sentenze che vanno oltre il singolo contenzioso e diventano un punto di riferimento per l’intera professione. È il caso della decisione con cui il Tribunale del Lavoro di Messina ha riconosciuto il demansionamento di sette infermieri in servizio presso il reparto di Anestesia e Rianimazione dell’ospedale di Taormina. Una pronuncia che riporta al centro un tema spesso denunciato dal NurSind: l’utilizzo improprio degli infermieri per sopperire alle carenze di personale di supporto, con conseguenze pesanti sulla qualità dell’assistenza, sulla valorizzazione delle competenze professionali e sulla dignità dei lavoratori.


Infermieri utilizzati come OSS: il Tribunale dà ragione ai lavoratori

MESSINA, 05/06/2026 - Una sentenza destinata a far discutere e che potrebbe aprire la strada ad altre analoghe iniziative giudiziarie nel panorama sanitario siciliano e nazionale. Il Giudice del Lavoro del Tribunale di Messina ha infatti condannato l’Asp di Messina per il demansionamento di sette infermieri dell’Unità Operativa di Anestesia e Rianimazione dell’ospedale di Taormina, riconoscendo la sistematica assegnazione di attività estranee al profilo professionale infermieristico.

I professionisti sanitari, sostenuti dal NurSind e assistiti dall’avvocato Bernardo Campo, avevano denunciato una situazione che si protraeva da anni e che li vedeva impiegati in maniera continuativa in attività tipicamente attribuibili agli operatori socio-sanitari, a causa della persistente carenza di personale di supporto all’interno della struttura.

Secondo quanto emerso nel corso del procedimento, gli infermieri sarebbero stati costretti a dedicare gran parte del proprio tempo lavorativo a compiti alberghieri, assistenziali e logistici, sottraendo energie e competenze alle attività cliniche e assistenziali proprie della professione.

«Questa sentenza conferma ciò che il NurSind denuncia da tempo: le carenze di organico non possono essere scaricate sugli infermieri attraverso un utilizzo improprio delle loro competenze professionali. La professione infermieristica deve essere rispettata e valorizzata, non svuotata delle proprie funzioni specialistiche.»

Riconosciuto il danno professionale ed economico

Il Tribunale ha accertato che le mansioni inferiori non venivano svolte in maniera occasionale o residuale, bensì in modo continuativo, prevalente e strutturale, determinando un concreto svuotamento delle funzioni infermieristiche.

Nella motivazione della sentenza viene evidenziato come tale situazione abbia provocato un significativo pregiudizio professionale, impedendo ai lavoratori di esercitare pienamente le competenze specialistiche acquisite nel proprio percorso formativo e lavorativo.

Particolarmente rilevante il riconoscimento del danno subito dai ricorrenti. Il giudice ha infatti disposto un risarcimento quantificato nel 20% della retribuzione percepita per tutto il periodo interessato, dalla presa di servizio fino al deposito del ricorso, per una cifra complessiva che viene stimata tra i 300 e i 400 mila euro.

«Non è accettabile che professionisti altamente qualificati vengano sistematicamente impiegati per colmare vuoti organizzativi derivanti dalla mancata programmazione del personale. Questa decisione restituisce dignità agli infermieri coinvolti e rappresenta un importante precedente per tutta la categoria.»

Un segnale per tutta la sanità

La pronuncia del Tribunale di Messina arriva in un momento particolarmente delicato per il sistema sanitario pubblico, caratterizzato da diffuse carenze di personale infermieristico e OSS. Proprio tali criticità organizzative, secondo il NurSind, non possono però tradursi nella mortificazione delle competenze professionali o nella sistematica assegnazione di mansioni inferiori rispetto a quelle previste dall’ordinamento professionale.

La sentenza dell’ospedale di Taormina rappresenta dunque un richiamo forte alle aziende sanitarie affinché garantiscano una corretta organizzazione del lavoro e il rispetto dei profili professionali, riconoscendo agli infermieri il ruolo centrale che rivestono nell’assistenza ai pazienti e nella sicurezza delle cure.

Per il NurSind si tratta di una vittoria che assume un valore simbolico e concreto allo stesso tempo: un precedente importante che riafferma il principio secondo cui le competenze infermieristiche non possono essere disperse o sostituite per compensare carenze strutturali del sistema.