Iscriviti alla newsletter

San Vasco da Zocca

Andrea Tirottodi
Andrea Tirotto
Pubblicato il: 14/06/2026

Punto di VistaSatira

Se il 12 Maggio, data di nascita dell’infermiera per eccellenza, Florence Nightingale, è la festa internazionale degli infermieri, è possibile che presto, almeno in Sardegna, un’altra data passi alla storia e abbia una valenza pari a quella del 14 agosto per i Sassaresi, la Faraddha di li Candareri (discesa dei Candelieri), data dello scioglimento del voto alla Madonna dell’Assunta per la liberazione della città dalla peste.

Stiamo parlando del 7 febbraio 1952 data di nascita di un illustrissimo connazionale.

Ma prima di svelarne il nome, lasciatemi introdurre il retroscena che giustificherebbe la beatificazione in vita a miracolo ancoro in corso.

Tutto nasce dall’atavico problema di maxi afflusso al pronto soccorso della più grande realtà ospedaliera del nord Sardegna. Un fiume inarrestabile di pazienti che si trasforma in valanga di corpi e ricoveri extra soglia in un numero che si fa fatica a contare e che trasforma in giacigli corridoi, ripostigli, medicazioni, sottoscala, tra poco cucinette di reparto e che insidia anche il tradizionale letto del medico di guardia.

Uno tzunami apparentemente privo di soluzioni che ha prodotto piani e piani operativi, al più inapplicabili per via del solo elemento che rende tutto vano: la mancanza di posti letto per cronicità e bassa complessità che solo l’apertura degli ospedali di comunità potrebbe in parte risolvere. Peccato che non ci sia il personale per aprirli e che tanti bei proclami rischino di rimanere tali.

Un sovraffollamento che è consuetudine di ogni singolo giorno che strema il personale e lo mette in ginocchio a pregare qualcuno che ponga fine a quello che ormai non è più un pericolo ma una esplosione vulcanica in atto con di colata lavica che spazza via anche le residuali forze.

Di fronte all’emergenza, alla crisi, alle difficoltà, gli infermieri non hanno mai aspettato un miracolo il 12 maggio ma si sono sempre ripiegati le maniche e messi sotto a lavorare fino all’esaurimento, votati all’unico santo che si sia veramente sempre preso cura di loro: Sant’Arrangiati.

Ma poi succede qualcosa, qualcosa di straordinario, imprevisto, impensabile: poche righe contenute in un documento che squarciano il velo dell’oscurità e della fatica e come un raggio di sole dopo una tempesta, illuminano una via di soluzioni e di speranza. Un raggio di luce che non piove dal cielo che non viene dal sole, tutt’altro. Viene da dove meno te lo aspetti a dimostrazione che il canto di belle parole può essere davvero di consolazione e conforto e come in questo caso, risolutivo di problemi tanto enormi quanto concreti.

Il documento elenca:

  1. sospensione dei ricoveri programmati in elezione;

  2. dimissioni tempestive e facilitate in particolare:

  • nel fine settimana;

  • attivazione e potenziamento fast track;

  • tempestività consulenze in pronto soccorso;

  • puntuale utilizzo rampa dimissioni;

  • operatività discharge room,

ed altre cose a seguire.

Tutto questo per: un possibile incremento di accessi in pronto soccorso con potenziale rischio di sovraffollamento.

E da cosa deriverebbe mai questo rischio che che si auspica perpetuo nelle corsie più affollate, se davvero può fare il miracolo di svuotarle almeno dalle barelle?

Radio Corsia già titola: Vasco fa il miracolo delle barelle.

Si, avete letto bene, il rischio che ha prodotto cotanta procedura che dovrebbe essere quotidiana perché quotidiana è l’emergenza, ha un nome e cognome e si chiama appunto Vasco Rossi, in concerto per due date consecutive a Olbia.

I report dei bad manager diranno se il miracolo sia avvenuto o meno, se effettivamente le corsie si saranno in parte alleggerite o meno grazie alla pianificazione. La qual cosa dimostrerebbe che il governo dei flussi è possibile anche senza ospedali di comunità aperti, se si vuole. Vi ricordate il covid? Vi ricordate le corsie degli ospedali vuote?

Ad ogni modo Vasco Rossi può già contare su un nuovo esercito di fedeli che da oggi prenderanno a venerarlo nel giorno della sua nascita: 7 febbraio, San Vasco da Zocca, protettore degli infermieri di corsia sovraffollata.