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ASL 1 Abruzzo, NurSind: ''Pediatria depauperata e lavoratori senza tutele''

Giuseppe Provinzanodi
Giuseppe Provinzano
Pubblicato il: 03/07/2026

AbruzzoNurSind dal territorio

Il sindacato denuncia una gestione definita emergenziale e senza programmazione: sotto accusa gli spostamenti di personale, le criticità nelle Case di Comunità e il mancato rispetto dei diritti contrattuali.


di Giuseppe Provinzano

"La sanità molisana continua a fare i conti con una carenza di personale che, secondo le organizzazioni sindacali, non rappresenta più un'emergenza occasionale ma una criticità strutturale destinata a compromettere qualità dell'assistenza, sicurezza delle cure e condizioni di lavoro degli operatori. Al centro del confronto con l'Asrem c'è ancora una volta il tema degli organici insufficienti, con reparti che operano al di sotto del contingente minimo e professionisti costretti a sostenere carichi di lavoro sempre più gravosi. Il NurSind torna così a chiedere risposte immediate e interventi concreti, annunciando iniziative sindacali qualora gli impegni assunti dall'azienda non dovessero tradursi in fatti".


 

L'AQUILA, 03/07/2026 - La situazione organizzativa all'interno della ASL 1 Abruzzo torna al centro del confronto sindacale. A sollevare l'allarme è il NurSind L'Aquila, che parla apertamente di una gestione caratterizzata da interventi emergenziali, trasferimenti di personale privi di una reale programmazione e scelte che starebbero aggravando le condizioni operative di numerosi reparti ospedalieri.

Al centro della denuncia del sindacato vi è la Pediatria del Presidio Ospedaliero di Avezzano, indicata come uno dei servizi maggiormente penalizzati da una politica di redistribuzione delle risorse umane che, anziché risolvere le criticità esistenti, finirebbe per spostarle da un'unità operativa all'altra.

Secondo il NurSind, la sottrazione di personale infermieristico dalla Chirurgia Vascolare verso il territorio avrebbe determinato un effetto domino culminato nel trasferimento di un'infermiera dalla Pediatria per compensare le carenze generate altrove. Una dinamica che, per l'organizzazione sindacale, rappresenta l'ennesima dimostrazione di una gestione priva di una visione complessiva e incapace di affrontare in maniera strutturale la cronica carenza di organico.

«Non è più tollerabile assistere a un continuo spostamento di professionisti da un reparto all'altro come soluzione temporanea a problemi che sono ormai strutturali. Si impoveriscono servizi fondamentali, si indebolisce il lavoro d'équipe e si scaricano sulle spalle degli operatori le conseguenze di una programmazione insufficiente», evidenzia il Segretario Territoriale NurSind L'Aquila, Antonio Santilli.

Nel mirino del sindacato finisce anche la distribuzione del personale presso le Case di Comunità. Mentre reparti ospedalieri strategici continuerebbero a operare in condizioni di forte sofferenza, il NurSind denuncia la presenza di professionisti assegnati a strutture che, in molti casi, non avrebbero ancora raggiunto una piena funzionalità o risulterebbero prive dei requisiti necessari per esprimere concretamente il proprio potenziale assistenziale.

Una situazione che, secondo l'organizzazione sindacale, genera un evidente squilibrio nell'utilizzo delle risorse disponibili, aggravando ulteriormente le difficoltà dei reparti dedicati all'emergenza e alla degenza ordinaria.

Le criticità, tuttavia, non riguardano esclusivamente l'organizzazione dei servizi. Il NurSind punta il dito anche contro il mancato rispetto di alcuni diritti fondamentali dei lavoratori, denunciando problematiche che interesserebbero la pianificazione dei riposi, la fruizione delle ferie e l'utilizzo di turnazioni particolarmente gravose.

«Il personale infermieristico è sottoposto a un livello di pressione ormai insostenibile. Doppie notti, difficoltà nella concessione dei riposi, ferie rinviate e richieste di modifica dei permessi previsti dalla Legge 104 rappresentano situazioni che non possono diventare prassi ordinaria. La tutela della salute dei professionisti coincide con la tutela della sicurezza dei pazienti», sottolinea ancora Antonio Santilli.

Il sindacato riferisce di aver formalmente diffidato la Dirigenza delle Professioni Sanitarie e la Direzione Aziendale dal proseguire con provvedimenti definiti emergenziali, chiedendo il reintegro del personale sottratto alla Pediatria e alla Chirurgia Vascolare dell'ospedale di Avezzano, una ricognizione urgente delle assegnazioni presso le Case di Comunità ancora non pienamente operative e il rispetto delle prerogative contrattuali e normative del personale.

Il NurSind avverte che, in assenza di risposte concrete e immediate, saranno attivate tutte le iniziative sindacali e legali consentite, senza escludere il ricorso allo stato di agitazione del personale, ritenuto ormai una possibilità concreta davanti a una situazione che il sindacato giudica non più sostenibile.