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Dialisi di Sarzana, NurSind chiama ANED: ''Tre anni senza climatizzazione sono inaccettabili''

Giuseppe Provinzanodi
Giuseppe Provinzano
Pubblicato il: 11/07/2026

LiguriaNurSind dal territorio

L'organizzazione sindacale della Spezia denuncia una criticità che si trascina dal 2023 e chiede l'intervento dell'associazione nazionale dei pazienti: "A rischio il benessere di operatori e persone in trattamento dialitico".


di Giuseppe Provinzano

"La tutela della sicurezza nei luoghi di cura passa anche dalla qualità degli ambienti in cui vengono assistiti i pazienti più fragili. Quando una criticità strutturale si prolunga nel tempo senza trovare una soluzione definitiva, il problema non riguarda più soltanto l'organizzazione del lavoro, ma investe direttamente il diritto a ricevere cure in condizioni adeguate. È su questo terreno che il NurSind La Spezia torna a puntare i riflettori sulla Dialisi dell'ospedale di Sarzana, chiedendo il coinvolgimento di ANED affinché la vicenda trovi finalmente una risposta concreta".


Dialisi di Sarzana, il NurSind chiama ANED: "Tre anni di attese, ora basta"

SARZANA, 11/07/2026 - Continua la battaglia del NurSind La Spezia per riportare l'attenzione sulle condizioni ambientali del Centro Dialisi dell'ospedale di Sarzana. Secondo quanto denunciato dalla segreteria territoriale guidata da Assunta Chiocca, il reparto convivrebbe ormai da oltre tre anni con un impianto di climatizzazione e riscaldamento che non è mai stato definitivamente ripristinato, nonostante le ripetute segnalazioni e i numerosi interventi tecnici eseguiti nel tempo.

Il sindacato, prendendo atto delle recenti dichiarazioni diffuse da ATS 5, ha deciso di rivolgersi pubblicamente ad ANED – Associazione Nazionale Emodializzati, Dialisi e Trapianto, chiedendo un intervento di vigilanza nell'interesse dei pazienti e degli operatori sanitari.

Secondo quanto riferito dal NurSind, dei sei diffusori dell'impianto presenti nell'area interessata, soltanto due sarebbero oggi realmente funzionanti, una situazione che, unita alle ampie superfici vetrate esposte al sole per gran parte della giornata e al calore sviluppato dalle apparecchiature dialitiche, trasformerebbe il reparto in un ambiente particolarmente difficile da sopportare durante i mesi estivi.

Le conseguenze, evidenzia l'organizzazione sindacale, non ricadrebbero esclusivamente sugli operatori, ma interesserebbero soprattutto i pazienti sottoposti ai trattamenti emodialitici, costretti a permanere per diverse ore all'interno del reparto.

"Parliamo di persone particolarmente fragili che, durante le sedute dialitiche, possono andare incontro a episodi di ipotensione e malesseri aggravati dalle elevate temperature. Alcuni pazienti ci hanno perfino manifestato l'intenzione di trasferire il proprio percorso terapeutico presso altri centri, ritenendo non più accettabili le condizioni ambientali in cui ricevono una terapia salvavita",

sottolinea il NurSind La Spezia.

La segreteria territoriale evidenzia come anche infermieri e operatori socio-sanitari siano costretti quotidianamente a lavorare in condizioni climatiche ritenute ormai insostenibili, con inevitabili ripercussioni sul benessere del personale e sull'organizzazione dell'assistenza.

Il sindacato ricorda che la criticità non rappresenta un episodio isolato, ma una problematica che si trascina da anni. Gli interventi effettuati sull'impianto avrebbero consentito soltanto ripristini temporanei, senza mai eliminare definitivamente il guasto.

"È difficile comprendere come un reparto inaugurato nel 2018 possa convivere per oltre tre anni con una criticità impiantistica mai definitivamente risolta. Ogni intervento sembra risolvere il problema solo per pochi giorni, dopodiché tutto torna come prima. Nel frattempo il reparto continua a non garantire un adeguato raffrescamento durante l'estate né un corretto riscaldamento nei mesi invernali",

evidenzia Assunta Chiocca, segretaria territoriale del NurSind La Spezia.

Per questo motivo il sindacato ha deciso di coinvolgere direttamente ANED, storica associazione impegnata nella tutela delle persone affette da malattia renale cronica, affinché possa contribuire a mantenere alta l'attenzione sulla vicenda.

"Chiediamo l'autorevole supporto di ANED affinché venga finalmente individuato e sostituito quel "pezzo mancante" che, secondo quanto viene riferito dagli stessi operatori, impedirebbe ormai da oltre tre anni il corretto funzionamento dell'impianto. Una soluzione definitiva non è più rinviabile: riguarda la sicurezza, la dignità del lavoro e soprattutto la tutela dei pazienti",

conclude Assunta Chiocca.

Con il coinvolgimento di ANED, il NurSind La Spezia punta ora ad ampliare l'attenzione su una vicenda che, secondo il sindacato, non riguarda esclusivamente il malfunzionamento di un impianto, ma investe il diritto dei pazienti a ricevere cure in ambienti sicuri e quello degli operatori sanitari a svolgere la propria attività in condizioni adeguate. Dopo oltre tre anni di interventi ritenuti non risolutivi, l'auspicio è che il confronto possa finalmente tradursi in un'azione concreta e definitiva, restituendo al Centro Dialisi di Sarzana standard ambientali compatibili con la qualità dell'assistenza che una struttura sanitaria è chiamata a garantire.