Schillaci chiede più fondi per il SSN: focus su assunzioni e stipendi
Il ministro della Salute Orazio Schillaci rilancia il tema del finanziamento del Servizio sanitario nazionale e annuncia un nuovo confronto con il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti per chiedere un incremento delle risorse destinate al Fondo sanitario. La dichiarazione, rilasciata al Sole 24 Ore, è chiara: “vedrò il ministro Giorgetti a fine luglio e chiederò di aumentare la dote del Fondo sanitario come è sempre accaduto”.
La presa di posizione si inserisce nel dibattito, mai sopito, sulla tenuta economica della sanità pubblica italiana. Il richiamo all’aumento della “dote” del Fondo sanitario segnala la volontà del ministero di ottenere margini aggiuntivi per affrontare le criticità più urgenti del sistema, a partire dal personale. Nelle intenzioni del ministro, infatti, le risorse aggiuntive dovrebbero servire soprattutto per nuove assunzioni e per il miglioramento delle retribuzioni dei professionisti sanitari.
Il punto centrale è che la richiesta di Schillaci non equivale a una decisione già presa, ma a un passaggio negoziale fondamentale in vista della prossima manovra. Il confronto con il Mef sarà decisivo per capire se e in quale misura il Fondo sanitario nazionale potrà essere rafforzato. In un quadro di finanza pubblica vincolata, ogni incremento di spesa sanitaria deve fare i conti con gli equilibri generali del bilancio dello Stato.
La dichiarazione del ministro conferma tuttavia una consapevolezza ormai diffusa anche nel dibattito istituzionale: senza investimenti aggiuntivi nel personale e senza una maggiore capacità di attrazione per medici, infermieri e altri professionisti, la sanità pubblica rischia di continuare a lavorare in condizioni di forte sofferenza. Il tema non riguarda soltanto il recupero di risorse, ma la sostenibilità complessiva del Servizio sanitario nazionale, la qualità dell’assistenza e la capacità di rispondere ai bisogni di salute della popolazione.
In questo senso, le parole di Schillaci hanno un significato politico preciso. Da un lato confermano la richiesta al Ministero dell’Economia di non comprimere ulteriormente il Fondo sanitario; dall’altro spostano l’attenzione sulla necessità di usare eventuali incrementi per rafforzare il capitale umano del SSN, che resta il vero punto critico del sistema. Il confronto di fine luglio sarà quindi un passaggio utile per capire quanto spazio reale ci sia per trasformare la promessa di maggiori risorse in una scelta concreta.
Bisognerebbe ricordare al Ministro che la dote economica per il rinnovo del contratto del comparto è già definita e non risponde nemmeno per un po’ all’intenzione di “aumentare gli stipendi”, almeno per come intenderebbero questo aumento i professionisti sanitari.
La data di fine luglio per aumentare la quota economica da mettere sul tavolo della trattativa in corso all’Aran è decisamente lontana. Riuscirà Schillaci a mantenere la promessa e spillare dalla borsa di Giorgetti una quota finanziaria sostanziosa da mettere in trattativa prima che questa si concluda?
Staremo a vedere
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