ASL Latina, NurSind: ''Acqua gratuita negli ospedali per lavoratori, pazienti e visitatori''
Il sindacato delle professioni infermieristiche chiede erogatori di acqua potabile nelle strutture aziendali: "Salute, sicurezza e dignità"
di Giuseppe Provinzano
"Un bicchiere d’acqua può sembrare un dettaglio. Ma dentro un ospedale, soprattutto nei mesi più caldi, diventa anche una questione di salute, benessere sul lavoro e attenzione verso chi trascorre ore in reparto o in una sala d’attesa.
È da questa considerazione che prende le mosse l'iniziativa del NurSind Latina, che porta all'attenzione dell'ASL una proposta concreta: installare progressivamente erogatori gratuiti di acqua potabile, naturale e refrigerata, nelle strutture ospedaliere, territoriali e amministrative.
Una richiesta che guarda agli operatori sanitari, ma anche ai pazienti, ai familiari e ai visitatori, mettendo insieme tutela dei lavoratori, umanizzazione dell'assistenza e sostenibilità ambientale".
NurSind all'ASL Latina: erogatori gratuiti nelle strutture sanitarie
LATINA, 08/08/2026 - Garantire un accesso semplice e immediato all'acqua potabile nelle strutture dell'ASL di Latina. È la proposta avanzata dal NurSind Latina, che ha chiesto all'Azienda sanitaria di valutare l'avvio di un programma per l'installazione di erogatori gratuiti destinati non soltanto al personale dipendente, ma anche a pazienti e visitatori.
L'iniziativa è stata formalizzata dalla Segreteria provinciale del sindacato delle professioni infermieristiche, guidata dal segretario provinciale Giovanni Santucci, con una nota indirizzata alla Direzione generale e agli organismi aziendali interessati.
«Chiediamo che l'Azienda avvii un programma per rendere disponibile gratuitamente acqua potabile, naturale e refrigerata, nei presidi ospedalieri, territoriali e amministrativi, a beneficio dei lavoratori e dell'utenza».
Alla base della proposta c'è innanzitutto il tema della tutela della salute e della sicurezza sul lavoro. Il NurSind richiama la normativa che prevede la disponibilità di acqua sufficiente per i lavoratori e sottolinea come gli erogatori possano rappresentare una soluzione organizzativa moderna e facilmente accessibile.
Il problema assume un peso ancora maggiore durante l'estate. Temperature elevate, turni prolungati, carichi assistenziali importanti e utilizzo continuativo dei dispositivi di protezione possono aumentare il rischio di affaticamento e disidratazione per chi opera quotidianamente nei servizi sanitari.
«La disponibilità immediata di acqua potabile assume particolare importanza nella prevenzione dei rischi legati allo stress termico, alla disidratazione e alle condizioni microclimatiche sfavorevoli, soprattutto nei periodi di maggiore caldo».
La proposta del NurSind, tuttavia, non riguarda esclusivamente i dipendenti.
Il sindacato allarga infatti l'attenzione a chi ogni giorno frequenta gli ospedali e le strutture territoriali: pazienti, familiari, caregiver e visitatori che possono essere costretti a trascorrere diverse ore nei Pronto Soccorso, negli ambulatori, nei reparti o nelle sale d'attesa.
Per queste persone poter disporre gratuitamente di acqua significa rispondere a un bisogno elementare, evitando che l'unica alternativa sia acquistare bottiglie confezionate. Una necessità che diventa ancora più evidente quando si parla di anziani, bambini, donne in gravidanza e persone fragili.
«Garantire un accesso semplice e gratuito all'acqua potabile significa assicurare un bisogno primario della persona e rendere le strutture sanitarie più attente alle esigenze concrete di chi vi accede».
C'è poi il capitolo ambientale. Secondo il NurSind, l'introduzione degli erogatori potrebbe favorire l'utilizzo delle borracce riutilizzabili e contribuire alla riduzione delle bottiglie di plastica monouso e della quantità di rifiuti prodotti.
Una scelta che il sindacato considera coerente con una sanità chiamata non soltanto a curare, ma anche a sviluppare modelli organizzativi più sostenibili.
La richiesta non si limita, però, a una dichiarazione d'intenti. NurSind Latina chiede all'ASL di avviare uno studio di fattibilità tecnico-economica per programmare l'installazione progressiva degli erogatori nelle principali strutture aziendali.
Particolare attenzione dovrebbe essere riservata ai luoghi caratterizzati dalla maggiore presenza di personale e utenza: reparti, Pronto Soccorso, sale d'attesa, poliambulatori, sedi amministrative e spazi destinati ai dipendenti.
«Chiediamo che venga avviato con la massima sollecitudine uno studio di fattibilità tecnico-economica per arrivare progressivamente all'installazione degli erogatori nelle principali sedi dell'ASL».
Per il sindacato il progetto dovrebbe essere costruito coinvolgendo il Servizio di Prevenzione e Protezione, il Medico Competente, gli uffici tecnici aziendali e le rappresentanze dei lavoratori, così da individuare soluzioni sostenibili dal punto di vista organizzativo, igienico-sanitario ed economico.
Il NurSind chiede inoltre che la proposta venga inserita all'ordine del giorno del primo confronto sindacale utile, in modo da discutere concretamente tempi, modalità e priorità dell'eventuale intervento.
Una proposta apparentemente semplice che porta al centro una questione altrettanto semplice: in un luogo dedicato alla tutela della salute, l'accesso all'acqua potabile dovrebbe essere facile, immediato e alla portata di tutti.
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