Molise, sciopero della sanità il 7 settembre. NurSind, CISL FP e FIALS: ''Organici al collasso''
Dopo il fallimento della conciliazione, i sindacati proclamano 24 ore di sciopero all’ASReM: "Ferie, riposi e diritti sacrificati per tenere in piedi i servizi"
di Giuseppe Provinzano
Quando un sistema sanitario riesce a garantire l’assistenza soltanto chiedendo ai lavoratori di rinunciare sistematicamente a ferie, riposi e recuperi, la carenza di personale smette di essere una semplice difficoltà organizzativa e diventa un problema strutturale. È questo il quadro denunciato da NurSind, CISL FP e FIALS in Molise, che dopo settimane di confronti senza una soluzione ritenuta adeguata hanno deciso di alzare il livello della mobilitazione: il prossimo 7 settembre il personale del Comparto Sanità Pubblica dell’ASReM sarà chiamato allo sciopero per l’intera giornata.
ASReM, proclamato lo sciopero del Comparto Sanità
CAMPOBASSO, 08/08/2026 - La vertenza sulla carenza di personale nella sanità molisana arriva allo sciopero. NurSind, CISL FP e FIALS hanno proclamato l’astensione dal lavoro di tutto il personale del Comparto Sanità Pubblica dell’ASReM per lunedì 7 settembre 2026, per l’intera giornata e nelle 24 ore relative a ciascun turno di lavoro.
Una decisione maturata al termine di un percorso di confronto che, secondo quanto ricostruito dalle organizzazioni sindacali, non è riuscito a produrre risposte sufficienti alla crisi degli organici.
Gli incontri con la Direzione dell’Azienda Sanitaria Regionale del Molise si sono svolti nelle giornate del 2, 7 e 9 luglio, con l'obiettivo di individuare soluzioni alla grave carenza di personale che interessa ruoli e profili professionali del Comparto. Il successivo tentativo di raffreddamento e conciliazione, tenutosi il 15 luglio presso la Prefettura di Campobasso, si è però concluso con esito negativo.
A quel punto, per NurSind, CISL FP e FIALS, la strada della mobilitazione è diventata inevitabile.
«La grave e persistente carenza di personale continua a determinare condizioni di lavoro non più sostenibili»,
denunciano le organizzazioni sindacali, evidenziando le conseguenze che la situazione sta producendo sull'organizzazione dei servizi e sul regolare svolgimento delle attività assistenziali.
Ferie e riposi sacrificati per garantire l'assistenza
Il cuore della vertenza riguarda soprattutto il modo in cui, nonostante gli organici insufficienti, il sistema continua quotidianamente a garantire le prestazioni.
Secondo NurSind, CISL FP e FIALS, i livelli essenziali di assistenza vengono mantenuti grazie alla disponibilità e al senso di responsabilità dei lavoratori, sui quali finisce però per scaricarsi il peso delle carenze.
Una situazione che, sostengono i sindacati, comporta da tempo una compressione dei diritti contrattuali, attraverso rinunce a ferie, riposi, recuperi e permessi. A questo si aggiungerebbe una programmazione dei turni frequentemente non conforme alle disposizioni contrattuali e normative.
«I livelli essenziali di assistenza vengono garantiti esclusivamente grazie all’elevato senso di responsabilità e alla costante disponibilità del personale»,
sottolineano NurSind, CISL FP e FIALS, mentre i lavoratori sono costretti a sostenere continue rinunce a ferie, riposi, recuperi e permessi.
Il rischio burnout e le conseguenze sull'assistenza
La denuncia non si limita alla gestione della turnistica. Le tre organizzazioni sindacali pongono anche il problema delle conseguenze che un simile carico di lavoro può produrre sulla salute degli operatori.
Nel documento viene indicato un concreto rischio di stress lavoro-correlato e burnout, oltre alla possibile compromissione delle condizioni psicofisiche dei dipendenti. Una pressione che, inevitabilmente, può riflettersi anche sulla qualità e sulla sicurezza delle prestazioni sanitarie erogate ai cittadini.
Per NurSind, CISL FP e FIALS non è più accettabile che la tenuta dei servizi venga affidata alla disponibilità pressoché permanente dei lavoratori, mentre il problema strutturale degli organici continua a rimanere irrisolto.
Le organizzazioni sindacali contestano infatti all'Amministrazione di non avere adottato, nonostante i ripetuti confronti, provvedimenti concreti e tempestivi capaci di riportare gli organici ai livelli previsti dalla dotazione organica dell'Atto Aziendale.
Il 7 settembre lo sciopero per 24 ore
Da qui la proclamazione dello sciopero generale del personale del Comparto Sanità Pubblica dell’ASReM.
L'astensione è prevista per lunedì 7 settembre 2026, nell'arco delle 24 ore per ciascun turno di lavoro, nel rispetto della disciplina sul diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali. Saranno pertanto garantite le prestazioni indispensabili previste dalla normativa.
Con la proclamazione, NurSind, CISL FP e FIALS chiamano direttamente in causa anche le istituzioni, chiedendo che venga raccolto il disagio espresso dalle lavoratrici e dai lavoratori dell'ASReM.
La richiesta è quella di intervenire con urgenza sul rafforzamento degli organici, procedendo alla copertura dei posti contemplati dalla dotazione organica aziendale, per restituire condizioni di lavoro sostenibili agli operatori e assicurare ai cittadini un'assistenza sanitaria sicura, efficace e di qualità.
Lo sciopero del 7 settembre rappresenta dunque il punto di arrivo di una vertenza iniziata ben prima della proclamazione formale. Al centro resta una questione che NurSind, CISL FP e FIALS considerano ormai non rinviabile: senza personale sufficiente, continuare a chiedere ai lavoratori di compensare le carenze con sacrifici individuali non può rappresentare una soluzione strutturale.
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