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Dialisi Ivrea, NurSind alza la voce: ''Basta rinvii, pazienti e lavoratori meritano risposte''

Giuseppe Provinzanodi
Giuseppe Provinzano
Pubblicato il: 08/08/2026

NurSind dal territorioPiemonte

Il sindacato delle professioni infermieristiche contesta lo stallo sulla riqualificazione e chiede chiarezza a Regione e Asl To4: "Una soluzione temporanea non può diventare definitiva"


di Giuseppe Provinzano

"Doveva essere una fase transitoria, legata alla riqualificazione degli spazi. Adesso, invece, sul futuro della Dialisi dell'ospedale di Ivrea pesano nuovi interrogativi. Il NurSind torna così a incalzare Regione Piemonte e Asl To4, chiedendo di chiarire quale sia realmente il progetto previsto per il servizio e quali siano le prospettive per pazienti e professionisti costretti da tempo a fare i conti con una situazione provvisoria".


NurSind: "La Dialisi di Ivrea non può più aspettare"

IVREA, 08/08/2026 - La vicenda della Dialisi di Ivrea torna al centro del confronto sulla sanità del Canavese. A riaccendere le preoccupazioni sono le indicazioni emerse in Consiglio regionale sulla necessità di una nuova valutazione tecnica della rete dialitica territoriale, con particolare riferimento all'integrazione tra i presidi di Ivrea, Castellamonte e Caluso e alla necessità di evitare eventuali sovrapposizioni negli investimenti.

Una prospettiva che, per il NurSind, rischia di cambiare radicalmente lo scenario prospettato inizialmente a pazienti e lavoratori.

Il trasferimento dell'attività e del personale verso Castellamonte, infatti, era stato collegato alla necessità di intervenire sugli spazi originari di Ivrea. La prospettiva, secondo quanto ricostruito dal sindacato, era quella di una riqualificazione che avrebbe consentito di superare la fase temporanea.

Oggi, invece, l'assenza di una tempistica certa e la rivalutazione complessiva del progetto alimentano dubbi sul destino del servizio.

"Le recenti dichiarazioni emerse in Consiglio regionale sul futuro della dialisi di Ivrea lasciano sbigottiti e riaprono una ferita che, come NurSind, seguiamo e denunciamo ormai da anni",

affermano Giuseppe Summa, segretario NurSind Torino, e Antonio De Feo, dirigente NurSind Asl To4.

Per i rappresentanti sindacali il punto centrale riguarda la distanza tra quanto prospettato inizialmente e lo scenario che sta emergendo adesso.

"Dopo aver costretto pazienti e personale a trasferirsi a Castellamonte con la promessa di un imminente intervento di riqualificazione del blocco originario, oggi ci sentiamo dire che l'intero progetto è da rivedere e che bisogna verificare la sussistenza di presunte "duplicazioni di servizi". C'è grande rabbia e frustrazione".

Il NurSind chiede quindi di conoscere con precisione cosa sia cambiato e, soprattutto, quali siano le risorse effettivamente disponibili per l'intervento.

Secondo il sindacato, non è accettabile che una riorganizzazione che ha comportato disagi concreti per utenti e professionisti possa restare sospesa senza una prospettiva definita.

"Non si può prendere in giro un intero territorio sradicando i pazienti e spostando i lavoratori, motivando la decisione, peraltro condivisa, con lavori di riqualificazione e con risorse che più volte ci è stato detto esserci, per poi affermare oggi che il motivo è un altro".

Da qui anche il sospetto avanzato dai rappresentanti degli infermieri:

"Rimane il dubbio che dietro a tutto questo ci sia semplicemente la mancanza delle risorse necessarie".

Quattro posti per acuti in Medicina: «Dovevano essere temporanei»

A rendere ancora più delicata la situazione è l'attuale organizzazione dell'attività rimasta a Ivrea.

Il NurSind evidenzia infatti la presenza di appena quattro posti letto destinati agli acuti, ricavati all'interno del reparto di Medicina in spazi che vengono descritti come particolarmente limitati.

Una collocazione che, sottolinea il sindacato, era stata concepita come provvisoria.

«A Ivrea sono rimasti solo quattro posti letto per acuti ricavati all'interno del reparto di Medicina, in una stanza piccola e con spazi estremamente ristretti e sacrificati. Quella sistemazione era nata ed era stata presentata esclusivamente come una soluzione temporanea».

Ed è proprio sul rischio che la provvisorietà diventi strutturale che si concentra la preoccupazione.

"Non può assolutamente diventare definitiva o protrarsi all'infinito. Nel frattempo gli ambulatori continuano a operare nella vecchia struttura e non si può pensare di giustificare questo stallo o di rimandare tutto all'ospedale nuovo".

Il nodo dei 3,6 milioni e la verifica sulla rete dialitica

Sul caso è intervenuto anche il consigliere regionale del Partito Democratico e componente della Commissione Sanità Alberto Avetta, che aveva già sollevato la questione nel febbraio scorso.

Al centro dell'attenzione ci sono anche i 3,6 milioni di euro indicati per il finanziamento dell'intervento. Dopo una prima richiesta di chiarimenti sulla tempistica dei lavori, Avetta è tornato sull'argomento con una nuova interrogazione.

La risposta regionale, secondo quanto riferito dal consigliere, ha evidenziato l'assenza di una data certa per l'avvio dell'intervento e l'esistenza di un accertamento tecnico dell'Asl To4 finalizzato a individuare la soluzione ritenuta più efficace per l'intera rete dialitica, valutando l'integrazione tra Ivrea, Castellamonte e Caluso.

Una verifica che dovrebbe servire anche a evitare investimenti sovrapposti o non adeguatamente giustificati.

Proprio questo passaggio, tuttavia, aumenta le preoccupazioni sul futuro della struttura eporediese e sulla possibilità che il progetto originariamente prospettato possa essere ridimensionato o modificato.

NurSind: «Vogliamo chiarezza sulla situazione reale»

Per il sindacato degli infermieri non è più il momento delle soluzioni indefinite. A essere coinvolti non sono soltanto gli assetti organizzativi dell'azienda sanitaria, ma la quotidianità dei pazienti dializzati, delle loro famiglie e dei professionisti che garantiscono l'assistenza.

Il NurSind chiama direttamente in causa l'assessore regionale alla Sanità Federico Riboldi e il direttore generale dell'Asl To4 Luigi Vercellino.

"Ma di quale duplicazione stiamo parlando? Vogliamo chiarezza sulla situazione reale. Chiediamo risposte chiare, trasparenti e urgenti all'Assessore alla Sanità Federico Riboldi e al Direttore Generale dell'Asl To4 Luigi Vercellino".

Il messaggio conclusivo del sindacato è netto: senza risposte concrete, la vertenza è destinata a proseguire.

"Il NurSind non intende fermarsi: la difesa della dialisi di Ivrea andrà avanti con ogni mezzo e forma di protesta necessaria".

Una presa di posizione che riporta la questione al suo punto essenziale: stabilire quale futuro sia realmente previsto per la Dialisi di Ivrea e in quali tempi, evitando che una soluzione annunciata come temporanea si trasformi, nei fatti, in un assetto permanente.

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