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RSA Ripatransone, NurSind: ''Personale ridotto e pazienti tra caldo e insetti''

Giuseppe Provinzanodi
Giuseppe Provinzano
Pubblicato il: 19/08/2026

MarcheNurSind dal territorio

Il sindacato denuncia organici insufficienti e operatori sottratti all’assistenza per gestire il cancello. Nel mirino anche climatizzazione assente, zanzariere danneggiate e organizzazione dei servizi. Pelosi (NurSind): "Servono soluzioni concrete"


di Giuseppe Provinzano

"Quando in una struttura che accoglie persone anziane, fragili e non autosufficienti anche pochi minuti di lavoro vengono continuamente sottratti all’assistenza, il problema non riguarda più soltanto l’organizzazione interna. Diventa una questione che investe direttamente la qualità e la continuità delle cure. È l’allarme lanciato dal NurSind di Ascoli Piceno sulla RSA di Ripatransone, dove alla carenza di personale si sommerebbero caldo negli ambienti, insetti nelle stanze e incombenze improprie affidate a infermieri e OSS".


NurSind denuncia il caso Ripatransone: "RSA al limite, pazienti e operatori in difficoltà"

ASCOLI PICENO, 19/08/2026 - La situazione della RSA di Ripatransone finisce sotto la lente del NurSind Ascoli Piceno, che denuncia un quadro organizzativo arrivato, secondo il sindacato, vicino al limite della sostenibilità.

Al centro della segnalazione ci sono innanzitutto gli organici. In alcune giornate, riferisce il NurSind, il turno mattutino arriverebbe a contare appena tre OSS effettivamente disponibili. Il sindacato segnala inoltre una discrepanza tra i prospetti di servizio e il personale realmente presente: alcuni operatori indicati nei turni non sarebbero effettivamente in struttura oppure verrebbero impiegati per garantire la copertura di altre sedi.

Una condizione che inevitabilmente finisce per aumentare il carico sui professionisti presenti e che, soprattutto, rischia di ripercuotersi sugli ospiti della RSA, persone che per le loro condizioni necessitano di un'assistenza costante.

Caldo nelle stanze e climatizzazione ancora assente

A rendere ancora più difficile il lavoro quotidiano sarebbe la situazione ambientale della struttura. Il NurSind riferisce che, nonostante sopralluoghi tecnici e precedenti prospettive di intervento, l'impianto di climatizzazione non sarebbe stato ancora realizzato.

Una criticità particolarmente rilevante nei mesi estivi, considerando la presenza di pazienti anziani, fragili e spesso non autosufficienti. Anche infermieri e OSS, sottolinea il sindacato, sono chiamati a svolgere attività assistenziali fisicamente impegnative in ambienti caratterizzati da temperature elevate.

Il tentativo di garantire almeno una maggiore ventilazione attraverso l'apertura delle finestre farebbe emergere un ulteriore problema. Diverse zanzariere sarebbero infatti danneggiate e non riuscirebbero più a impedire efficacemente l'ingresso di zanzare, vespe e altri insetti, che arriverebbero anche negli ambienti di degenza e in prossimità dei letti degli ospiti.

Infermieri e OSS chiamati ad aprire il cancello

Ma è soprattutto un'altra situazione organizzativa a finire nel mirino del sindacato. Secondo quanto denunciato, la gestione manuale del cancello d'ingresso ricadrebbe sugli stessi infermieri e OSS impegnati nell'assistenza.

Ogni volta che si rende necessario consentire un accesso, uno degli operatori dovrebbe interrompere ciò che sta facendo, lasciare temporaneamente il reparto, raggiungere il cancello, aprirlo e successivamente tornare a richiuderlo.

Un'operazione che, ripetuta numerose volte nell'arco dello stesso turno, secondo il NurSind determina una sottrazione tutt'altro che marginale di tempo all'assistenza diretta.

"In una struttura già gravemente carente di personale, anche pochi minuti sottratti ripetutamente al reparto diventano ore di assistenza perduta",

è il senso della denuncia avanzata dal NurSind Ascoli Piceno, che contesta l'impiego di professionisti sanitari e sociosanitari in attività estranee alle loro funzioni assistenziali.

Le conseguenze, secondo il sindacato, sono molto concrete: un'igiene può essere interrotta, una mobilizzazione rinviata, una richiesta di aiuto può dover attendere oppure un altro operatore può ritrovarsi momentaneamente solo nella gestione degli ospiti.

Una situazione resa ancora più complessa dalla collocazione dei magazzini su altri piani e in locali che il NurSind giudica inadeguati, con la conseguente necessità di ulteriori spostamenti e allontanamenti dal reparto.

NurSind: "Ora servono interventi immediati"

La Segreteria Territoriale guidata da Maurizio Pelosi chiede quindi alla Direzione di passare dalle verifiche agli interventi.

Le priorità indicate dal sindacato riguardano il ripristino di organici realmente adeguati, il rispetto dei limiti relativi al numero degli ospiti, la climatizzazione degli ambienti, una diversa organizzazione dei magazzini e soprattutto una soluzione tecnica che permetta di gestire l'accesso alla struttura senza obbligare infermieri e OSS ad abbandonare ripetutamente l'attività assistenziale.

"Non servono altri sopralluoghi o nuove promesse. Servono soluzioni concrete, perché il personale deve poter tornare a svolgere il proprio lavoro: assistere i pazienti, non aprire e chiudere cancelli", è la posizione del NurSind Ascoli Piceno.

Il sindacato chiude la denuncia con una provocazione amara. La pioggia delle ultime ore avrebbe concesso un po' di tregua dal caldo a ospiti e lavoratori, ma si tratta evidentemente di una soluzione affidata al caso e destinata a durare poco.

Per il NurSind, non può essere il meteo a determinare le condizioni di vivibilità di una RSA. Con il ritorno delle alte temperature, senza interventi strutturali, gli stessi problemi rischiano infatti di ripresentarsi.

Il punto sollevato dal sindacato va dunque oltre il disagio estivo: riguarda un modello organizzativo nel quale ogni risorsa sottratta all'assistenza pesa soprattutto sulle persone più fragili.