118 Piemonte, dietrofront su Azienda Zero. NurSind: ''Ora servono regole certe''
Cambia la rotta sul futuro degli infermieri dell’emergenza: tramonta il passaggio ad Azienda Zero e si punta a riscrivere le convenzioni con le quattro aziende ospedaliere. Coppolella (NurSind): "Superare limiti e criticità". Sullo sfondo resta la carenza di personale.
di Giuseppe Provinzano
"Il progetto cambia, i problemi restano. Dopo oltre un anno di attese, il futuro degli infermieri del 118 piemontese sembra prendere una direzione diversa da quella inizialmente annunciata. L'ipotesi del trasferimento alle dipendenze di Azienda Zero lascia spazio alla permanenza nelle aziende ospedaliere di appartenenza, attraverso però una profonda revisione delle convenzioni. Per il NurSind il punto non è più soltanto stabilire chi debba essere il datore di lavoro: servono regole omogenee, tutele definite e responsabilità chiare per professionisti che operano quotidianamente nel cuore dell'emergenza-urgenza".
NurSind, 118 Piemonte: dietrofront su Azienda Zero, infermieri ancora in attesa
TORINO, 19/08/2026 - Il futuro degli infermieri del 118 in Piemonte potrebbe dunque essere deciso senza il passaggio ad Azienda Zero. Quella che fino a poco tempo fa appariva come la soluzione destinata a ridisegnare l'organizzazione del personale dell'emergenza territoriale sembra essere stata accantonata.
La nuova strada porta alla conferma del rapporto degli infermieri con le quattro aziende ospedaliere che attualmente mettono a disposizione il personale del sistema 118: Città della Salute di Torino, Maggiore della Carità di Novara, Santa Croce e Carle di Cuneo e Santi Antonio e Biagio di Alessandria.
Non una semplice conferma dell'esistente, però. Il modello delle convenzioni dovrebbe essere profondamente rivisto, anche alla luce delle criticità che negli anni hanno alimentato le richieste sindacali.
NurSind: "Serve una reale omogeneizzazione"
È proprio su questo terreno che il NurSind porta al tavolo una richiesta precisa: il nuovo assetto non può limitarsi a prorogare o riscrivere formalmente gli accordi esistenti, ma deve eliminare quelle differenze che hanno caratterizzato finora condizioni e organizzazione del lavoro.
"C'è la necessità di superare i limiti e le criticità delle attuali convenzioni", sottolinea Francesco Coppolella, segretario regionale NurSind Piemonte.
"L'intesa cui stiamo lavorando punta a una profonda revisione: dall'organizzazione alla garanzia di una reale omogeneizzazione, fino alla chiara definizione delle tutele e delle responsabilità".
Una posizione che sposta il confronto sul merito delle condizioni in cui gli infermieri del 118 sono chiamati a lavorare. Per il sindacato, infatti, l'obiettivo deve essere quello di arrivare a un sistema nel quale l'appartenenza a una diversa azienda ospedaliera non produca differenze organizzative o economiche tra professionisti impegnati nello stesso servizio regionale.
Un percorso fermo da oltre un anno
Il cambio di impostazione arriva dopo un percorso lungo e tutt'altro che lineare. La prospettiva iniziale della Regione era quella di ricondurre direttamente ad Azienda Zero il personale infermieristico impegnato nel 118, superando così il sistema delle convenzioni.
Nella primavera del 2025 il trasferimento sembrava essere entrato in una fase operativa, tanto che erano già state avviate ricognizioni del personale e delle dotazioni interessate dal possibile passaggio.
Poi l'iter ha progressivamente rallentato. Le convenzioni sono rimaste in piedi e la soluzione definitiva è stata rinviata, mentre le organizzazioni sindacali hanno continuato a chiedere alla Regione di mettere fine a una situazione di incertezza che riguarda centinaia di professionisti.
A marzo 2025 l'assessore regionale alla Sanità Federico Riboldi aveva ribadito la volontà di arrivare rapidamente a una soluzione per gli infermieri e, più complessivamente, per il personale delle quattro centrali operative del 118.
A distanza di oltre un anno, però, il modello prospettato allora appare sostanzialmente superato e l'attuale proroga delle convenzioni dovrebbe arrivare fino alla fine del 2026.
Il cambio al vertice di Azienda Zero e il nuovo scenario
Nel frattempo anche la guida di Azienda Zero è cambiata. Nel marzo scorso Massimo D'Angelo ha preso il posto di Adriano Leli, passato alla nuova azienda ospedaliera Regina Margherita-Sant'Anna.
Nel confronto sul futuro del servizio avrebbero assunto particolare peso anche le conseguenze organizzative di un eventuale assorbimento diretto degli infermieri del 118. Tra le questioni da affrontare c'è, ad esempio, la gestione dei professionisti che dovessero risultare temporaneamente o definitivamente non idonei alle attività operative dell'emergenza, oltre al problema delle sostituzioni e della continuità delle équipe.
Elementi che avrebbero contribuito a orientare il sistema verso una soluzione diversa: mantenere il personale nelle aziende ospedaliere e costruire convenzioni nuove, più uniformi e maggiormente garantiste.
Restano pochi infermieri per il 118 piemontese
Ma la discussione sulla titolarità del rapporto di lavoro non deve oscurare l'altra grande questione: gli infermieri continuano a non essere sufficienti.
Nel sistema piemontese del 118 operano attualmente circa 500 professionisti, mentre per garantire una maggiore tenuta organizzativa ne servirebbero almeno un centinaio in più.
Una carenza che rende ancora più urgente arrivare a un modello stabile. L'incertezza protratta nel tempo, infatti, rischia di incidere anche sull'attrattività di un settore caratterizzato da elevata responsabilità, complessità assistenziale e condizioni operative particolarmente impegnative.
Settembre diventa il primo banco di prova
L'obiettivo sarebbe quello di arrivare entro la fine di settembre a una proposta sufficientemente dettagliata da consentire il confronto con le organizzazioni sindacali e preparare il nuovo assetto prima della scadenza di fine anno.
Per il NurSind, dunque, la partita non si chiude con il tramonto dell'ipotesi Azienda Zero. Al contrario, entra adesso nella fase probabilmente più delicata: stabilire quali saranno concretamente diritti, tutele, responsabilità, organizzazione e trattamento dei professionisti del 118.
Dopo oltre un anno di rinvii, il vero risultato sarà evitare che la nuova soluzione si trasformi nell'ennesima proroga dell'esistente. Perché, al di là della sigla riportata sulla busta paga, il Piemonte deve ancora risolvere la questione centrale: dare stabilità organizzativa al 118 e mettere gli infermieri nelle condizioni di garantire l'emergenza con regole certe e personale sufficiente.
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