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Guerre e crisi, ICN: cinque ruoli chiave degli infermieri per sistemi sanitari resilienti

Andrea Tirottodi
Andrea Tirotto
Pubblicato il: 14/09/2026

Professione e lavoroSocietà scientificheStudi e analisi

Gli infermieri sono presenti in ogni conflitto e in ogni crisi, e la loro leadership deve esserlo altrettanto: è il messaggio centrale emerso dal webinar della Global Nursing Leadership Institute (GNLI) Alumni Network dell'ICN, appena conclusosi e intitolato "Strengthening nurses' managerial roles for resilient health systems in conflict and crisis settings". L'incontro ha riunito leader infermieristici in prima linea in alcuni dei contesti più difficili al mondo.

La sessione si è svolta in un momento particolarmente drammatico, subito dopo le alluvioni dell'agosto 2026 in Nepal e Tibet. Nel suo intervento di apertura, il CEO dell'ICN Howard Catton ha reso omaggio ai colleghi coinvolti nella tragedia, dicendosi colpito dalla portata del disastro e dal livello di distruzione osservato. Catton ha richiamato l'attenzione sull'impatto psicologico profondo che l'evento ha avuto sugli infermieri, chiamati a intervenire mentre elaboravano un lutto personale e, in alcuni casi, tentavano di soccorrere amici e colleghi. Ha inoltre ricordato che l'ICN è rimasta in contatto con la Nepal Nursing Association, offrendo sostegno attraverso il fondo umanitario NursesforPeace e che l'associazione sta collaborando con i partner locali per coordinare gli interventi di soccorso.

Il webinar ha individuato cinque ruoli chiave svolti dagli infermieri nei contesti di crisi: clinici, educatori, manager, ricercatori e influencer delle politiche sanitarie. La professoressa Hamdia Ahmed, preside della Hawler Medical University in Iraq, ha spiegato che come ricercatori gli infermieri hanno il compito di raccogliere e condividere dati sulla violenza contro il personale sanitario e contribuire alle evidenze sui carichi assistenziali in contesti di conflitto, mentre come influencer delle politiche sanitarie si fanno portavoce della protezione dei lavoratori della salute e fanno pressione sui governi per soluzioni non violente.

La professoressa Alison Hutton, dell'Università di Tecnologia presso il centro collaborativo OMS per il nursing, ha approfondito il ruolo della pratica infermieristica avanzata, sottolineando che essa va oltre l'assistenza clinica diretta per includere responsabilità manageriali e di leadership, richiedendo una supervisione dell'intera risposta all'emergenza. Ha riassunto il concetto parlando di una leadership che opera a livello di intero sistema sanitario.

Il dottor Ahmed Hawsawi, Chief Nurse Officer presso gli ospedali Saudi German e alumno GNLI, ha portato la propria esperienza nella regione EMRO (Ufficio Regionale per il Mediterraneo Orientale dell'Organizzazione Mondiale della Sanità) spiegando il ruolo degli infermieri nel fornire segnali di allarme precoce ai decisori politici. Ha osservato che le difficoltà osservate nelle comunità, che si tratti degli effetti del cambiamento climatico o di problemi alimentari e nutrizionali, costituiscono un campanello d'allarme su ciò che sta arrivando, e ha invitato a passare dall'osservazione diretta sul campo al tavolo delle decisioni politiche.

Il comunicato ricorda inoltre la drammatica situazione in Sudan, dove 33,7 milioni di persone hanno bisogno di assistenza umanitaria, quasi il 40% degli ospedali nelle zone colpite dal conflitto è fuori servizio e 94 operatori sanitari, tra cui 12 infermieri, sarebbero stati uccisi. Il presidente della Sudanese Nurses Organization, Mowafag Hassan, ha condiviso un'analisi che individua quattro grandi ostacoli per i suoi iscritti: rischi legati alla sicurezza, scarsità di risorse, sfollamento e disoccupazione, dilemmi etici e scarso sostegno finanziario, sottolineando l'importanza della formazione continua e della consapevolezza del trauma.

Infine, la dottoressa Amal Naji Alqahtani, consulente del CEO per gli affari infermieristici presso il Jeddah First Health Cluster, ha spostato l'attenzione sulla fase di ricostruzione, affermando che essa non deve limitarsi a riproporre il sistema esistente prima della crisi, ma deve costruire un sistema più forte, reattivo e resiliente. Ha aggiunto che proteggere, formare e responsabilizzare gli infermieri oggi significa proteggere il sistema sanitario di domani.

L'ICN, attraverso la GNLI, sta portando avanti diversi progetti a sostegno degli infermieri nei contesti di crisi, tra cui una revisione regionale della legislazione sulla salute occupazionale nella regione EMRO e un monitoraggio denominato NURSE PULSE sul benessere e la resilienza del personale infermieristico in quell'area.