OSS spostati come pacchi, NurSind all'ASL: ''Basta improvvisare, organizzazione da rivedere''
Turni spezzati, cambi di sede e servizi da riorganizzare. Pelosi (NurSind): "Superato il limite della normale flessibilità"
di Giuseppe Provinzano
"La flessibilità può aiutare a garantire la continuità dei servizi, ma quando diventa una modalità ordinaria di gestione rischia di trasformarsi in precarietà organizzativa. È il quadro denunciato dal NurSind Ascoli Piceno, che accende i riflettori su quanto sta accadendo nei servizi territoriali tra Offida, Ripatransone e la Casa della Comunità di Ascoli Piceno.
Al centro della contestazione ci sono soprattutto gli operatori sociosanitari, sottoposti – secondo il sindacato – a continui spostamenti tra strutture, anche nell'arco della stessa giornata. Una situazione sulla quale interviene Maurizio Pelosi, Segretario Territoriale NurSind Ascoli Piceno, chiedendo alla Direzione un cambio di passo nell'organizzazione".
NurSind: "Il territorio non si governa spostando gli OSS da una struttura all’altra"
ASCOLI PICENO, 23/09/2026 – Operatori sociosanitari trasferiti da una struttura all'altra, turni spezzati, cambi di sede decisi persino nel corso della stessa giornata e un'organizzazione territoriale che, secondo il NurSind Ascoli Piceno, mostra ormai criticità che non possono più essere affrontate con soluzioni temporanee.
La denuncia arriva dalla Segreteria territoriale guidata da Maurizio Pelosi e riguarda in particolare Offida, Ripatransone e la Casa della Comunità di Ascoli Piceno, realtà nelle quali il sindacato segnala da tempo difficoltà sul piano organizzativo.
Il punto più delicato riguarda la gestione degli OSS. La necessità di garantire i servizi starebbe determinando continui spostamenti del personale da una struttura all'altra, con operatori chiamati ad adattarsi rapidamente a sedi e turni differenti.
Per il NurSind, tuttavia, non si può più parlare soltanto di fisiologica flessibilità nella gestione delle risorse umane.
"Siamo andati oltre il limite della normale flessibilità organizzativa. Qui non si parla più di esigenze occasionali, ma di un sistema che sta colpendo pesantemente sul clima lavorativo e sulla serenità dei professionisti", afferma Maurizio Pelosi, Segretario Territoriale NurSind Ascoli Piceno.
Turni spezzati e spostamenti nella stessa giornata
A pesare sul personale non sarebbero soltanto i trasferimenti tra le diverse strutture. Il sindacato richiama anche l'attenzione sui turni spezzati e sui cambi di sede disposti durante la stessa giornata lavorativa, elementi che contribuiscono, nella lettura del NurSind, a rendere sempre più difficile la gestione quotidiana.
Pelosi utilizza un'immagine netta per spostare l'attenzione dagli operatori al modello organizzativo: quando una struttura mostra difficoltà, non si può attribuire la responsabilità a chi continua ogni giorno a garantirne il funzionamento.
"C'è un vecchio detto che, purtroppo, sembra ancora molto attuale anche nell'AST di Ascoli Piceno: Se la barca va male, non è colpa di chi rema”, continua Pelosi.
E a “remare”, sottolinea il sindacato, sono proprio quei professionisti che assicurano la continuità dei servizi nonostante una quotidianità caratterizzata da spostamenti e variazioni organizzative.
"Chi rema, ogni giorno, sono proprio gli operatori che garantiscono i servizi nonostante spostamenti continui, turni spezzati e cambi di sede decisi anche nel corso della stessa giornata", prosegue il Segretario Territoriale.
Offida e Ripatransone, criticità sul territorio
La situazione segnalata dal NurSind coinvolge in maniera particolare Offida e Ripatransone, dove le difficoltà organizzative, secondo la Segreteria territoriale, sarebbero ormai evidenti.
Il sindacato sostiene che non sia più sufficiente intervenire spostando di volta in volta il personale disponibile per rispondere alle necessità delle singole strutture. Il problema, nella lettura di Pelosi, riguarda piuttosto la capacità di costruire un'organizzazione stabile che consenta di garantire i servizi senza scaricare continuamente sugli operatori le conseguenze delle criticità.
Casa della Comunità, cambia anche l'orario degli infermieri
Il problema non riguarda esclusivamente gli OSS. Alla Casa della Comunità di Ascoli Piceno, infatti, il NurSind segnala anche una modifica del profilo orario degli infermieri.
Una scelta che il sindacato contesta perché, nella sua valutazione, invece di migliorare il funzionamento della struttura rischierebbe di produrre l'effetto opposto.
"Alla Casa della Comunità di Ascoli Piceno è stato modificato anche il profilo orario per gli infermieri, con una soluzione che, a nostro avviso, peggiora l'organizzazione dei servizi rivolti ai cittadini", afferma Pelosi.
La questione assume quindi una dimensione più ampia. Non si tratta soltanto di stabilire dove collocare il personale disponibile, ma di comprendere se l'attuale modello sia effettivamente in grado di assicurare continuità organizzativa, condizioni di lavoro sostenibili e servizi adeguati alla comunità.
Pelosi: "Occorre rivedere responsabilità, incarichi e modalità di gestione"
È nella parte conclusiva della denuncia che il NurSind Ascoli Piceno alza ulteriormente il livello del confronto.
Secondo Pelosi, quando le criticità non rappresentano più episodi occasionali e le soluzioni adottate non riescono a superarle, diventa necessario interrogarsi anche sulle modalità con cui vengono governati i servizi.
"Quando un modello organizzativo non funziona, quando il personale viene spostato continuamente e quando le scelte producono disagi anziché soluzioni, occorre avere il coraggio di rivedere responsabilità, incarichi e modalità di gestione", sottolinea Maurizio Pelosi.
Una posizione che chiama direttamente in causa la Direzione e la necessità, secondo il sindacato, di verificare l'efficacia degli attuali assetti organizzativi.
"Non tutti gli assetti organizzativi si dimostrano all'altezza della mission affidata. E quando questo accade, nell'interesse dei lavoratori, dei servizi e della comunità, la Direzione ha il dovere di assumere decisioni chiare e concrete", conclude Pelosi.
Il messaggio del NurSind è dunque rivolto alla governance aziendale: la tenuta dei servizi territoriali non può dipendere in maniera permanente dalla disponibilità degli operatori a compensare criticità e carenze organizzative. La richiesta è quella di intervenire sulla programmazione e sul modello gestionale, affinché la flessibilità torni a rappresentare uno strumento per affrontare situazioni eccezionali e non diventi il sistema ordinario attraverso il quale garantire quotidianamente le attività.
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