Reparti allagati e servizi al buio, il NurSind accende i riflettori sull’ASL TO4
Il sindacato delle professioni infrmieristiche denuncia criticità diffuse negli ospedali e sul territorio: "La sicurezza non è un optional"
di Giuseppe Provinzano
"Non basta garantire l’apertura di un servizio sanitario: occorre assicurare che chi vi lavora possa farlo in condizioni adeguate e sicure. È questo il cuore della nuova denuncia del NurSind Torino, che accende i riflettori sulle condizioni di diverse strutture dell’ASL TO4 e mette insieme una lunga sequenza di criticità: ambienti scarsamente illuminati, infiltrazioni e allagamenti, pavimentazioni deteriorate, problemi di accessibilità, manutenzioni tardive e operatori che, soprattutto nelle ore serali, si troverebbero a lavorare in condizioni di particolare vulnerabilità.
Le immagini diffuse dal sindacato accompagnano una denuncia che va oltre il singolo guasto: per il NurSind il problema riguarda la capacità dell’Azienda di prevenire i rischi e di fornire risposte tempestive alle segnalazioni dei rappresentanti dei lavoratori".
Sicurezza nell’ASL TO4, il NurSind alza il livello dello scontro
TORINO, 26/09/2026 – Servizi sanitari al buio, infiltrazioni, acqua sui pavimenti dei reparti, superfici deteriorate e operatori che nelle ore serali lavorerebbero senza adeguate misure di protezione. Il NurSind Torino torna a denunciare le condizioni di sicurezza di alcune strutture dell’ASL TO4, chiedendo interventi immediati e risposte sulle numerose segnalazioni già inoltrate.
Il quadro tracciato dalla Segreteria territoriale è ampio e riguarda sia gli ospedali sia i servizi territoriali. Il sindacato riferisce di avere più volte portato all’attenzione dell’Azienda, anche attraverso il proprio Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS), problemi che spaziano dalle temperature elevate registrate durante il periodo estivo agli allagamenti, fino ai guasti di apparecchiature e alle manutenzioni che, secondo il NurSind, arriverebbero con tempi non compatibili con la gravità delle situazioni segnalate.
«Non contiamo più le denunce e le segnalazioni formali inviate dal nostro RLS. Parliamo di problemi che incidono direttamente sulla sicurezza dei lavoratori e sulla qualità dei servizi garantiti ai cittadini».
Il sindacato contesta inoltre la mancanza di riscontri alle richieste formulate dal proprio RLS, comprese quelle relative all’accesso alla documentazione e agli aggiornamenti sulle misure adottate. Una situazione che, secondo il NurSind, renderebbe più difficile lo svolgimento delle funzioni di rappresentanza e tutela previste dalla normativa sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.
Settimo Torinese, operatori fino alle 20 in una struttura quasi al buio
Tra i casi indicati come più urgenti c’è quello del Poliambulatorio di Settimo Torinese, dove il NurSind ha effettuato un sopralluogo mentre sono in corso gli interventi destinati alla futura Casa della Comunità.
Secondo quanto documentato dal sindacato, medici di medicina generale e infermieri che prestano servizio fino alle 20 si troverebbero, nelle ore serali, in una struttura con illuminazione fortemente carente, anche nelle aree esterne utilizzate per l’accesso e il parcheggio.
Una condizione destinata a diventare ancora più critica con l’avanzare dell’autunno e dell’inverno, quando il buio arriva diverse ore prima della conclusione delle attività.
«Non è accettabile che siano i lavoratori a pagare le conseguenze di carenze strutturali e organizzative. Con l’aumento delle ore di buio, lasciare personale sanitario in queste condizioni significa esporlo a rischi che devono essere prevenuti».
Il NurSind richiama anche il tema della possibilità di accesso agli spazi della struttura e teme che una scarsa illuminazione e l’assenza di adeguati sistemi di controllo possano aumentare l’esposizione degli operatori ad aggressioni, intrusioni o atti vandalici.
Ivrea, il nodo della sicurezza degli operatori che lavorano da soli
La denuncia si sposta poi a Ivrea, dove il sindacato segnala le condizioni in cui opererebbe il personale delle cure domiciliari al rientro nelle ore serali.
Secondo la ricostruzione del NurSind, gli infermieri possono trovarsi a rientrare in una struttura isolata quando la portineria è già chiusa, senza un presidio di sicurezza e con aree di accesso che il sindacato considera insufficientemente protette.
Il problema, sottolinea la Segreteria territoriale, assume particolare rilievo per chi svolge il proprio turno in solitaria, soprattutto alla luce della crescente attenzione riservata alla prevenzione delle aggressioni nei confronti degli operatori sanitari.
«Un infermiere che rientra da solo la sera non può essere lasciato senza adeguati strumenti di protezione. La sicurezza non può dipendere dalla fortuna che non accada nulla».
Sempre a Ivrea, il NurSind richiama l’attenzione sulla Casa della Comunità, dove i ritardi nei lavori starebbero costringendo il personale a operare in condizioni che il sindacato considera precarie.
Dalle infiltrazioni ai pavimenti deteriorati: le immagini delle criticità
A sostegno delle proprie contestazioni il sindacato ha diffuso anche una documentazione fotografica. Le immagini mostrano, tra l’altro, presenza di acqua sulla pavimentazione in un ambiente assistenziale, segni di infiltrazioni e deterioramento in alcune parti del controsoffitto e altre condizioni sulle quali il NurSind chiede interventi manutentivi.
La denuncia riguarda anche il punto prelievi di Chivasso, dove, secondo il sindacato, banconi e sportelli sarebbero stati realizzati con caratteristiche non adeguate all’accessibilità delle persone in carrozzina.
Per il NurSind, episodi apparentemente differenti finiscono per comporre lo stesso quadro: strutture che necessitano di manutenzione e adeguamento e problemi segnalati che, secondo l’organizzazione sindacale, restano troppo a lungo senza soluzione.
Aggressioni e lavoro in solitaria, il NurSind chiede il DVR
Uno dei punti più delicati riguarda la prevenzione delle aggressioni. Il sindacato ricorda che l’ultimo incontro specificamente dedicato alla sicurezza risalirebbe al 25 giugno 2025 e sostiene di essere ancora in attesa del Documento di Valutazione dei Rischi relativo alle aggressioni e al lavoro in solitaria.
Il tema coinvolge in particolare gli infermieri impegnati nell’assistenza territoriale e tutti i professionisti che possono trovarsi a svolgere attività senza la presenza immediata di altri colleghi.
«Da tempo chiediamo misure concrete per chi opera in solitaria. Non possiamo aspettare che si verifichi un episodio grave prima di intervenire. La prevenzione deve arrivare prima dell’emergenza».
Il NurSind solleva anche la questione dell’identificazione del personale sulle divise. Se nei Pronto Soccorso sarebbero stati introdotti alcuni adeguamenti, in altri servizi continuerebbero a comparire nome e cognome degli operatori, elemento che il sindacato considera meritevole di revisione nell’ambito delle strategie di prevenzione e protezione.
«La sicurezza non può essere scaricata sugli appaltatori»
La Segreteria territoriale richiama infine l’ASL TO4 alle responsabilità connesse alla tutela dei lavoratori, sostenendo che eventuali problemi riconducibili alle imprese incaricate di manutenzioni o servizi non possano tradursi in un rinvio degli interventi necessari a garantire condizioni di lavoro sicure.
«L’Azienda ha il dovere di vigilare, prevenire e tutelare chi lavora ogni giorno nei servizi. Non è sufficiente attribuire le responsabilità alle ditte appaltatrici: davanti a una situazione di rischio servono risposte e soluzioni».
Il NurSind Torino chiede quindi interventi immediati, indicando come prioritarie le situazioni di Settimo Torinese e Ivrea, insieme alla definizione delle misure per la prevenzione delle aggressioni e la tutela di chi lavora da solo.
In assenza di risposte, il sindacato annuncia la possibilità di ricorrere a ulteriori iniziative a tutela dei lavoratori. La documentazione fotografica allegata alla denuncia diventa così parte di una vertenza che il NurSind intende mantenere aperta fino alla risoluzione delle criticità segnalate.
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