Pronto Soccorso, ancora violenza nelle Marche. NurSind: ''Basta parole, vogliamo sicurezza reale''
Il sindacato chiede sicurezza H24 e richiama la legge contro le violenze, Mansueto (NurSind): "Non possiamo più accettare che andare al lavoro significhi rischiare di essere aggrediti".
di Giuseppe Provinzano
"La violenza contro chi cura non può essere considerata un rischio inevitabile della professione. Ogni aggressione a un infermiere, a un medico o a un altro professionista sanitario colpisce non soltanto la persona, ma la capacità stessa del Servizio sanitario di garantire assistenza. Nelle Marche il NurSind torna a chiedere un cambio di passo: meno dichiarazioni di solidarietà dopo gli episodi e più prevenzione, sicurezza e tutela concreta nei luoghi di cura".
Infermieri aggrediti nei Pronto Soccorso, NurSind Marche: "Non sono bersagli"
ANCONA, 27/08/2026 - La misura è colma. Dopo l'ennesimo episodio di violenza verbale e fisica ai danni del personale impegnato nei Pronto Soccorso marchigiani, la Segreteria Regionale NurSind Marche interviene con una presa di posizione netta, chiedendo alle istituzioni e alle Aziende sanitarie misure immediate per proteggere chi lavora quotidianamente nei servizi di emergenza-urgenza.
Per il sindacato delle professioni infermieristiche, quanto continua ad accadere nei Pronto Soccorso non può più essere liquidato come una successione di episodi isolati. Il ripetersi delle aggressioni sta trasformando la sicurezza degli operatori in una vera emergenza dentro l'emergenza.
"Siamo stanchi di contare i danni e di esprimere vicinanza di facciata ai colleghi che vanno a lavorare con la paura di non tornare a casa incolumi. Gli infermieri sono il punto di riferimento delle emergenze, ma non possono continuare a fare da capro espiatorio per disservizi, attese estenuanti e tagli alla sanità pubblica. Chi aggredisce un operatore sanitario aggredisce l'intero sistema di cura".
A intervenire è il Segretario Regionale NurSind Marche, Donato Mansueto, che chiede di superare la fase delle dichiarazioni di solidarietà per arrivare a provvedimenti strutturali.
Il NurSind indica come prioritaria la presenza di presidi delle Forze dell'ordine operativi H24 nei Pronto Soccorso a maggiore afflusso, accompagnata da sistemi di sicurezza più efficaci e protocolli di intervento rapido in grado di gestire tempestivamente le situazioni potenzialmente pericolose.
Il sindacato chiede inoltre che gli operatori vittime di violenza possano contare immediatamente sul supporto legale e psicologico a carico delle Aziende sanitarie e sollecita una riorganizzazione dei percorsi e dei flussi di accesso. Tempi di attesa prolungati, sovraffollamento e difficoltà organizzative, infatti, possono contribuire ad alimentare tensioni che troppo spesso vengono scaricate sul personale in prima linea.
Aggressioni ai sanitari, cosa prevede la legge
Il richiamo del NurSind alla responsabilità penale degli aggressori si inserisce in un quadro normativo che negli ultimi anni è stato ulteriormente rafforzato. Un passaggio particolarmente rilevante è rappresentato dal Decreto-legge 1° ottobre 2024, n. 137, convertito con modificazioni dalla Legge 18 novembre 2024, n. 171, contenente misure urgenti per contrastare i fenomeni di violenza nei confronti dei professionisti sanitari e socio-sanitari, ausiliari e di assistenza e cura.
La normativa ha introdotto una specifica fattispecie relativa al danneggiamento commesso all'interno o nelle pertinenze di strutture sanitarie o socio-sanitarie, quando l'azione violenta riguarda beni destinati all'erogazione dell'assistenza. Nei casi previsti dalla legge sono stabilite pene detentive e pecuniarie più severe, con un ulteriore aggravamento quando il fatto viene commesso da più persone riunite.
Un'altra novità rilevante riguarda l'arresto obbligatorio in flagranza per determinate condotte, comprese le lesioni personali commesse nei confronti di professionisti sanitari e socio-sanitari nei casi contemplati dall'articolo 583-quater del Codice penale e la nuova fattispecie di danneggiamento prevista dalla normativa.
Particolarmente importante sul fronte operativo è anche la possibilità dell'arresto in flagranza differita. Nei casi e alle condizioni stabilite dalla legge, quando non sia possibile procedere immediatamente all'arresto per ragioni di sicurezza o per la necessità di identificare l'autore, possono assumere rilievo documentazioni video-fotografiche e altri elementi legittimamente acquisiti, consentendo l'intervento entro il termine previsto dalla normativa.
La conversione in legge ha inoltre ampliato l'ambito delle tutele, ricomprendendo anche il personale incaricato dei servizi di sicurezza complementare svolti all'interno delle strutture sanitarie e socio-sanitarie.
Un impianto normativo che, secondo il NurSind, deve però trovare una concreta corrispondenza sul territorio: le pene più severe possono rappresentare un deterrente, ma la prima difesa resta impedire che l'aggressione avvenga.
"Basta violenza e basta paura di non poter lavorare in serenità. Chi aggredisce un professionista sanitario deve risponderne penalmente. Servono però anche prevenzione, presidi fissi e interventi immediati: non possiamo aspettare l'ennesimo collega ferito prima di agire".
Per il NurSind Marche, dunque, la questione non riguarda soltanto l'ordine pubblico. Proteggere infermieri, medici e operatori significa difendere la continuità dell'assistenza e il diritto dei cittadini a ricevere cure in strutture sicure.
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