''Vi ammazzo tutti'', terrore al Pronto Soccorso di Ascoli. NurSind: ''Ora basta''
Momenti di paura all'ospedale Mazzoni: cinque sanitari e due appartenenti alle forze dell'ordine ricorrono alle cure mediche. Il NurSind denuncia le falle nella sicurezza e chiede vigilanza permanente e interventi immediati.
di Giuseppe Provinzano
"Un'altra serata di paura, un'altra aggressione e un'altra richiesta di sicurezza che rischia di rimanere inascoltata. Al Pronto Soccorso dell'ospedale Mazzoni, quello che doveva essere un normale turno di assistenza si è trasformato in una situazione di grave tensione, tra minacce di morte, intervento delle forze dell'ordine e operatori costretti a ricorrere alle cure mediche. A riportare l'accaduto è il NurSind Ascoli Piceno, che torna a puntare il dito contro le criticità organizzative nella protezione del personale sanitario".
Minacce di morte al triage: intervengono le forze dell'ordine
ASCOLI PICENO, 13/10/2026 – Erano circa le 19 di domenica 11 ottobre quando, secondo le testimonianze raccolte dal sindacato, un uomo giunto al Pronto Soccorso per accompagnare una paziente avrebbe fatto irruzione nell'area triage, iniziando a inveire contro gli infermieri.
L'attesa per la visita della donna, mentre il personale era impegnato nella gestione di pazienti con codici urgenti, avrebbe innescato una violenta escalation verbale.
«Vi ammazzo tutti», «Voi non sapete chi sono»: sono alcune delle minacce che, secondo quanto riferito dagli operatori, sarebbero state rivolte al personale in servizio.
L'infermiera addetta al triage, affiancata dai colleghi infermieri e dagli OSS, avrebbe tentato di riportare la calma. Ma la situazione sarebbe rapidamente degenerata.
Il personale avrebbe cercato l'intervento della vigilanza, scoprendo che l'addetto alla sicurezza era impegnato in un'altra area dell'ospedale. Da qui la richiesta di aiuto al 112.
A intervenire inizialmente sarebbero stati due agenti della Polizia Penitenziaria, già presenti nella struttura per motivi di servizio. Anche nei loro confronti l'uomo avrebbe manifestato atteggiamenti aggressivi.
Successivamente sono arrivati i Carabinieri. Secondo la ricostruzione sindacale, ne sarebbe scaturita una colluttazione che avrebbe coinvolto complessivamente quattro appartenenti alle forze dell'ordine. All'uomo sarebbe stato inoltre sequestrato un coltello.
Il bilancio riferito dal NurSind è di cinque operatori sanitari e due appartenenti alle forze dell'ordine che hanno dovuto ricorrere alle cure del Pronto Soccorso.
NurSind: «Quante altre aggressioni dobbiamo denunciare?»
A intervenire con fermezza è Maurizio Pelosi, segretario territoriale del NurSind Ascoli Piceno, che esprime solidarietà ai lavoratori coinvolti e ringrazia le forze dell'ordine per il tempestivo intervento.
Ma il sindacato sposta soprattutto l'attenzione su un problema che considera ormai strutturale: l'assenza di un presidio di vigilanza costante ed esclusivamente dedicato al Pronto Soccorso.
«Quando il vigilante viene chiamato in un altro reparto, il Pronto Soccorso rimane senza la sua presenza. Non è in discussione l'impegno del singolo lavoratore, ma un servizio deve garantire una vigilanza dedicata 24 ore su 24».
Una criticità che, secondo il NurSind, espone quotidianamente infermieri, OSS e altri professionisti sanitari a rischi che non possono essere considerati inevitabili conseguenze del lavoro in emergenza.
Una sentenza da oltre 22mila euro che non è bastata
La denuncia sindacale riporta alla memoria un precedente particolarmente significativo.
Nel luglio 2017 un'infermiera del triage del Mazzoni fu vittima di un'aggressione. Il NurSind ne sostenne la battaglia giudiziaria, conclusasi nel febbraio 2025 con una pronuncia della Corte d'Appello di Ancona che riconobbe un risarcimento superiore a 22mila euro.
Una decisione che il sindacato considera un importante precedente in materia di responsabilità aziendale nella tutela dei lavoratori aggrediti.
Eppure, secondo l'organizzazione sindacale, quella vicenda non avrebbe prodotto il necessario cambiamento.
Il 29 dicembre scorso, infatti, un ulteriore episodio di violenza aveva già coinvolto due infermiere e un OSS.
Tre episodi richiamati dal NurSind, anni di segnalazioni e una questione di sicurezza che continua a ripresentarsi.
Il sindacato chiede interventi immediati all'AST
Il NurSind ricorda di aver più volte interessato la Direzione aziendale, incontrato il questore e avanzato proposte per rafforzare la prevenzione delle aggressioni.
Adesso chiede all'AST di Ascoli Piceno risposte verificabili e tempi certi, a partire dall'istituzione di una postazione della Polizia di Stato operativa 24 ore su 24, dal potenziamento della videosorveglianza e dall'introduzione delle bodycam.
«La Direzione non può dire di non sapere. Le denunce sono agli atti, i precedenti sono noti e una sentenza ha già riconosciuto la responsabilità dell'Azienda nella vicenda del 2017».
Il sindacato richiama quindi i vertici aziendali alle proprie responsabilità nella prevenzione dei rischi e nella tutela dell'incolumità dei dipendenti.
«Che cosa si aspetta ancora? Che qualcuno venga accoltellato? Chi dirige l'Azienda è pagato anche per garantire la sicurezza dei lavoratori».
La sicurezza non può dipendere dalla fortuna
La vicenda del Mazzoni ripropone una questione che va oltre il singolo episodio: la necessità di assicurare condizioni di lavoro sicure in ambienti particolarmente esposti a tensioni e comportamenti violenti.
Per il NurSind non bastano più dichiarazioni di solidarietà successive alle aggressioni. Servono misure preventive, presenza effettiva della vigilanza e una precisa assunzione di responsabilità organizzativa.
La tutela di chi assiste i cittadini non può essere affidata alla casualità di un intervento tempestivo o alla capacità degli operatori di fronteggiare situazioni potenzialmente pericolose.
Il messaggio conclusivo del sindacato è netto:
«Dopo anni di denunce, pretendiamo che lo faccia: infermieri e OSS hanno già pagato abbastanza sulla propria pelle».
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