Campania, sanità pubblica e privata. NurSind: ''Le chiavi di casa restino al pubblico''
Eliseo (NurSind): "Il privato può integrare l’offerta, ma non diventare il sostituto di un sistema pubblico indebolito"
di Giuseppe Provinzano
"La questione non è scegliere tra pubblico e privato, ma stabilire chi deve governare la sanità campana. Il privato accreditato può contribuire all’offerta assistenziale, ma la programmazione, le risorse e la garanzia universale del diritto alla salute devono restare nelle mani del Servizio Sanitario pubblico. È su questo terreno che il NurSind Campania, attraverso il segretario regionale Antonio Eliseo, rilancia il confronto sul futuro del sistema sanitario regionale: prima di acquistare prestazioni all’esterno occorre capire quanto il pubblico potrebbe produrre se personale, tecnologie e organizzazione fossero utilizzati pienamente".
NurSind: "Il privato integri. Il pubblico governi".
CASERTA, 14/09/2026 - In Campania sanità pubblica e privato accreditato vivono ormai sotto lo stesso tetto. Una convivenza che può rappresentare una risorsa per il sistema, ma che pone una domanda sempre più difficile da eludere: chi ha realmente le chiavi di casa?
È il NurSind Campania a sollevare la questione, attraverso il suo segretario regionale Antonio Eliseo, partendo da una realtà con la quale migliaia di cittadini si confrontano quotidianamente.
Una TAC, una risonanza magnetica, una visita specialistica o un esame diagnostico possono essere disponibili rapidamente nel circuito privato accreditato mentre, per la medesima prestazione, nel pubblico si incontrano liste d’attesa di settimane o mesi.
Per il NurSind, ridurre tutto a una contrapposizione tra pubblico e privato significherebbe però non affrontare il problema principale. La vera questione riguarda la capacità del Servizio Sanitario Regionale di programmare, organizzare e utilizzare pienamente le risorse che già possiede.
"Non siamo contro il privato accreditato. Può rappresentare una componente utile e integrativa dell’offerta sanitaria regionale. Il problema nasce quando il privato finisce per sostituire ciò che il pubblico non riesce più a garantire a causa di carenze di personale, tecnologie sottoutilizzate e criticità organizzative",
afferma Antonio Eliseo, segretario regionale del NurSind Campania.
Il punto di partenza indicato dal sindacato sono proprio le grandi apparecchiature diagnostiche pubbliche.
TAC e risonanze magnetiche acquistate con risorse della collettività non possono lavorare al di sotto delle proprie potenzialità mentre, contemporaneamente, il Servizio Sanitario Regionale è costretto ad acquistare prestazioni dalle strutture accreditate.
Secondo il NurSind Campania, serve quindi una fotografia dettagliata della situazione, Azienda per Azienda e struttura per struttura: conoscere le ore effettive di funzionamento delle apparecchiature pubbliche, i volumi di prestazioni erogate, il personale realmente disponibile, i tempi di attesa e la quantità di prestazioni che vengono parallelamente acquistate dal privato.
"Prima di acquistare all’esterno ciò che manca dobbiamo sapere se quella stessa prestazione può essere prodotta dal pubblico. Significa utilizzare pienamente le tecnologie disponibili, assumere il personale necessario, allocare correttamente i professionisti ed estendere le fasce di attività dove serve. Non possiamo avere apparecchiature pubbliche sottoutilizzate e, contemporaneamente, continuare ad acquistare prestazioni dall’esterno", sottolinea Eliseo.
Il problema, tuttavia, non riguarda soltanto TAC e risonanze.
La verifica richiesta dal sindacato dovrebbe interessare ricoveri, specialistica, diagnostica, riabilitazione, punti nascita, emergenza-urgenza e medicina territoriale, mettendo in relazione la capacità produttiva del pubblico con il ricorso alle prestazioni acquistate all’esterno.
Nella nota indirizzata al presidente della Regione Campania Roberto Fico, il NurSind chiede infatti una verifica regionale fondata su dati omogenei e verificabili, comprendendo anche la reale operatività delle Case della Comunità, degli Ospedali di Comunità, delle Centrali Operative Territoriali e dei servizi di prossimità.
Al centro della questione torna inevitabilmente il personale sanitario.
Per aumentare la capacità produttiva delle strutture pubbliche non basta disporre delle apparecchiature. Occorrono professionisti in numero adeguato, turnazioni sostenibili, manutenzione, programmazione e, quando necessario, la possibilità di ampliare l’attività nelle fasce serali e nei fine settimana. È uno dei punti espressamente evidenziati dal NurSind nella propria posizione.
"Non possiamo pensare di rafforzare il pubblico senza rafforzare chi ogni giorno lo fa funzionare. Dietro una TAC, una risonanza, un ambulatorio o un servizio territoriale ci sono professionisti. Se mancano infermieri e personale sanitario, se gli organici sono insufficienti o le risorse vengono allocate male, anche le migliori tecnologie rischiano di restare sottoutilizzate", evidenzia Antonio Eliseo, segretario regionale NurSind Campania.
È proprio qui che, secondo il sindacato, rischia di innescarsi un meccanismo difficile da interrompere.
Un sistema pubblico che dispone di tecnologie ma non del personale sufficiente per utilizzarle pienamente produce meno prestazioni. La riduzione della capacità produttiva aumenta la necessità di rivolgersi all’esterno e, progressivamente, ciò che dovrebbe rappresentare un supporto integrativo rischia di trasformarsi in una componente strutturale indispensabile per compensare le debolezze del pubblico.
"Dobbiamo evitare un circuito pericoloso: il pubblico si indebolisce, produce meno e proprio questa debolezza diventa la ragione per acquistare sempre più prestazioni dal privato. È un meccanismo che va invertito. Il pubblico deve tornare ad avere la forza di programmare, organizzare e governare l’offerta sanitaria", continua Eliseo.
Per il NurSind Campania non si tratta, dunque, di aprire una battaglia ideologica contro la sanità privata.
Il privato accreditato può continuare a svolgere una funzione importante all’interno del Servizio Sanitario Regionale, ma all’interno di un sistema nel quale fabbisogni, programmazione, controlli e priorità siano determinati dall’interesse pubblico.
"Non chiediamo una guerra al privato. Chiediamo una gerarchia chiara: il pubblico programma, governa e garantisce l’universalità del diritto alla salute; il privato accreditato integra l’offerta quando e dove serve, sulla base dei bisogni assistenziali e all’interno di regole definite nell’interesse generale", ribadisce il segretario regionale del NurSind Campania, Antonio Eliseo.
La prospettiva indicata dal sindacato riguarda anche il ricorso sistematico a straordinari, prestazioni aggiuntive, pronte disponibilità ed esternalizzazioni.
Il NurSind chiede di passare da una gestione fondata sull’emergenza a una politica stabile degli organici, rafforzando la capacità produttiva pubblica e costruendo una rete realmente integrata tra ospedale e territorio.
Una valutazione che deve riguardare anche i servizi strategici oggi affidati all’esterno. Nella posizione trasmessa alla Regione viene richiamata, tra le possibilità da valutare, anche l’internalizzazione del sistema di emergenza-urgenza 118, laddove sostenibile e capace di assicurare qualità, continuità assistenziale e tutele per i lavoratori.
Per arrivare a un reale riequilibrio, però, servono dati.
Il NurSind Campania chiede quindi di conoscere, per ciascuna Azienda, quanto produce oggi il pubblico, quanto potrebbe produrre, quali risorse professionali possiede realmente e quanto viene contemporaneamente acquistato dal privato accreditato.
Solo partendo da questi elementi, sostiene il sindacato, sarà possibile stabilire dove il ricorso al privato sia realmente necessario e dove, invece, esistano margini per recuperare capacità produttiva attraverso personale, organizzazione e pieno utilizzo delle tecnologie pubbliche.
"Il diritto alla salute non può dipendere dalla capacità economica del cittadino e neppure dalla debolezza organizzativa del pubblico. Dobbiamo mettere il Servizio Sanitario Regionale nelle condizioni di esprimere tutto il proprio potenziale e ricorrere al privato accreditato dove realmente serve, non perché il pubblico è stato lasciato senza gli strumenti necessari per funzionare", afferma ancora Eliseo.
Da qui la richiesta di aprire un confronto regionale sul rapporto tra capacità produttiva pubblica e prestazioni acquistate dal privato accreditato, attraverso dati analitici, trasparenti e obiettivi misurabili. Il NurSind Campania ha già manifestato la propria disponibilità a contribuire al percorso.
Ed è proprio nell’immagine delle “chiavi di casa” che il segretario regionale concentra il messaggio finale del sindacato.
"Pubblico e privato possono convivere. Ma le chiavi di casa devono restare al Servizio Sanitario pubblico",
conclude Antonio Eliseo, segretario regionale del NurSind Campania.
Una metafora che sintetizza la linea del sindacato: collaborazione sì, sostituzione no. Il privato accreditato può integrare il sistema, ma programmazione, governo e garanzia del diritto alla salute devono restare saldamente in mano pubblica. È questa, per il NurSind Campania, la strada per ridurre le liste d’attesa senza rinunciare al rafforzamento strutturale del Servizio Sanitario Regionale.
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